Due italiani una settimana in arresto in Turchia

Uno di loro è il ruvese Pietro Pasculli, che oggi racconterà la sua esperienza a Roma durante una conferenza stampa
In Turchia due cittadini italiani sono stati arrestati dai militari e trattenuti nel Paese una settimana tra minacce, sevizie e internamenti, perchè testimoni dei massacri in Kurdistan. Uno di loro è il giovane attivista ruvese Pietro Pasculli, già suo malgrado testimone lo scorso anno ad Hebron dell'assassinio di un palestinese per mano dei coloni israeliani.
Oggi alle 12 racconteranno la loro drammatica esperienza a Roma, nella sede di Rifondazione comunista di via Flaminia 53. Insieme a loro ci sarà il segretario nazionale del partito Paolo Ferrero. «Con questa conferenza stampa – dichiara – vogliamo far conoscere all'opinione pubblica la sconcertante vicenda vissuta da Pietro Pasculli e Claudio Tamagnini, rei di essere stati testimoni di come la dittatura turca sta uccidendo il popolo kurdo, oggetto a sua volta di una violenza degna dei peggiori regimi fascisti».
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