Crifo, il presidente: «Momento difficile, ma la società è solida. Investiamo sulla qualità»

Il neo presidente della storica cantina Crifo ribatte alle “accuse” mosse in una nota a firma di Roberto Pellegrini pubblicata nei giorni scorsi.
La Cantina Cooperativa Crifo, azienda vitivinicola fra le più antiche del nord barese, desta l’attenzione dei media locali per una nota a firma di Roberto Pellegrini pubblicata nei giorni scorsi, in cui si tratteggiava un quadro a tinte fosche della storica cantina.
A stretto giro, il neo presidente della cantina ribatte alle “accuse” mosse, forte del quadrato che il consiglio di amministrazione ha costruito intorno alla sua figura.
Roberto Rutigliani, il presidente, non ci sta. E risponde con determinata fermezza.
«Innanzitutto -dice- Pellegrini non è socio della cooperativa, e stiamo esaminando la legittimità della delega per cui è intervenuto in assemblea».
La sua fotografia del momento, poi, è diversa. «Drammatico no, è un momento difficile, ma non drammatico e se facciamo massa critica noi, gli amministratori, con i soci e il personale dipendente possiamo superare le difficoltà contingenti. Anche i sindacati sono con noi».
Per superare le difficoltà, in una congiuntura economica non proprio rosea, il nuovo consiglio di amministrazione – insediatosi solo il 21 marzo scorso – ha tracciato una “road map”.
«Abbiamo aggredito il conto economico riducendo le spese superflue – continua Rutigliani – e intendiamo proseguire su questa strada, attraverso l’ottimizzazione e la razionalizzazione del sistema produttivo».
Nella sua ricetta di gestione sono due gli ingredienti essenziali: «continuare a investire sulla qualità dei nostri prodotti e valorizzare non solo i prodotti, ma l’intero territorio».
L’azienda è reduce dal Vinitaly 2013 di Verona, una delle più importanti fiere del settore a livello globale.
«La cantina era presente con un suo stand – fa sapere il presidente – ed abbiamo raccolto riscontri positivi per la nostra offerta. Molto apprezzato, in particolare, è stato il nuovo spumante 2013»
In tema di conti il patron dichiara che «nonostante gli attacchi infondati e diffamatori, dal punto di vista finanziario la società è solida e continua a godere della fiducia delle banche.
Il bilancio parla chiaro, non si registrano perdite di esercizio e -chiosa- la cantina è in grado di portare avanti tutti gli investimenti intrapresi».
E ancora, alza gli occhi dai suoi documenti e dice: «le attestazioni di stima e fiducia che ogni giorno ci vengono rivolte dai soci ci stimolano a guardare con fiducia al futuro».
Se il consiglio di amministrazione lavora a pieno regime solo da poco più di un mese, nei piani della cantina c’è un nuovo piano industriale.
«E’ in via di definizione e nel breve e medio termine porterà a una maggiore remunerazione del prodotto conferito» dichiara ancora Rutigliani.
A proposito di conferimenti, il neo presidente non nega che un calo ci sia stato, ma sarebbe «riconducibile alla congiuntura economica negativa che ha spinto i produttori a puntare ad ottenere una liquidità immediata, anziché attendere i tempi tecnici della vita cooperativa».
Come? «Vendendo il prodotto direttamente al privato, oppure, nei casi più radicali, estirpando i vigneti a fronte del contributo economico della U.E.», dice Rutigliani.
Alle accuse di Pellegrini, che puntava l’indice contro la sua gestione anche per “le centinaia di recessi” che sarebbero stati presentati, il presidente risponde con un secco «smentisco categoricamente il falso scoop sui recessi, anzi mi piace evidenziare che a seguito dell’insediamento del nuovo CdA, alcuni dei soci un tempo critici hanno rinnovato la loro fiducia, annullando il recesso».
Oltre al piano industriale, la nuova gestione prevede la costituzione di un nuovo organo, un «comitato di produttori, composto da alcuni dei soci, che affianchi il consiglio di amministrazione nelle sue scelte, a riprova della nostra volontà di rendere partecipe della vita della cooperativa il più alto numero di soci. Abbiamo già raccolto una ventina di adesioni», sottolinea il giovane presidente.
