Domenico Cantatore, “Pittore dalla tenerezza umana”

Biagio Campanale

Scriverà di lui Francesco Càllari come «un disegnatore che guarda ammaliato le cose, le rigenera e le vitalizza a suo modo, astraendole dalla forma o deformandole o sintetizzandole in pura linearità»

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Dopo ben 50 anni prende finalmente forma il sogno dell’indimenticato Maestro Cantatore, che sul retro della prima opera donata al Comune, nel lontano 1965, auspicava per iscritto l’apertura di una Pinacoteca a Ruvo.

La Pinacoteca avrà sede presso il piano terra dell’ex Convento dei Domenicani, ospiterà e renderà finalmente fruibile al pubblico la vasta collezione di opere d’arte di proprietà comunale.

La data dell’inaugurazione è fissata per il 28 febbraio alle ore 17.30. La serata si aprirà con i saluti del Sindaco Vito Nicola Ottombrini, l’Assessore alle Politiche Culturali Pasquale de Palo e il Presidendete Pro Loco Rocco Lauciello. Successivamente interverranno Carmelo Cipriani, storico  e critico d’arte, l’architetto Mario Di Puppo, responsabile museologico e storico locale, il Professore Cleto Bucci, storico locale e responsabile delle ricerche archivistiche per la Pinacoteca, il dottor Orazio Lovino, esperto di conservazione dei Beni Culturali e attento studioso del Maestro Cantatore. Durante la serata lo spettacolo di danza contemporanea “Gesto Sospeso”, Biosculture ed Ulivi di Giulio De Leo, a cura dell’associazione culturale Menhir. 

Una serata di fondamentale importanza poichè verrà data una fissa dimora alle numerosissime opere che fino ad ora sono state conservate e dislocate in varie strutture comunali, non sempre luoghi idonei per la conservazione di beni artistici e culturali. Con questa iniziativa l’amministrazione comunale ha voluto fortemente valorizzare uno dei personaggi più illustri del nostro paese nell’ambito artistico-culturale.

Domenico Cantatore durante la sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti tra cui il premio Principe Umberto per ” La Donna che si veste”, nel 1947 ha vinto il premio Modena con “Donna che cuce” e nel 1950 il premio Suzzara. Francesco Càllari, critico teatrale e cinematografico, in una recensione sulla II Quadriennale d’Arte Nazionale a Roma, descrive Cantatore come «un disegnatore che guarda ammaliato le cose, le rigenera e le vitalizza a suo modo, astraendole dalla forma o deformandole o sintentizzandole in pura linearità».

Il premio Nobel Salvatore Quasimodo, amico storico dell’artista ruvese, definirà Cantatore “Pittore dalla tenerezza umana”.

Seppur la vita del Maestro fu caratterizzata dai numerosissimi viaggi che lo portarono in contatto con l’ambiente culturale artistico europeo, il protagonista indiscusso delle sue opere fu il Sud, abbandonato in giovane età ma fatto rivivere nelle sue tele. Dipingeva tramonti, paesaggi collinari ma soprattutto i suoi “nodosi” uomini del Sud, i confratelli e i riti della Settimana Santa ruvese, le donne vestite di nero fino alle sue incantevoli e sinuose odalische.

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