Da 10 anni una “tenda” piantata nel cuore della città

Luigi Sparapano

Sabato sera adorazione comunitaria dalle ore 18, mentre domenica mattina, alle ore 9,00 Mons. Luigi Martella presiederà la celebrazione eucaristica.

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Sembrerebbe inopportuno parlare di spiritualità su un sito web, eppure proprio in questa era di comunicazione globale che mette in comunicazione migliaia di persone, ma che fondamentalmente le lascia sole, è più che mai necessario trovare lasciarsi provocare in quelle che sono le dimensioni interiori dell’esistenza.
Non mancano occasioni in cui prendersi cura di sé: pullulano le palestre e sale da ballo per tenere in forma il proprio corpo; altrettanto numerose (ma non troppo!) le occasioni in cui alimentare le proprie inclinazioni intellettuali o culturali (scuole, corsi di formazione, convegni, libri…); e in questo vorticoso ritmo delle nostre giornate sembra mancare la cura della parte più intima e sacra della propria vita, salvo una abitudinaria ritualità che a volte sembra non scalfirci minimamente. Sembra smarrito quel gusto delle dimensioni interiori, che per i credenti si configura come spazio e luogo di contemplazione e di discernimento.

Eppure nel cuore di Ruvo da dieci anni c’è una “tenda” che richiama questa esigenza di spiritualità.
Una tenda. Questo è stato in questi dieci anni il Centro eucaristico istituito nell’antica sede della parrocchia San Giacomo, all’indomani del decentramento voluto da Mons. Bello e attuato da Mons. Negro. Una tenda che invita ad entrare per porgere «l’orecchio alla voce del Maestro che chiama tutti a vita nuova». E ogni giorno si levano al cielo instancabilmente, come Mons. Negro auspicava nel suo decreto, mani pure di fanciulli e di giovani in adorazione… braccia cadenti degli adulti e degli anziani… E le ginocchia di tutti gli uomini e le donne di buona volontà si pieghino adoranti, davanti alla gloriosa maestà di Dio per invocare pace e salvezza, lavoro e salute, concordia e perdono».
Dio sa quanto questo polmone di spiritualità procuri, dalla mattina alla sera, ossigeno puro per il bene della città. Siamo ancora grati a Mons. Negro per la felice intuizione e siamo grati alle Suore Discepole di Gesù Eucaristico che in questi anni hanno assicurato la loro umile e silenziosa opera spirituale: come non ricordare Suor Eletta (di venerata memoria), suor Degna, suor Giselda, Suor Anisia (anche lei in Paradiso) e suor Romana.

Oggi il Centro è affidato a suor Giacinta e suor Filippina, quest’ultima arrivata a Ruvo pochi mesi dopo l’apertura del Centro; lei ha conosciuto di persona il Fondatore e alla sua presenza fece la professione religiosa che la portò prima in Calabria, poi in Rwanda per molti anni tra i minori abbandonati, quindi a Chiaiano e Ruvo. Accanto a loro l’altrettanto umile servizio pastorale di don Vincenzo Pellicani, succeduto a don Giuseppe Barile, e dei diaconi e sacerdoti che in loro assenza hanno assicurato la celebrazione eucaristica quotidiana e la cura spirituale dei fedeli.
Nel decreto di istituzione Mons. Negro chiariva che «l’incessante preghiera davanti al SS.mo Sacramento, ideale prolungamento di quella grande espressione di fede cittadina qual è la festa dell’Ottavario, vuol essere l’abbraccio di carità che la Chiesa locale intende dare a tutti: alle famiglie, ai malati, agli artigiani, agli amministratori della c osa pubblica, agli operatori sociali e a quanti, in ogni modo, operano all’interno della città»; «un cuore in più» all’unisono con le comunità parrocchiali le quali possono trovare nel Centro eucaristico la fonte della comunione. Proprio in preparazione all’Ottavario questo anelito diventa più visibile, così come negli incontri di spiritualità per i giovani e alcune veglie di preghiera cittadine. Forse rimane un ultimo auspicio, espresso da Mons. Negro, da tradurre in vita, cioè la valorizzazione delle suore Discepole «per incrementare il culto verso la SS.ma Eucaristia» invitandole nelle parrocchie, nei gruppi, quali testimoni silenziose dell’amore di Dio.

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Commenti

  • sultano (utente non verificato)

    E’ questa la Chiesa di cui si dovrebbe sempre parlare ed essere fieri. Una Chiesa il cui polo d’attrazione per giovani,adulti e anziani non è il don di turno ma “Colui” che dopo 2000 anni continua ad attrarre disinteressatamente una moltitudine di gente. E che Ruvo sia fiera della collocazione di questa TENDA tra la sua gente.