“Cultura et Memoria” torna ad animare la vita e il dibattito culturali a Ruvo di Puglia

​Sabato 3 luglio, dalle 20, si terrà “Rerum: Rievocazioni, Musica, Arti di strada -Nel mezzo del cammin…”​, sul sagrato della Cattedrale. Il 10 luglio, in piazza Menotti, presentazione del saggio “Praeter legem” di Lidia T. Sivo

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Il Centro Studi “Cultura et Memoria” di Ruvo di Puglia torna, per due giorni, ad animare la vita e il dibattito culturali in città: sabato 3 luglio  con il festival “Rerum: Rievocazioni, Musica, Arti di strada -Nel mezzo del cammin…”, in onore di Dante Alighieri di cui quest’anno ricorre il 700esimo anniversario della morte; sabato 10 luglio, con la presentazione del saggio storiografico “Praeter Legem” di Lidia T. Sivo, architetto e cultrice di storia locale e arte.

“Rerum” è parte del programma culturale estivo “Rinascenze 2021”, a cura del Comune di Ruvo di Puglia, ed è sostenuto con una parte del Fondo Covid, istituito per ridare slancio ai processi produttivi e rigenerativi del tessuto creativo locale, penalizzato dal prolungato fermodelle attività no profit, a causa della pandemia Covid.

«Ci teniamo a sottolineare la solida catena creatasi tra menti e cuori di operatori culturali, artisti, associazioni della città per dare vita a questo evento – racconta Vincenza Tedone, presidente di Cultura et Memoria, sul campo da dieci anni».

«Anello prezioso di questa catena – aggiunge Tedone – sono gli operatori commerciali sostenitori, coi loro contributi di questo festival, nato per unire armonicamente, pur nella ricchezza delle differenze e vocazioni, tante realtà culturali. Perché Cultura et Memoria crede nella coesione, nella capacità delle persone di andare oltre i propri orti e i particolarismi per creare eventi di qualità, leggeri e formativi. Naturalmente i ringraziamenti vanno anche all’assessora alla Cultura, Monica Filograno, al sindaco Pasquale Chieco e agli Uffici per il loro prezioso lavoro e per il sostegno in tutti questi anni».

Il Centro Studi “Cultura et Memoria” è affiancato dalle associazioni musico-culturali “N. Cassano” e “B. Giandonato” nonché dalla associazione sportivo-dilettantistica “Revolution Dance”.  L’evento è gratuito, ma è necessaria la prenotazione  al numero 349213466 (Angela Chincoli).

L’edizione 2021 di Rerum, in ossequio al Sommo Poeta, ripercorre metaforicamente il suo cammino dalla selva all’Inferno per giungere al Purgatorio e al Paradiso. Quasi una narrazione, su più piani, della vita ai tempi della pandemia Covid.  Il festival avrà inizio, al cospetto della Cattedrale, con la lettura emozionale del III Canto dell’Inferno,  da parte di un misterioso “Dante Alighieri”, della cui preparazione si è occupata l’attrice teatrale Raffaella Giancipoli. In seguito, un Caronte traghetterà il pubblico nel Settecento di Wolfgang Amadeus Mozart e Antonio Vivaldi, di cui ricorrono i 230 e 280 anni dalla morte. Sulle note di minuetti e concerti, si svolgerà lo spettacolo di danza, con coreografie curate da Piero Sorice e Porzia De Nicolò. Concludono gli spettacoli di arte di strada con Tiziano Casole, in arte Giullare senza radici, e la danzatrice aerea Teresa d’Ippolito la quale condurrà tutti “a riveder le stelle”. «Sono due artisti di Lecce – spiega Tedone -. Noi teniamo a valorizzare e a far conoscere i talenti non solo del posto».

