Disfida di Barletta: 40 anni fa la rievocazione storica a Ruvo. Carlo Crispo: «Bellissimi ricordi»

Dal 25 al 27 luglio 1981, la rievocazione storica ebbe un respiro sovracomunale: fu coinvolta anche la nostra città dalla cui piazza centrale partirono i Francesi, guidati dalla star di Hollywood Gordon Mitchell
Era il 13 febbraio 1503. Quel giorno, a Ruvo di Puglia una piccola chiesetta costruita al cospetto del Castello veniva dedicata al Santo di Montpellier, San Rocco, che, un anno prima, aveva liberato i ruvesi dalla peste. Nello stesso giorno, dopo la la Santa Messa, in quella chiesetta, intitolata al Santo pellegrino francese, tredici cavalieri suoi connazionali venivano benedetti da Monsignor Spaluzzi prima di partire alla volta del campo Sant’Elia, tra Corato e Andria, per affrontare in un certame cavalleresco tredici capitani di ventura italiani, al soldo degli Spagnoli.
Quei tredici cavalieri francesi, delle milizie che erano di guarnigione al Castello, erano Charles de Torgues, chiamato Monsieur Guy de la Motte; Marc de Frigne; Girout de Forses; Claude Grajan d’Aste; Martellin de Lambris; Pierre de Liaye; Jacques de la Fontaine; Eliot de Baraut; Jean de Landes, Sacet de Sacet, François de Pise, Jacques de Guignes, Naute de la Fraise. Avrebbero affrontato Ettore Fieramosca, Riccio da Parma, Guglielmo Albamonte, Giovanni Braccalone, Giovanni Capoccia, Marco Corallaro, Ludovico D’Abenevole, Mariano D’Abignenti, Bartolomeo Fanfulla, Ettore Giovenale, Moele da Paliano, Romanello da Forlì, Francesco Salomone: nomi consacrati nella toponomastica ruvese.
Il certame cavalleresco ha origine da un insulto all’onore degli uomini d’arme italiani. Durante una cena in casa del capitano dell’esercito spagnolo di stanza a Barletta, Monsieur La Motte, discorrendo con Indico Lopez, esprime riserve sul valore dei soldati italiani. Lopez, al contrario, ritiene che siano ardimentosi e come prova di questa sua convinzione propone una sfida tra italiani e francesi. La sfida è raccolta da la Motte: nei giorni seguenti intercorre una corrispondenza epistolare tra gli italiani che intendono dimostrare il proprio valore sul campo e i francesi. Alla fine si concorda il numero definitivo di sfidanti, la data e il luogo. La posta in palio sono le armi e i cavalli degli sconfitti, cento corone per ogni sconfitto e due ostaggi. Vengono nominati quattro giudici. Quel mattino, gli italiani ascoltano Messa e ricevono la benedizione ad Andria e si incamminano verso il luogo della sfida. Altrettanto fanno i francesi, dopo il sacro rito: la loro partenza è scritta nel marmo della lapide che, nel 1930, il podestà di Ruvo Michele Cassano farà collocare sui muri dell’antico Castello. Vincono i soldati italiani: da campo Sant’Elia parte un corteo coi vincitori, gli sconfitti a cavallo in ossequio alle regole cavalleresche, giudici, ostaggi e spettatori. Sono raggiunti da dignitari e altri cavalieri italiani e spagnoli provenienti da Andria e Barletta. Un magnifico corteo raggiunge Barletta: ad accogliere il clero con un quadro della Madonna che, da quel giorno, sarà chiamata “della Sfida”. Una sfida, avvolta nella storia e nella leggenda, la cui data di svolgimento è contestata da Mario Albrizio: nel convegno “La sfida dei 500 anni” nel 2017, dichiarò, sulla base di studi, che la vera data della Disfida tra francesi e italiani è il 16 febbraio 1501 o 1502.
