Domani e dopodomani in scena “L’abito nuovo”

La pièce è inserita nel cartellone del festival internazionale Castel dei Mondi di Andria. L’Amministrazione comunale ha previsto un bus navetta che porterà gli spettatori in visita al museo Jatta
Andrà in scena domani e dopodomani alle 21.45 nel teatro Comunale di Ruvo di Puglia l’opera di Eduardo De Filippo e Luigi Pirandello “L’abito nuovo”, per la regia di Michelangelo Campanale. Lo spettacolo, prodotto dalla compagnia cittadina La Luna nel letto, è stato inserito all’interno della programmazione del Festival internazionale Castel dei Mondi di Andria, e si presenta nel luogo stesso in cui è nato.
La kermesse andriese, giunta alla sua XXI edizione, vede ospiti di calibro internazionale e un grande seguito di pubblico, critica e operatori che, grazie a questa collaborazione tra i due Comuni, raggiungeranno Ruvo. Nei due giorni di messa in scena, infatti, sarà predisposto, grazie alla volontà dell’Amministrazione, un bus navetta che partirà da Andria e porterà gli spettatori, prima dello spettacolo, in visita nel museo Jatta.
Si tratta di un primo, ma significativo esperimento che ha l’obiettivo di connettere le realtà teatrali pugliesi e i territori in cui esse operano, per mettere in rete potenzialità e opportunità che migliorino l’offerta culturale e permettano ai fruitori di muoversi più agilmente in contesti ricchi di bellezze e di tesori spesso poco conosciuti, come i nostri.
Inoltre, il foyer del teatro ospiterà una mostra fotografica a cura dell’associazione Cacciatori d’ombra. In esposizione le opere di Pasquale Amendolagine, Mauro Ieva, Tea Primiterra e Patrizia Ricco, che con il loro sguardo attento e curioso hanno immortalato il muoversi dei personaggi sulla scena, nei camerini, durante le prove. Cambiano gli ambienti, cambiano gli spazi, ma restano immutate la profondità dell’osservazione e la magia dello scatto. Il risultato è un racconto intimo e appassionato de “L’abito nuovo” e dell’universo teatrale in genere.
L’opera
“L’abito nuovo” è andato in scena per la prima volta nel 1937 e da allora non è mai più stato rappresentato, fino a questa versione.
Inserita nella raccolta della “Cantata dei giorni pari”, la pièce racchiude tutti i temi cari ai due autori, condensati nella figura dello scrivano Michele Crispucci: un personaggio umile, attaccato alla sua dignità di uomo, testardo e, nonostante gli eventi, innamorato a tal punto della moglie da sviluppare una sorta di lucida follia. Quest’uomo è un eroe contemporaneo in lotta contro l’ottuso materialismo dei nostri giorni e il degradante attaccamento delle persone alle cose e alla roba piuttosto che ai sentimenti. Fulcro della vicenda è l’apparentemente innocuo passaggio da un abito vecchio, indossato da tempo immemorabile, a uno nuovo.
Eduardo restò affascinato dalla figura del protagonista di questa breve novella, che partendo da un’umile condizione sociale, non accetta l’eredità che la sorte gli predispone pur di non perdere la sua dignità e la sua onestà.
Lo spettacolo odierno nasce dalla collaborazione tra Michelangelo Campanale, che dipinge la scena con una regia visionaria ispirata alla novella e allo stesso tempo fedele al testo di Eduardo, e Marco Manchisi, che ha curato il corpo della recitazione, comparando il dramma del 1935 e la riscrittura che Eduardo effettuò per le riprese Rai del 1965.
Testo e regia sono cuciti sull’affiatato nucleo di attori che da anni costituisce l’anima della compagnia La luna nel letto.
L’opera di Campanale riprende tutti i temi cari a De Filippo (la povertà, la miseria, il teatro nel teatro tipico delle sue commedie) e a Pirandello (lo scrittore della tragedia o deus ex machina, incarnato qui dal sarto che sin dall’inizio sembra cucire il suo abito come se stesse mettendo insieme le vicende del racconto, per poi prenderne improvvisamente parte).
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