E fra questi ci sono anche i cultori di storia locale che hanno scritto saggi promossi ed editi dallo stesso Centro Studi, dedicati alla diffusione della storia di consuetudini e di antichi edifici, poco conosciuti dai ruvesi.  Si ricordino “Il Monastero delle Benedettine di San Matteo in Ruvo”, a cura di Lidia T. Sivo, Francesco Lauciello, Teresa Fiore e Tiziana Paparella; “Ruvo intorno alle mura”, a cura di Sivo, Lauciello e Fiore; “Ruvo medievale. La città e gli uomini, il castello e i feudatari dai Normanni agli Aragonesi” di Vito Ricci.

L’ultima opera è “Praeter legem. Ex Palazzo Jatta in via Rosario a Ruvo di Puglia – da casa comunale a sede bancaria”, saggio di Sivo che sarà presentato in piazza Garibaldi, sabato 10 luglio.

Curiosità, pazienza, rigore scientifico e passione caratterizzano l’opera di Sivo, frutto di due anni intensi di ricerca e studio, consultando archivi storici, pubblici e privati. Un libro, dallo stile agile,  che dà risalto a colui che progettò i lavori di recupero del palazzo, di proprietà comunale: era il 1826, infatti, quando il Consiglio Decurionale e il sindaco Rocco Cantatore commissionarono i lavori al trentenne architetto di Rutigliano, Nicola Carelli.  Un professionista serio, rigoroso, costretto, in seguito, a emigrare a Costantinopoli a causa di invidie e attacchi ingiustificati e immotivati sul suo operato. Accanto a Nicola Carelli, spicca la figura di Lucia “Lucietta” Jatta che volle eleggere il palazzo a sua dimora personale rendendolo lussuoso e raffinato. Ma il palazzo di via Rosario ha molte storie da raccontare e i loro segni sono visibili a chi ha un occhio attento, come quello di Sivo colpito dall’epigrafe incastonata sul portale. E proprio dalla civetta che vi è raffigurata, simbolo di Atena e impressa sulle antiche monete rubastine, è partita la ricerca che Sivo, da sempre, intraprende per colmare vuoti storici. «Un dovere – dice – da onorare per chi è vissuto, per i contemporanei e per le future generazioni. Conoscere la storia significa recuperare le nostre radici».

Il saggio, patrocinato dai Comuni di Ruvo di Puglia e di Rutigliano, è introdotto dalle prefazioni di Vincenza Tedone, del sindaco Pasquale Chieco; del dottor Santi Zizzo; della dottoressa Mariella Medea Sivo e dell’architetto Francesco Dicarlo, già ispettore onorario della Soprintendenza ai Monumenti di Puglia, da 25 anni operante sulle architetture pugliesi. Nel libro è presente anche un breve saggio dedicato alle modalità di subasta ottocentesca, a firma del notaio Francesco Campi. “Praeter legem” contiene, inoltre, un interessante corredo iconografico e fotografico sulla Ruvo di un tempo nonché sui personaggi legati al Palazzo di via Rosario, come Lucietta, Biagio e Nino Jatta  (l’uso delle foto è stato gentilmente concesso dalla famiglia Jatta).

Densa di significato è la copertina artistica del libro, creata ad hoc dallo scultore e pittore Max Di Gioia. Il bozzetto, intitolato “Praeter Legem”, è una china su cartoncino che rappresenta incisivamente, con linee veloci, essenziali e sicure, il prospetto dell’edificio su via Rosario e guarda verso lo storico torrione aragonese, a ricordare il passato, pregno di fatica e sacrifici, della nostra comunità. La sagoma di uomo, con ombra che si staglia a terra, conferisce dimensione onirica al contesto che diventa surreale. Le ombre del portale e dei volumi di facciata custodiscono i nomi di coloro che hanno scritto la storia del Palazzo di via Rosario e, quindi, la “nostra” storia.

Per seguire gli eventi, cliccare sulla pagina Facebook del Centro Studi “Cultura et Memoria” di Ruvo di Puglia.

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