Disastro ferroviario, il procuratore: «Lavoro investigativo lungo ma nulla sarà trascurato»

Prima della conferenza Giannella ha incontrato i parenti delle vittime per aggiornarli su quanto sarebbe stato dichiarato
Esattamente un mese dopo l’incidente sulla tratta a binario unico della Bari nord la Procura di Trani rompe il silenzio sulle indagini, forse anche per cancellare la polemica scatenatasi dopo la pubblicazione di foto private della pm Simona Merra su un giornale nazionale. «Abbiamo deciso di farlo perché si tratta di una tragedia di una tale portata che l’opinione pubblica necessita di essere aggiornata sullo stato delle indagini. Vi forniremo ovviamente informazioni parziali perché il silenzio investigativo copre più della metà di tutto quello che potremmo dire».
Prima della conferenza stampa il procuratore Giannella, l’unico a parlare, congiuntamente con il dottor Ruggiero e il dottor Pesce (che con il dottor Catalano costituiscono il pool che attualmente segue il filone investigativo), ha incontrato alcuni rappresentanti dell’associazione che riunisce i parenti delle vittime del disastro ferroviario. «Un incontro molto toccante del quale non vi parlerò», durante il quale è stato riferito ai parenti ciò che da lì a poco avrebbero detto poi alla stampa, per una forma di rispetto e attenzione.
I tecnici al lavoro sulle indagini
Le indagini avranno il supporto del Noif, il Nucleo operativo incidenti ferroviari (istituito dopo l’incidente di Viareggio), la Polizia ferroviaria, la squadra mobile di Bari e il gruppo Tutela spesa pubblica della Polizia tributaria della Gdf che si occuperà dei finanziamenti dei lavori di ammodernamento della tratta ferroviaria. Tecnici esperti in materia di incidenti ferroviari, fra cui un ingegnere della Asl Toscana centro che si occuperà degli aspetti relativi all’incidente sul lavoro, «perché bisogna anche valutare che si tratta di un incidente sul lavoro. Ci sono anche dipendenti morti», ha sottolineato il procuratore.
«Stanno tutti lavorando in perfetta sintonia. I consulenti tecnici del Noif si stanno occupando della ricostruzione delle cause e concause. La Procura non sta trascurando nessun aspetto, ci porterà via molto tempo ma non dobbiamo e non abbiamo nessuna intenzione di trascurare nulla».
Gli unici elementi forniti
Sono stati scaricati i dati di bordo delle cosiddette scatole nere dei treni incidentati e anche quelle di altri treni in circolazione in quel contesto spazio temporale. «Ci sono difformità cronologiche e disallineamenti su alcune scatole nere. I consulenti ci hanno assicurato che questo costituirà lavoro in più ma non ostacolerà le indagini. Poi bisognerà allineare i dati delle scatole nere dei treni con quelle delle stazioni che incamerano dati. Abbiamo raccolto le videoregistrazioni delle stazioni, quelle all’interno dei treni. Ogni singolo dato è stato raccolto. I due treni sono entrati in collisione tra loro ma i macchinisti non si sono avveduti neanche un secondo prima dell’incidente che stava per registrarsi». Non hanno neanche tentato una manovra di sicurezza, che probabilmente non sarebbe neanche servita. Al momento dell’impatto uno dei due disimpegnava una curva ad ampio raggio e la sua velocità si attestava sui 100 chilometri orari, mentre l’altro era in rallentamento perché stava per impegnarla e la sua velocità era di circa 90.
La smentita
«Non c’è rogatoria in Germania per la verifica di una presunta omologazione dei treni, è solo un dato giornalistico privo di fondamento così come era un dato giornalistico la manomissione dei tabulati».
Gli sviluppi
Le indagini ora si svilupperanno anche su altri filoni, soprattutto in materia di sicurezza. «Sulla rete nazionale e sulle reti locali le normative in materia di sicurezza non sono uguali, questo è uno dei temi che stiamo affrontando con attenzione». È un problema politico, certo, ma la Procura «sta valutando se ci siano gli estremi per responsabilità penali anche in questo. Inoltre stiamo raccogliendo dati interessanti anche a livello nazionale su mancati incidenti o incidenti verificatisi su tratte a binario unico».
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