«In definitiva -chiude Rutigliani- noi non ci trinceriamo, ma lavoriamo per il bene della cooperativa, con la massima disponibilità al dialogo con i soci».
Commenti
-
Se questo è l’inizio del neo Presidente…. «Innanzitutto -dice- Pellegrini non è socio della cooperativa, e stiamo esaminando la legittimità della delega per cui è intervenuto in assemblea»…… allora è notte fonda ! Ma come si permette? La legittimità della delega??? Non è Socio??? Se il nuovo CdA avesse davvero a cuore le sorti della Crifo e dei Soci, avrebbe avuto un atteggiamento differente, di apertura e di auto coscienza. Il Bilancio parla chiaro, c’è poco da nascondere o smentire. E’ realtà. Amara realtà. Pretendere di gestire l’azienda ritenendosi all’altezza dell’incarico solo perchè lo statuto prevede questo, significa limitarne la crescita e non remunerare i Soci come dovuto. Lasciamo che siano i Soci a decidere…
-
Che pena certi commenti, si giudicano da soli! Egregio “quinto ario” lei farnetica! Nel mio CV ci sarebbe “la gestione di un’agenzia assicurativa”? Ah ah ah, dove lo ha letto mio CV? Sono stato pluri premiato Manager di Banche e reti di Consulenti nazionali, a contatto diretto con le Direzioni Generali e Commerciali, avendo gestito oltre 25 unità lavorative con risultati brillanti e conseguenti premi da sogno che lei non può immaginare… Poi dice “la mia militanza in qualche partitino sfigato” ? I suoi attacchi sono beceri, lei difende l’indifendibile ! Politicamente non ho mai fatto parte del sistema “Casta”, sono Indipendente e questo lo sanno tutti. Non ho conti da regolare col CdA: voglio solo che i Soci e la Crifo siano tutelati. Riesce a comprendere? Temo di no: mi parli dei Curriculum dell’attuale CdA… sono curioso di sapere cosa avranno mai fatto di così importante al punto da gestire un’Azienda…
-
Io ho un progetto serio, a salvaguardia dell’Azienda e dei Soci stessi: vorrei illustrarlo e proporlo ai Soci in un’Assemblea straordinaria che il CdA – naturalmente – si ostina a nono convocare: ecco perchè stiamo raccogliendo le firme dei Soci ! Il sig. Rutigliani – neo presidente – è stato parte dei CdA precedenti, dunque “complice”, nonostante non ottenne i voti dei Soci, bensì captato. A me interessa altro: salvare le quote dei Soci e mettere in sicurezza la Crifo, patrimonio dei Soci. Ad altri, siano essi Consiglieri o tifosi o parte del Clan che da 40 anni ha gestito la Cantina, interessa poco e lo si ì visto. Ha ragione Luigi Franchi. La mia esperienza commerciale nel settore “Cantine” sarebbe utilissima ai Soci ed alla Crifo: evidentemente ad alcuni interessa solo la gestione del potere. Decidano i Soci. Firmando per indire Assemblea Straordinaria e modificare lo Statuto. Poi non si lamentino delle conseguenze a cui andranno incontro: sono tutti stati avvisati.
-
Non vorrei essere stato malinteso…
-
Egregio commendatore e pluridecorato Rag. Pellegrini, visto che lei nelle sue missive espone il suo curriculum vitae dichiarando di essere un pluri esperto a livello bancario per quanto riguarda la gestione delle varie agenzie, vorrei porle una semplicissima domanda: ma fino ad oggi lei in quale mondo è vissuto? Eppure quando lei parla del clan che ha gestito la cooperativa per 40 anni, deve purtroppo evidenziare, ma non lo fa, che la buonanima di suo padre (definito dall’ex Presidente Biagio Stragapede: “Don Vincenzo”) è sempre stato uno dei più fedeli estimatori del suddetto clan da lei menzionato approvando di conseguenza sempre sia i bilanci economici proposti dal CdA, sia le relative modifiche allo statuto.
