Da Ruvo a Dubai per “progettare” lo sviluppo del territorio

Il manager ruvese Vincenzo Testini analizza come poter utilizzare i fondi dell’Unione Europea e altre opportunità per imprese e pubblica amministrazione
«Pensandoci bene, dobbiamo prendere atto del fatto che non esiste nessuna attività nella vita di una persona, di una organizzazione, di un’amministrazione oppure di un Ente, che non sia riconducibile ad un progetto. Ne sentiamo parlare tutti i giorni».
Ha le idee chiare Vincenzo Testini, un ruvese di 44 anni laureato all’Università degli Studi di Bari in Scienze dell’informazione, certificato in Project Management dal 2005 e responsabile del Project Management Office nella multinazionale molfettese Exprivia, gruppo con il quale ha conseguito anche un Master in Business Administration, in qualità di Board Director del PMI Southern Italian Chapter.
«Per esempio – ha aggiunto – i bandi della tanto amata (o odiata) Unione Europea vengono emessi presupponendo che qualsiasi interlocutore pubblico o privato abbia competenze nella gestione dei progetti. I nostri stessi figli, nelle nostre scuole, vengono educati inconsciamente come “portatori di interesse” (cosiddetti stakeholders) di uno o più progetti. Ed è tanta la gente che a vario titolo lavora in un progetto, magari senza saperlo».
La sua missione negli Emirati Arabi (Dubai) ha assunto i risvolti di un autentico “ponte” di collegamento con il mondo oltrefrontiera visto che l’espertissimo manager si è confrontato in un simposio internazionale che ha visto presenti più di 200 esperti del settore provenienti da più di 60 Paesi nel meeting annuale che il Project Management Institute dedica ai suoi Leaders.
Il 44enne ruvese è tra l’altro socio del rinomato “Project Management Institute” (Pmi) fondato in Pennsylvania nel 1969 è dall’alto dei suoi circa 400mila iscritti provenienti da tutti i paesi del globo, la più grande associazione non profit per la professione del Project Management, riconosciuto a livello mondiale per l’adozione dei suoi standard da parte delle grandi e medie organizzazioni pubbliche e private, e per la definizione di programmi di certificazione per i suoi iscritti, oltre che dalla collaborazioni con le maggiori Università del Mondo.
«Tralasciando per un attimo tutti gli acronimi – ha affermato Testini – la professione del project manager, del capo progetto, è per l’Italia fra quelle emergenti e non ancora “ingabbiate” in albi ed organizzazioni di settore, che si va pian piano disciplinando, vorrei dire – in verità – “autodisciplinando”».
«Il Pmi con i suoi volontari sta accompagnando – ha aggiunto Testini – le organizzazioni nella crescita e nello sviluppo della cultura della gestione del progetto. Per Paesi come il nostro, così come per la Puglia e perché no anche Ruvo, questa “mission” rappresenta una grande sfida, l’ennesima che ci tocca affrontare se non vogliamo cedere il passo ad altri».
Ad esempio basta considerare che «solo l’Emirato di Dubai – ha evidenziato ancora Testini – ha certificato in un anno 5 mila project manager professional. E’ una coincidenza, numerica, significativa, atteso che in Italia, Paese dove si parla di project manager da più di trent’anni, sono grossomodo tanti i detentori di una certificazione.
Personalmente ho iniziato sin dallo scorso anno un’attività divulgativa con le scuole della nostra città, spero intanto di poterla riprendere a breve. Al momento il mio impegno è anche quello di fare in modo di tenere nei primi giorni di ottobre un meeting locale nella nostra città sul tema attualissimo del project management nella pubblica amministrazione. E’ una promessa».
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