Disastro ferroviario, evitato per un soffio già nel dicembre 2014

Intanto spunta una nuova proposta per i pendolari: un singolo treno “navetta” tra Barletta e Ruvo
Nuovi, inquietanti dettagli emergono dalle indagini sulla tragedia del 12 luglio: pare infatti che nel dicembre 2014 sulla linea tra Bari e Barletta di Ferrotramviaria si fosse già rischiato un altro incidente per “un errore umano”.
Di nuovo, come poi è accaduto in quel terribile giorno, due treni erano partiti quasi contemporaneamente e si era evitata per un soffio la collisione. L’azienda avrebbe aperto nell’occasione un’indagine interna che aveva portato al licenziamento di un macchinista, ritenuto responsabile del fatto.
Si aprono, però, altre ipotesi nell’indagine coordinata dal procuratore di Trani, Francesco Giannella, sulle responsabilità imputabili non solo all’errore umano, ma anche al mancato controllo istituzionale: Ferrotramviaria, infatti, in quell’occasione, avrebbe inviato tutto l’incartamento sullo scampato incidente sia all’Ustif, l’ufficio speciale trasporti a impianti fissi del Ministero, sia alla Regione, ma nulla era accaduto, anzi, poco dopo fu firmata la nuova concessione per consentire le deroghe all’applicazione della circolare ministeriale sui sistemi automatici di controllo, che sulla tratta tra Ruvo e Andria non sono attivi.
Nel frattempo, con la chiusura anche della tratta Ruvo-Corato per i lavori di raddoppio dei binari annunciata ieri, che si aggiunge a quella tra Corato e Andria ancora sotto sequestro, aumentano i disagi per i pendolari: una proposta sarebbe quella di consentire a un treno “navetta”, uno solo, di viaggiare tra Barletta e Ruvo per evitare il congestionamento di traffico degli autobus sostitutivi, che abbiamo più volte denunciato, con gli evidenti problemi di sicurezza. In questo modo, con un solo treno a fare da spola nel tratto ancora non in sicurezza, si potrebbe snellire il sovraccarico di utenti soprattutto negli orari di punta.
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