Diplomarsi ai tempi del Covid-19: Gianvito Columella si racconta

Giuseppe Tedone

Il giovane studente ruvese ha sostenuto una prova di maturità diversa rispetto agli altri anni, vivendo altre emozioni come rivedere, dopo tanti mesi, i professori e compagni di classe

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Il giorno 17 giugno 2020 sarà una data che non verrà sicuramente dimenticata dagli studenti impegnati con la maturità.

Una maturità diversa, la maturità del Covid-19.

Abbiamo intervistato Gianvito Columella, studente ruvese che ha frequentato l’I.I.S.S “Galileo Ferraris” a Molfetta.
Sin da piccolo ama la musica: attualmente studia alla Bembè Arti Musicali performative di Tommaso Scarimbolo.


Quali sensazioni hai provato nel ritornare a scuola?

«Il rientro a scuola dopo tanti mesi è stato molto strano, si respirava un’atmosfera completamente diversa: banchi spostati, gel disinfettante all’ingresso e tutti che indossavano le mascherine. Sguardi che ricordanoche il peggio è passato, ma non bisogna mai abbassare la guardia, utilizzando sempre le precauzioni.

Un emozione ritornare tra le vecchie “mura” impresse di tanti bei ricordi che suscitano tantissima nostalgia, con la consapevolezza che si sarebbe trattato dell’ultimo giorno e che non avrei più vissuto, giornalmente quei luoghi».

Com’è andato l’esame?

«Sono stato molto contento del mio esame: è’ andato più che bene e penso che la maturità non sia la prova in sé, ma il fatto che racchiuda tutte le mie emozioni positive.

Ci tengo a ringraziare la commissione, che mi ha dato la possibilità di parlare e raccontare della storia del “jazz” applicata ai diritti civili dell’uomo, collegandomi agli attuali problemi che stanno colpendo il nostro mondo. Questo nonostante la mia scuola sia fondamentalmente tecnica, iper-razionale matematica e logica».

Adesso per te inizia una nuova vita: come immagini il tuo futuro?

«Il mio futuro lo immagino come un nuovo capitolo della mia vita. Finalmente ho raggiunto la piena consapevolezza di quel che sarà il mio obiettivo primario: l’ammissione al Conservatorio con indirizzo “a batteria jazz”. Contemporaneamente lavorerò nell’azienda di famiglia».

Come sei riuscito a conciliare lo studio con l’hobby della batteria?

«Quando il Covid-19 ha cominciato a diffondersi sempre di più, fino ad arrivare al lockdown e quindi la situazione diventava sempre più complicata, ho creato un ”programma flessibile”, cercando di incastrare lo studio con la mia passione, variando la mia quotidiana “routine”, dando priorità all’esame di maturità».

Vorresti rivolgere dei ringraziamenti?

«Ringrazio la mia famiglia, amici e tutte quelle persone che mi hanno sempre sostenuto e supportato, in questo periodo di costante ansia e paura.

Un ringraziamento speciale lo rivolgo alla mia ragazza, Elena, che mi ha aiutato trasmettendomi sicurezza, forza ed entusiasmo, in un periodo particolare della mia vita».

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Commenti

  • Lorenza Roselli (utente non verificato)

    Sei sempre stato un grande e l'averti cresciuto per un bel po' non può che farmi onore. Bravissimo Gianvito. Ti voglio bene.