Dinah, l’importanza del regolamento comunale e la necessità di rispettare tutti

Si auspica che la vicenda possa concludersi, senza ulteriori clamori mediatici, con il favorire uno stato di benessere e tranquillità per Dinah e sempre nel rispetto di tutte le persone coinvolte

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Ha avuto una vasta eco mediatica l’intervento a Ruvo di Puglia di Enrico Rizzi, animalista e capo della segreteria nazionale del Partito animalista europeo, a proposito del caso di Dinah, pastore tedesco femmina di due anni, custodita in un garage dal quale, stando alle segnalazioni dei vicini, si sarebbero sentiti guaiti, lamenti per l’assenza di condizioni ambientali idonee al benessere di un animale.

Dopo aver ricevuto la segnalazione, Rizzi è giunto in città la scorsa domenica per verificare lo stato dei fatti e, in una diretta Facebook, ha documentato la sua “sortita”  che si è conclusa con una sua denuncia presso i Carabinieri per maltrattamento di animali nei confronti del proprietario e una contestazione alla Polizia locale, intervenuta sul posto, «per omissione di atti di ufficio – dichiara  Rizzi – e omessa segnalazione di reato all’Autorità giudiziaria da parte di un pubblico ufficiale che ne ha avuto contezza».  Rizzi ha anche formalizzato alla Procura della Repubblica  richiesta di sequestro penale d’urgenza del cane.  Tra le contestazioni di Rizzi alla Polizia locale, inoltre, la non applicazione del “Regolamento comunale per la tutela del benessere degli animali e la civile convivenza con i cittadini”, approvato in Consiglio comunale il 25 luglio 2013.

Un regolamento (qui il link) che fu elaborato, nel corso di otto anni, da Rosa Camerino e altri volontari della Lega nazionale per la difesa del cane di Ruvo di Puglia, la cui attuale presidente, Vincenza Cantatore, in riferimento al caso Dinah scrive, in una nota: «L’associazione è intervenuta tempestivamente a tutela del cane Dinah, da oltre un anno costretta a vivere in quel garage, procedendo a denunciare la situazione alla Autorità Giudiziaria competente nonché a richiedere l’intervento immediato delle forze dell’ordine (Carabinieri, Polizia Municipale e Asl) che hanno effettuato diversi sopralluoghi e che hanno autorizzato la detenzione del cane in quel luogo e alle condizioni ormai note a tutti in quanto diffuse mediaticamente. Abbiamo dichiarato al proprietario di Dinah, tramite il suo legale, la nostra disponibilità a prendere in affido il cane, anche in via temporanea, nonché ad indicare al medesimo la disponibilità di una dog sitter di nostra fiducia che avrebbe potuto coadiuvarlo nella gestione, ma ogni proposta è rimasta lettera morta! Siamo fiduciosi che la Magistratura farà chiarezza, valutando ogni profilo di responsabilità di ogni soggetto coinvolto in questa pietosa vicenda. Infine, si invitano i cittadini a fornire ogni elemento utile a documentare lo stato di detenzione del cane Dinah, contattando l’associazione in privato e/o rivolgendosi presso lo studio del nostro avvocato Simona Lamura».

Intanto Dinah è stata presa in custodia dalla locale sezione del Nucleo operativo delle guardie giurate ecozoofile che, in una nota, ha dichiarato: «Da tempo seguiamo la cagnolina Dinah, che spesso, dicono, si sente piangere in un box. Oggi (domenica 16 aprile, ndr) siamo intervenuti dopo la visita del sig. Enrico Rizzi che ha documentato la situazione. Giunti sul posto abbiamo incontrato solo qualche curioso. Conoscendo il proprietario del cane siamo andati a trovarlo dove di solito porta la piccola a passeggio. Buona ed educata, docile e dolce, innamorata del padrone e lui di lei. È una storia particolare che agli occhi di chi non conosce i soggetti può sembrare una storia di cattiveria e maltrattamento; perché non parliamo invece di solitudine e abbandono?!

Se solo la gente fosse più empatica e meno protagonista – commentano le Guardie zoofile -. Nessuno mai ha chiesto al signor X se avesse bisogno di aiuto, ma in molti hanno gridato al maltrattamento. Ribadiamo il concetto che prima di parlare bisogna avere cognizione di causa. Il papà umano e la sua amica Dinah sono insieme, seguiti e al sicuro da chi ha il cuore arido. Dinah è seguita dai migliori medici ed è amata da una persona sensibile».  Si auspica che la vicenda possa concludersi, senza ulteriori clamori mediatici, con il favorire uno stato di benessere e tranquillità per Dinah, nel rispetto di tutte le persone coinvolte. Perché più forte di tutto è il sentimento di cura e amore verso tutti gli esseri viventi.

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