-
Voglio inoltre evidenziare che se oggi lei come tutti gli altri ha la possibilità di rappresentare esclusivamente durante l’assemblea il socio non presente con relativa delega, è stata una conquista esclusiva del sottoscritto Tedone Francesco e non certamente di coloro che come lei oggi credono di trovarsi dalla parte della ragione e pertanto vogliono poter calpestare impunemente tutti i sacrifici che sono stati compiuti fino ad oggi da noi soci per il bene della cooperativa. A noi soci serve solo umiltà, voglia di rimboccarsi le maniche e trasparenza che certamente nelle sue missive lei non dimostra di voler adoperare per il bene della cooperativa.
-
Le do un paio di consigli: innanzitutto se intende far parte di questa famiglia si deve iscrivere nel registro dei soci; inoltre deve dimostrare di essere un socio costruttivo nei confronti della cooperativa e non come lei ha fatto fino ad oggi con la convocazione di un’assemblea presso i Frati Domenicani (tramite manifesti affissi in città) pur non avendone alcun diritto in quanto non essendo socio non può usare per fini forse diversi il nome Crifo della nostra cooperativa. Pertanto lasci lavorare in pace coloro che si sono assunti la grande responsabilità di riportare in auge il marchio e il prestigio della nostra cantina, ma soprattutto impari a stare zitto quando ci si trova dalla parte del torto.
-
Quando si attaccano “poteri forti e clan” è naturale leggere commenti ( di parte) di basso valore etico: questo non autorizza NESSUNO ad offendere o denigrare, nè tanto meno qualcuno può sentirsi autorizzato a dirmi di “stare zitto”. Chi scrive deve riflettere prima di farlo, sapendo che rivolgendosi ad una persona educata è d’obbligo usare altrettanta educazione e rispetto. Forse è chiedere troppo, ma gli insolenti sappiano che fanno solo una figuraccia se scrivono sciocchezze infondate e non corrispondenti al vero. Ricordo agli smemorati che, quando parlano di mio Padre, è bene che comprendano di non poterlo fare con cognizione di causa perchè Egli era di livello molto superiore. Detto ciò, mio Padre era profondamente deluso dall’operato degli amministratori: la sua partecipazione alla Crifo era in veste di Benefattore, il suo apprezzamento oratorio nelle assemblee era un invito a fare meglio, ma è evidente che chi doveva capire…non poteva capire !
-
Rispondo a tale “tedone francesco”: lei non è in grado di darmi alcun consiglio; io non devo chiedere permesso a nessuno per fare convegni, nè lei si deve permettere di dirmi cosa devo o posso fare; io sono Delegato da mia Madre che è socia, pertanto ho pieni diritti di esercitare il mio pensiero ( se lei ne ha uno, lo faccia ma non nei miei confronti); la mia critica è più che costruttiva: il mio progetto mira a salvare la Crifo e le quote dei Soci ma evidentemente lei non ha compreso la gravità della situazione; lei non deve permettersi in nessun modo di dire “impari a stare zitto”… io sarei dalla parte del torto?? Gli amministratori attuali si sono assunti questa responsabilità? Avranno anche buona volontà ma non è sufficiente per gestire la gravissima situazione attuale: non hanno le competenze. Alcuni sono persino responsabili perchè già Consiglieri nei precedenti CdA. Le cose vanno cambiate, i Soci ora ne sono a conoscenza e decideranno liberamente. Lei non è stato votato…
-
Messaggio rivolto a coloro che non hanno neanche il coraggio di firmarsi, ritenendo di dettare la linea gestionale dell’azienda o persino di far firmare ad altri i propri commenti. La situazione della Crifo, Bilancio e prospettive alla mano, è ad un passo dal dramma. Gli amministratori che si ostinano a non ascoltare una seria proposta di risanamento e sviluppo da parte di uno dei Soci ( seppur figlio di Socio ma la sostanza non cambia ) e che sperano di evitare la convocazione di urgente assemblea straordinaria, si ritengano direttamente responsabili di eventuali gravi conseguenze a danno dei Soci. Rilancio l’invito, già manifestato da oltre due mesi alla Crifo con fax e mail riscontrati, a fare un passo indietro. Per il Bene della Crifo. Mettano da parte egoismi e presunzioni. Non c’è più tempo.
