DL Rilancio, il Forum delle Associazioni Familiari: «L’Italia non è Paese a misura di famiglia»
L’associazione rileva la mancata previsione di assegno straordinario per figlio; il congedo parentale fermo al 50%; il contributo per autonomi che non considera i carichi familiari e figli a carico
«Il presidente del Consiglio Conte non aveva ancora finito di rispondere alle domande post-conferenza stampa sul Dl rilancio e già avevamo ricevuto centinaia di messaggi di famiglie preoccupate e stanche. Non è così che si rilancia il futuro del Paese, evidentemente il Governo non ha ascoltato il grido di dolore dei nuclei familiari, specie quelli con figli. Ma restare sordi a questi bisogni vuol dire non rendersi conto della gravità della situazione». Così il presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, Gigi De Palo, commentando i contenuti del Dl rilancio presentato ieri dal Premier.
«Fino a oggi siamo stati molto collaborativi e comprensivi con l’Esecutivo – prosegue De Palo –, ma dobbiamo registrare che nessuna delle nostre proposte, tutte peraltro ampiamente sostenibili, concrete e di buon senso, è stata accolta: non c’è alcun assegno straordinario per figlio, il congedo parentale è ancora fermo al 50%, il contributo per gli autonomi continua a non tenere in considerazione i carichi familiari e la presenza di figli a carico, come peraltro neppure il reddito di emergenza. Nessuna risposta adeguata per le politiche di conciliazione lavoro-famiglia, né per i bisogni scolastici dei nostri figli o per le scuole paritarie. Rimane, preoccupante, la discriminazione fiscale delle famiglie. Di 80 miliardi di euro stanziati in deficit che peseranno sulle spalle dei nostri figli e nipoti, tra questo e il decreto precedente, ai nuclei familiari resta poco o nulla».
«Probabilmente il Governo sa che i 26 milioni di famiglie italiane, che hanno saputo rispondere senza polemiche e con responsabilità alle misure di contenimento per l’emergenza sanitaria, non possono scioperare e, nonostante tutto, dovranno continuare a fare gli ammortizzatori sociali di un Paese che sembra non volerle vedere. Ci spiace molto, ma ci teniamo a sottolineare come il messaggio, lanciato dal presidente Conte, secondo cui aiutando i lavoratori si aiutano automaticamente le famiglie, non sta in piedi. Dobbiamo prendere atto che il nostro non è un Paese a misura di famiglia», conclude De Palo.
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