Questa narrata è la storia tratta da “Historia del combattimento de’ tredici Italiani con altrettanti Francesi, fatto in Puglia tra Andria e Quarati”, citata da Francesco Di Palo, nel numero di luglio-settembre 1981 de “il rubastino”, per raccontare la sontuosa rievocazione storica della partenza dei tredici cavalieri francesi da Ruvo di Puglia alla volta di Barletta, che si tenne. quell’anno, dal 25 al 27 luglio. La rievocazione fu sovracomunale: il centro propulsore fu Barletta, da anni e tuttora impegnata nella rievocazione della Disfida. Ma, nel 1981, fu coinvolta anche Ruvo di Puglia. Di Palo scrive che questo fu voluto fortemente da Cataldo Minafra, l’allora assessore allo Cultura e allo sport della giunta Domenico Mastrorilli. Un ingresso ottenuto dopo contatti con l’Azienda autonoma di soggiorno di Barletta e “assicurazioni di finanziamento della manifestazione da parte dell’Assessorato al Turismo della Regione Puglia”, ricorda Di Palo: un coinvolgimento previsto già per il 1980, ma non realizzato a causa della mancanza di finanziamenti.
Come sottolineato da Di Palo, la rievocazione storica aveva natura “prettamente turistica”: si parla di oltre 10mila spettatori, tra ruvesi e turisti, che applaudivano, dal tardo pomeriggio e sino al tramonto illuminato da torce a vento, i tredici cavalieri francesi, tra cui spiccava la star del filone peplum di Cinecittà e dei film western hollywoodiani, Gordon Mitchell, nei panni di Charles de Torgues, Monsieur de la Motte. Il suo antagonista, Ettore Fieramosca, ebbe il volto dell’attore Andrea Giordana, già Edmond Dántes nella trasposizione filmica de “Il conte di Montecristo”. Sono trascorsi quarant’anni da quella rievocazione, ma lo spettacolo sontuoso di soldati a cavallo, altere dame ed eleganti sbandieratori, dagli abiti e armature riccamente decorati, frutto della perizia di sarti e artigiani, è rimasto impresso negli occhi e nel cuore di Carlo Crispo, attualmente residente a Modugno, che ha vissuto infanzia e adolescenza a Ruvo di Puglia. Di quel giorno conserva le fotografie in pellicola scattate da suo padre Alberto, medico analista all’Ospedale di Ruvo di Puglia nonché appassionato di fotografia. E noi di RuvoLive, grati al signor Crispo, le condividiamo con i lettori.
Tutto si svolse nei «bellissimi anni Ottanta – ricorda -..Tanti i ragazzi ruvesi che ebbero il ruolo di comparse, tra cui messi a cavallo che annunciavano l’evento. Ricordo i mangiatori di fuoco, gli sbandieratori e le damigelle». Agli occhi di un bambino uno spettacolo sontuoso quello che si snodò per le vie principali di Ruvo di Puglia, con piazza Matteotti e l’antico Castello adornati con gli stemmi araldici delle blasonate famiglie dei Cavalieri francesi. «Dei ruvesi – prosegue Crispo – ricordo il dottor De Tommaso che sfilò vestito da gentiluomo con la sua dama. Ricordo, poi, un giovanissimo Dario Zifarelli che, nel centro antico di Ruvo di Puglia, annunciava il grande evento». E, nel 2016, Zifarelli avrebbe vestito i panni del Conte Carafa nella rievocazione storica “Ruvo, Carafa e la Leggenda” a cura del Centro Studi Cultura et Memoria. Della rievocazione storica del 1981, che ebbe la sua conclusione nel campo sportivo di Barletta, Di Palo loda la dedizione nei preparativi dell’assessore Minafra e dei volontari che lo supportarono: una rete virtuosa tra istituzioni e cittadini tesa a valorizzare la città e i saperi artigianali. Un obiettivo che, dal 2017, ha a cuore la Confraternita Opera Pia San Rocco con la rievocazione storica “A le tridece de febbròre”, fermatasi dal 2020 a causa della emergenza sanitaria da Covid-19.
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