Dal palcoscenico alle urne, Livio Minafra spiega le sue scelte

Uno dei più apprezzati musicisti italiani sceglie di candidarsi alle Amministrative a Ruvo
Gaber cantava “la libertà non è stare su un albero… la libertà è partecipazione”. E Livio Minafra ha deciso di partecipare, come tanti suoi concittadini che hanno accettato di entrare nelle varie liste che si contenderanno il consenso popolare nella tornata elettorale Amministrativa del 15 e 16 maggio prossimi.
Ma Livio Minafra in lista non è un evento che può passare inosservato. Si tratta, infatti, di uno dei più grandi jazzisti italiani. Uno dei più apprezzati a livello internazionale. Cionnonostante ha voluto comunque mettersi a disposizione della sua città.
Perchè un artista apprezzato decide di candidarsi alla carica di Consigliere comunale?
«Ho deciso di andare oltre il senso sociale della musica. Un artista è un comunicatore, deve esplicare i bisogni del pubblico. E la politica o la odi oppure è una tentanzione. Io ho deciso di farmi tentare. Non possiamo sempre stare ad aspettare il Sindaco illuminato, o l’assessore sensibile. E mi sono stancato del ruolo di artista critico nei confronti della politica, che guarda da lontano e non si sporca le mani».
Notoriamente hai sempre guardato a sinistra. Perchè la scelta di entrare in una delle liste che appoggiano Matteo Paparella?
«Perchè mi da fiducia. Mi ricordo di lui quando ero molto piccolo».
Chiunque, però, avrebbe voluto Livio Minafra nelle sue liste.
«E’ vero in parte. Mi ha contattato solo un rappresentante del Pdl. Ma non posso appoggiare il Pdl. Per me l’unico politico degno di questo appellativo è Nichi Vendola. Ma la sinistra non ha pensato a me come risorsa. Qualcuno che voleva candidare un Sindaco per il Sel era andato da mio padre. Gli hanno chiesto se volesse candidarsi. Lui ha rifiutato. Dopo il divorzio da Lia Caldarola i miei genitori si sono allontanati dalla politica e dal paese. Volevano comprare una casa nel centro storico. Adesso vivono in campagna, a Terlizzi».
No al Pdl, ma se a Paparella non avessero tolto l’assessorato sarebbe ancora assessore provinciale del partito di Berlusconi.
«Lo so. Ma Paparella è Dc. E io non condivido la Dc. Sono molto di sinistra ma ad appoggiarlo adesso ci sono solo liste civiche. Io ricordo i suoi comizi del ’95. Ha un grande senso del fare. E’ molto sveglio e ha iniziativa. Quando c’era lui le case costavano 160 milioni di lire. Erano accessibili!».
Livio Minafra in Consiglio comunale, per fare cosa?
«La mia sfera di conoscenza abbraccia la cultura. Voglio che torni il Talos festival, voglio che venga recuperato lo stabile dell’ex cinema Vittoria, e ho pensato al recupero dei giovani che vivono il disagio sociale. Sono questi gli ambiti che mi interessano. Sono comunque convinto della mia scelta. Gente di destra e sinistra mi ha ha dato un in bocca al lupo. E io sono contento perchè vuol dire che c’è gente che mi stima a prescindere da chi ho scelto come mio Sindaco».
Commenti
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Come si fa a non voler bene a questo ragazzo? Talmente ingenuo; talmente vittima predestinata…
Tu hai già perso comunque, Livio. Perché Paparella perderà e sarà finalmente archiviato. Ma se dovesse vincere, per te sarà peggio, perché capirai con chi hai a che fare.
Per questi motivi, se mi consenti, ti abbraccio ancora più forte, con affetto.p.s. una lista con Pino Minafra candidato sindaco? Per quella sì che avremmo dato l’anima. Peccato…:-(
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Apprezzo la storia musicale dei Minafra ed il Talos Festival è tra le mie priorità, ma francamente non posso accettare quando dici che ” quando c’era Paparella le case costavano 160 milioni….” ma dai Livio: credi che gli aumenti siano dipesi dal Paparella? Questa è davvero imbarazzante, scusami ! La crisi dei mercati sin dal 2001 ha creato una bolla speculativa sui prezzi delle case, poi del petrolio, ora sull’oro, domani chissà !
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@ albrizio: mario, ma mi fai così fesso? vabbè che c’ho la faccia del bravo ragazzo però..
@ nuovabellaruvo: voglio dire che i prezzi delle cooperative sono sicuramente più contenuti. è chiaro che oggi non costerebbero più 160 milioni, ma nemmeno i 350 mila euro ed oltre che poi inducono molti ad andare a corato..
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Per me il tuo messaggio è molto chiaro:un giovane che sebbene di sinistra no ha trovato i giusti riscontri nella sinistra attuale..specie quella ruvese che è praticamente inesistente.e che darà sicuramente un contributo alla collettività..
In gamba Livio..un elettore di sinistra anch’esso deluso da questa citta che sta morendo giorno per giorno. -
Certo… e magari i prezzi delle case a Ruvo dipendono direttamente dalla borsa di Shanghai. Il piano regolatore è gestito da quei quatro costruttori, loro se le fanno loro se le cantano. Gente che è in consiglio comunale da una vita. Probabilmente Livio ha ragione. Io non voterò, grazie a dio sono lontano dal paese millemila chilometri, ma mi piace questo suo mettersi in gioco e il puntare al concreto che è forse quello che più conta. Il Talos e il cinema Vittoria sono due punti che mi son stati sempre a cuore, insieme alle strade e sopratutto I PARCHI COMUNALI ormai dimora di vandali e delinquenti (situazione parallela all’assenteismo dei vigili urbani). Metti anche questi punti fra le tue priorità, non sono da buttar via. Un enorme in bocca al lupo!
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…senza nulla toglierti caro giovane e bravo Livio…devi forse capire meglio la polica e tornare alla carica fra qualche anno…( magari con le idee più chiare!)








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