Deconstructing Moro, la storia a Teatro

La Redazione

Un piccolo omaggio alla memoria di un grande uomo e di vicende gigantesche

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Perché Moro?

E, se dava così fastidio, perché Moro non fu semplicemente ucciso in via Fani con la sua scorta? Perché le Brigate Rosse si presero il fastidio, e il rischio, sulla carta alto, della gestione di un sequestro così complesso e difficile, che in teoria le vedeva sole contro il mondo? Ed erano solo Brigate Rosse?

Quanto ha influito il Caso Moro sulla Storia italiana? Quanto ancora influisce? Cosa può insegnarci?

La lettura delle Lettere di Moro è sconvolgente proprio perché contiene per filo e per segno tutte le risposte a queste e a tante altre domande – comprese le risposte alla crisi attuale e al modo per uscirne. Un testo profetico e illuminante, non meno che tragico e commovente.

Il caso Moro è ancora oggi al centro della nostra vita politica e della nostra identità. Ben al di là delle celebrazioni retoriche e degli anniversari, la profezia di Moro – “…io ci sarò ancora” – è ogni anno più vera.

Analizzato, sviscerato, ricostruito da una infinità di autori e punti di vista, il significato politico di quella tragedia è ancora un labirinto in cui ci si può perdere non una ma mille volte, tra ipotesi più comuni e altre più paradossali che se approfondite svelano universi nascosti.

Quando ho ritrovato online e ripreso in mano le Lettere dalla prigionia di Aldo Moro, pensavo che mi avrebbero aiutato, con uno sguardo sinottico, a capire quegli anni drammatici che da ragazzo avevo vissuto momento per momento e per così dire troppo dentro per averne una visione d’insieme.

La struttura intrinsecamente e potentemente drammatica del documento me ne ha subito suggerito una trasposizione teatrale.

Ma, in realtà, la lettura ripetuta e sistematica, come passata al microscopio dell’anima, mi ha svelato piste insospettate; mi ha sconvolto e costretto a riposizionarmi rispetto alle Lettere. Che mi sono apparse una testimonianza davvero unica, dall’inesplorato, immenso, universale valore artistico-letterario-filosofico. Molto più che sul piano politico, sul quale peraltro hanno molto da dire ancor oggi.

Deconstructing Moro è un piccolo omaggio alla memoria di un grande uomo e di vicende gigantesche, ancora insolute ma che la grandezza tragica di questi scritti mette quasi persino in secondo piano.

Il caso politico prima o poi sarà chiarito. I mandanti, gli esecutori, le motivazioni, nonostante i mille depistaggi e il fitto labirinto di sentieri incrociati che sono stati costruiti per nascondere la verità, io credo che col tempo saranno svelati e si dissolveranno mostrando fino in fondo il loro carico di barbarie e di orrore.

Ma la grandezza umana di questi scritti io credo continuerà a giganteggiare nei secoli, quando potrà essere apprezzata per sé, con la sua carica di forza drammatica, politica in senso alto e poetica in senso pieno – senza più il fardello delle dietrologie.

Un uomo solo di fronte alla morte. Dopo essere passato, in pochi secondi, dal trionfo alla prigionia. Quale incipit migliore?

Ma è soprattutto la lettura di un capolavoro filosofico-letterario che non solo è alla pari dei più grandi, ma per certi versi va oltre e sottolinea un nuovo genere drammaticamente espressivo.

Un‘Arte nuova. O forse antica come l’Uomo. Riscoperta.

Da www.ruvolibera.it Mario Albrizio

Teatro Comunale – Ruvo

11 maggio 2013 (riservato Studenti)

12 maggio (aperto al Pubblico)

Ingresso Gratuito – si consiglia prenotazione presso il Teatro, 080 360 3114

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