-
Carissimo commendatore pluridecorato Rag. Pellegrini, nella sua ultima missiva indirizzata al sottoscritto Tedone Francesco lei accenna al fatto che lo scrivente non è stato votato nell’elezione del nuovo CdA. Le faccio presente che lo scrivente, senza aver fatto nessuna forma di propaganda, è stato votato con 32 voti dai signori soci presenti all’assemblea, mente la Signoria Vostra Illustrissima, pur avendo richiesto di candidarsi alla carica di consigliere, non si è potuto candidare perché non in possesso dei requisiti richiesti dallo statuto per la sua candidatura. Ancora oggi lei si aggrappa alle vesti della propria madre con la scusa di essere delegato; a fare che? A rappresentare cosa? Pertanto ormai è chiaro che nelle sue missive qualcosa in lei non quadra. …
-
Continui a suonare la grancassa, continui a raccogliere le firme dei soci, continui ad appendere la sua delega sul proprio petto con tanto di marca da bollo e lasci in pace la gente che lavora, perché ormai abbiamo tutti quanti capito che lei sicuramente è uno di quelli che non ha mai fatto niente e non concluderà mai nulla per il bene della cooperativa. Amen.
-
A me sembra che certi argomenti andrebbero trattati in tutt’altra sede, con tutt’altro spirito. Un’assemblea di tutti i soci, nella quale gli antagonisti si confrontassero con dati e proposte concrete, ove si parrebbe la loro nobilitate, probabilmente sarebbe la soluzione più ovvia e saggia. L’istinto m’induce a diffidare di chi s’autoreferenzia.
-
Caro neo presidente,ti faccio i miei migliori auguri….però devi dire ai soci perchè in questi quattro anni che sei stato consigliere captato e non votato dal assemblea non hai denunciato la cattiva gestione ai danni dei soci….ci risulta che già dal 2010 la CRIFO non poteva liquidare….pur avendo 176000 quintali….adesso dobbiamo portare l’uva…per ricominciare un film già visto…..la storia si può rileggere ma non cambire caro neo presidente….rifletti e avvia subito un assemblea seria e sincera….un amico
-
il rag.Pellegrini un po di tempo fa andò via da Ruvo dove andò?(alle Maldive?) Carissimi amministratori andate avanti.
-
Siamo alle solite!Comunicati stampa senza significato!Questo atteggiamento è simile a quello adottato da “tutti” i politici italiani fino a qualche anno fà…Per tutti loro la crisi doveva essere momentanea…..purtroppo è stata una grande bufala generalizzata!E se le cavolate sono state sparate da deputati e senatori è molto probabile che anche un neo presidente possa “spararle” per rendere credibile il futuro che “forse” verrà….. Perché il neo presidente e i revisori contabili non pubblicano delle analisi sulla situazione attuale e sulle previsioni future?e non dite che ci stiamo pensando ……avete avuto una vita per pensarci!
-
Dear all , are very funny tour opinions but in this historical period the only way to save a company is to sell the products abroad,to extend the market, to apply a reduction of costs (workers,energy,raw materials and…). Che vuol dire il mio intervento? e che sin quando le cose saranno gestite da persone senza un’istruzione di livello, senza una conoscenza dei mercati internazionali, delle strategie da applicare le cose non potranno mai migliorare. La cantina di Ruvo ha una visbilità internazionale e deve confrontarsi con cantine di tutto il mondo che vedono alla propria direzione non “il presidente” ma l’”executive chief” in poche parole servono idee nuove, parole nuove,intraprendenza cosa che noi giovani laureati e “occupati male” abbiamo. Come può un assemblea di produttori eprimere pareri su Joint venture,international agreements, selected customers … be i Ns. concorrenti lo fanno e lo fanno bene. Best regards
-
presidente mio padre e’ stato socio per tanti anni grazie a voi abbiamo mantenuto un reddito che ci a permesso di andare avanti voglio ringraziare il presidente uscente e tutti gli amici che ci lavorano perche’ vedo il loro impegno costante e serio ,continuate cosi’ e non vi preoccupate io sono dalla vostra come cittadino e amministratore locale .
