Il Diamond di Corato verso la rinascita. Cannillo: «A breve i lavori, pronto entro aprile 2027». Ecco come sarà

Arrivata l’autorizzazione che consente l’avvio del cantiere. Previsti 13 campi coperti, piscina esterna con copertura telescopica, piazza attrezzata e orto botanico, oltre a palestre, spa, ludoteca, asilo, studi medici, bar-ristorazione e auditorium. Riparte anche l’ex Nicotel
Si chiamerà ancora Diamond – un nome che in passato ha significato tanto – e punta a essere pronto entro aprile 2027, cioè tra poco più di un anno. Completamente rinnovato, più moderno e all’avanguardia, pensato non solo per l’attività fisica ma anche per la socialità.
Dal degrado e dalle macerie, inizia così la nuova vita della struttura che, dagli anni ’90 e per circa vent’anni, è stata un punto di riferimento per il territorio.
Come si ricorderà, il centro sportivo – sul quale anche il Comune di Corato aveva manifestato un interesse concreto – è stato acquisito nel novembre 2023 dal Gruppo Cannillo.
Da quel momento è iniziato un lungo iter autorizzativo sbloccato solo pochi giorni fa, il 17 febbraio, quando il progetto (presentato a giugno 2025) ha ottenuto il via libera con il rilascio dell’Autorizzazione Unica ministeriale della Struttura di missione ZES che consente finalmente l’avvio dei lavori.
«In questi tre anni sono stato “bersaglio benevolo” di tanti cittadini che chiedevano cosa ne sarebbe stato del Diamond» ha detto Franco Cannillo, presidente e amministratore delegato del Gruppo Cannillo, annunciando l’imminente avvio del cantiere.
«In quel momento non era possibile dare risposte, perché erano in corso valutazioni e verifiche, anche con l’amministrazione comunale. È trascorso del tempo ma ora, dopo tre anni, siamo arrivati all’autorizzazione e i lavori partiranno davvero. Credo nell’arco dei prossimi 60-90 giorni, il tempo di completare appalti e procedure: cominceremo dall’esterno e poi andremo avanti. Per essere prudenti, dico che ad aprile 2027 sarà quasi tutto finito».
Ecco il nuovo Diamond: «La piscina ci sarà»
La superficie complessiva, compresa tra via Gravina, via Casilina e via Prenestina, è di 21.380 metri quadrati. Il progetto ridisegna sia gli spazi esterni sia il corpo di fabbrica, con funzioni sportive, servizi e luoghi di aggregazione.
All’esterno sono previste attività e attrezzature che trasformano l’area in un vero polo polifunzionale. Il cuore sportivo sarà composto da 13 campi coperti: 4 campi da padel, 2 da pickleball, 4 da beach volley, 1 da basket e 2 da tennis. Non ci saranno, invece, campi dedicati al calcio.
È prevista inoltre una piscina esterna fruibile tutto l’anno grazie a una copertura telescopica e a un impianto di riscaldamento: d’inverno potrà essere chiusa e riscaldata, d’estate aprirsi e diventare a tutti gli effetti una piscina all’aperto. «La vecchia piscina interna non ci sarà più – ha spiegato Cannillo – perché ce n’erano due simili, una interna e una esterna: abbiamo scelto di potenziare quella esterna, rendendola utilizzabile sia in estate sia in inverno con la copertura telescopica».
Accanto alla piscina ci sarà una piazza attrezzata con aree gioco, giochi d’acqua e sedute, e anche un giardino-orto botanico pensato “a servizio della didattica”.
Sul fronte degli spazi interni, l’intervento prevede un insieme di funzioni che vanno oltre lo sport: palestre coperte, area spa e wellness, ma anche ludoteca, asilo, shop di articoli sportivi, studi medici, area bar e ristorazione, un edificio per la somministrazione, un auditorium e uffici direzionali. L’imprenditore ha spiegato che l’idea è quella di una «rivisitazione» di quanto già esisteva, ma ripensata per essere più attuale e fruibile. «Parliamo di una riqualificazione: non abbiamo chiesto alcuna variante» ha precisato.
Nel corpo di fabbrica, invece, un elemento centrale sarà l’auditorium collocato al primo piano, mentre al secondo piano è prevista una connessione diretta con il resto del manufatto. L’impostazione generale, nelle intenzioni, punta alla continuità tra le diverse funzioni e tra le diverse aree della proprietà: «Tutto diventerà un’unica vivibilità, anche con l’Eurospar. Non ci saranno “steccati” tra attività, parcheggi e spazi: è un’unica proprietà, poi ciascuno gestirà il proprio business».
L’accordo per un McDonald’s
Nella struttura è prevista anche una novità che richiede però un passaggio ulteriore: «Abbiamo stralciato una piccola del progetto, perché lì serve una variante. In quell’area andremo a inserire la somministrazione, con un contratto di previsione di insediamento con McDonald’s». Il ristorante, ha aggiunto, sorgerà «all’angolo tra via Casilina e via Prenestina» con servizio McDrive. «Ci saranno oneri, ma non c’è alcun motivo di veto».
La gestione e le opportunità di lavoro
Un altro passaggio centrale riguarda la gestione: il Gruppo Cannillo non intende condurre direttamente le attività sportive e i servizi interni.
«Noi non gestiremo la struttura: realizziamo il centro sportivo, ma vogliamo dare spazio ad attività nuove» precisa Cannillo. «Se giovani e operatori locali vorranno inserirsi per gestire, siamo disponibili. Il centro deve essere a disposizione degli operatori e degli utenti».
Il modello, dunque, è quello di una gestione anche frazionata, per ambiti diversi: «È possibile che i campi li gestisca un soggetto, la piscina un altro, la spa un altro ancora e via dicendo». Una prima gestione, ha anticipato, potrebbe essere già in fase avanzata: «Quella dei campi: c’è una proposta sul tavolo e la valuteremo.
Chi volesse proporsi come gestore o operatore, può fare riferimento ai contatti della nostra società interna Assioma che si occupa della parte immobiliare: Mariangela Russo, 338.8125050; Gianni Loseto: 345.6062747; cda@assiomasrl.com; property@assiomasrl.com».
Il Gruppo Cannillo precisa che «tali contatti devono essere utilizzati esclusivamente da soggetti interessati a proporre o gestire attività all’interno della struttura, e non per inviare candidature di lavoro. Il Gruppo – viene ribadito – realizzerà il centro sportivo, ma non gestirà direttamente le attività né assumerà personale. La gestione dei vari ambiti (campi sportivi, piscina, spa, ristorazione, ecc.) sarà affidata a operatori esterni, che potranno sviluppare autonomamente le proprie opportunità occupazionali».
Sul piano occupazionale, la stima è significativa: «Una struttura del genere potrebbe impiegare circa 200 persone. È chiaro che non è un progetto che si mette “a regime” in poco tempo: ha bisogno di essere visto, vissuto, e poi col tempo, diciamo nell’arco di cinque anni, può raggiungere la piena maturità».
E sul senso complessivo dell’operazione, Franco Cannillo ha insistito: «Mettiamo a servizio una struttura che non ha l’obiettivo principale di essere remunerativo per l’azienda ma, principalmente, per dare uno spazio vivibile a tutti in un’area che in questo momento chiude un anello per la nostra proprietà e acquisisce da sé un’importanza maggiore più che dal ricavo quotidiano. E si chiamerà ancora Diamond perché ha un vissuto: nel ricordo dei cittadini il nome è quello»
Il progetto architettonico: «Uno spazio che guarda al futuro»
A inquadrare la filosofia progettuale è stato l’architetto Domenico Chiummiento dello studio M12 che ha curato la pianificazione: «Rappresento un team di dieci, forse dodici persone: non soltanto M12 con Michelangelo Olivieri, ma anche Arianna Sannicandro, lo studio De Palma e gli altri professionisti coinvolti» ha detto, sottolineando il lavoro di squadra.
La sfida, ha spiegato, non era «rimettere in pristino ciò che c’era, ma immaginare uno spazio capace di guardare al futuro. L’idea è stata creare una struttura permeabile all’esterno, un luogo che possa diventare un punto di riferimento per la collettività. Non soltanto spazi destinati a una disciplina – vado lì per giocare a tennis, o per fare padel – ma un luogo in cui si possa anche incontrarsi, trascorrere tempo, vivere uno spazio di qualità».
In questo senso, nel progetto è prevista un’area centrale che fungerà da agorà, un punto di convergenza tra funzioni diverse, pensato come luogo di appuntamento e di permanenza: «Uno spazio moderno dove poter trascorrere una domenica mattina, un sabato pomeriggio all’aria aperta, prima o dopo le attività sportive, ma anche a prescindere dalle attività sportive. Deve diventare una nuova piazza per la comunità». Chiumento ha inoltre evidenziato un elemento caratterizzante: «C’è più verde rispetto a prima, a questo aspetto è stata data grande importanza».
Quanto ai parcheggi, Cannillo ha chiarito: «Quelli richiesti per legge sono tutti rispettati. C’è anche via Casilina, con tanti parcheggi liberi e alla fine riteniamo siano sufficienti. Da quella strada sarebbe comunque opportuno spostare il mercato del sabato».
Poi, tornando al clima che ha accompagnato per mesi la vicenda, l’imprenditore ha chiuso con un messaggio netto: «Nessuno voleva fare un altro centro commerciale, nessuno voleva abbattere la struttura per fare appartamenti. Adesso non ci sono più chiacchiericci: occorrono tempi tecnici per realizzare il nuovo centro sportivo, ma ora le autorizzazioni ci sono».
Prima del Diamond partiranno i lavori dell’ex Nicotel

Parallelamente, e con tempi ancora più ravvicinati, partirà anche l’intervento sull’ex Nicotel. A illustrarne i contenuti è stata Grazia De Gennaro, responsabile comunicazione del Gruppo, che segue direttamente il progetto.
«Sarà un business hotel a 4 stelle con 60 camere standard, 16 junior suite e 3 suite che abbiamo definito “studio”» spiega. «Il trattamento previsto sarà bed and breakfast: al momento non è prevista la ristorazione, anche perché – avendo già l’area bar e ristorante all’interno del nuovo centro sportivo – non avrebbe senso duplicare l’offerta con un secondo ristorante in hotel.
Sarà inoltre un albergo di catena, con un’insegna nazionale, anche se al momento l’accordo resta riservato».
La gestione, in questo caso, sarà diretta: «Abbiamo una società dedicata, nata il 7 febbraio dell’anno scorso, e in questo caso saremo noi a occuparcene, affiancandoci naturalmente a professionisti che fanno questo di mestiere».
Dal punto di vista operativo «stimiamo un organico intorno alle 16 persone, indicativamente tra 16 e 20, e considerando anche il personale interno si arriva a circa una ventina di addetti».
«Un elemento importante – prosegue De Gennaro – è che l’hotel avrà due sale per eventi: una più piccola, da 20-25 persone, e una più grande, modulabile, con capienza fino a circa un centinaio di posti, che all’occorrenza potrà anche essere divisa in due.
È previsto il parcheggio, sia coperto sia esterno: la dotazione rimarrà più o meno quella attuale, ma con un miglioramento significativo, perché saranno inseriti anche posti dedicati alle auto elettriche con possibilità di ricarica».
Dal punto di vista strutturale l’impianto resterà simile, ma cambierà profondamente la hall: «Verrà completamente ripensata, soprattutto per quanto riguarda layout e funzionalità. Nella scelta di arredi e colori ci siamo ispirati, in parte, al Mediterraneo».
I lavori partiranno a breve. «Stiamo realizzando una camera “studio”/tipo per verificare sul campo che tutti gli elementi scelti funzionino insieme. Faremo quindi una o due camere prototipo per capire se le soluzioni individuate vadano confermate o eventualmente riviste. Nel frattempo stiamo chiudendo i contratti con le diverse maestranze e con le aziende coinvolte nel rifacimento complessivo: impianto elettrico, impianto idraulico, interventi sulle murature, e tutto ciò che serve per il rinnovamento completo della struttura».
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