-
Complimenti ai Soci che si sono affidati alla professionalità di chi è sul settore già da diversi anni, un Presidente giovane, con idee innovative e con la voglia di cambiare davvero la situazione. Buon Lavoro. Saluti Francesco.
-
Comitato di Produttori? Un regalino illusorio senza diritto di voto, una sorta di comitato al pari ( forse ) dei Comitati delle Feste. Faccio notare che la congiuntura del settore Vini & Cantine è più rosea che mai, altro che difficile congiuntura del settore. Per la Crifo forse, non per i competitors. Ci sono molte cose a cui il vecchio CdA dovrà rispondere: scelte poco oculate ed ambigue, certamente dannose per i Soci. Comunque al nuovo CdA ribadisco : non ho nulla contro di loro proprio perchè sono in parte nuovi. Noto invece che fanno quadrato contro di me, dunque contro i Soci ! Casomai, in discussione è il mezzo con cui essi oggi sono chiamati a gestire l’Azienda: servono Competenze diverse. Questa è la verità a cui non possono sottrarsi per il solo piacere di ricoprire tale incarico. Giustissimo che ci sia un Comitato tecnico e che sia formato da Soci Produttori, quindi dall’attuale CdA. Essere Soci Produttori non equivale ad essere Dirigenti: le Competenze sono altre.
-
Complimenti
-
sono un artigiano in pensione,di agricoltura non so niente,però o da anni bevuto vino GRIFO e mi sono concentrato come curioso sulla vicenda. questo accanimento del rob. pellegrino forse e deluso ?che puntava alla presidenza? ho 2 figli in friuli e i friulani quando vado mi chiedono il vino CRIFO e per me è un orgoglio.in quando in friuli di vino cenè e sono indenditori. approfitto per fare gli auguri ai nuovi amministratori dicendo tenete duro non tutti possono essere daccordo
-
egregio “angelo di pierro”: mi spiace che lei si ostini ad attaccarmi in modo vile! Nel 1991 venni nominato responsabile Agenzia di Barletta del Gruppo Bancario San Paolo; nel 1993 il Gruppo Generali-Banca Commerciale Italiana mi nominò Responsabile nuova agenzia di Bari, accanto allo Sheraton Hotel e lì gestivo e formavo Promotori Finanziari, con successivo allargamento a Matera, Taranto e Foggia. Nel 1995 il colosso inglese Prudential mi pregò di accettare l’offerta come Responsabile Puglia e Basilicata: ingaggio mensile di 10 milioni al mese + provvigioni. Ho sempre primeggiato nelle vendite a livello regionale e nazionale, come da attestati e targhe. Qual’è il problema se vivevo a Bari, visto che tornavo a Ruvo alle 23 solo per dormire? Il mio CV lei se lo può solo sognare…..
-
Trovo gli interventi del Pellegrini molto aggressivi ed arroganti ! Lui si crede BONDI (il risanatore della Parmalat ed ora della ILVA), ovvero un manager competente capace di indicare una road-map che possa risanare,rilanciare, ecc. la Cantina CRIFO … ;ma nel suo curriculum, a quanto risulta ai più c’è la gestione di una agenzia assicurativa + la militanza/rappresentanza in qualche partitino sfigato ormai scomparso e di cui nessuno sente la mancanza. Per caso, il Pellegrini ha dei conti personali da regolare con il vecchio/nuovo CDA e vuol far saltare l’intera compagine dirigenziale della CRIFO ??
-
Una cosa è certa…ed è che i poveri agricoltori non riceveranno un solo euro bucato del duro lavoro fatto la stagione scorsa…Bravi
-
Egr. francesco tedone, mi faccia capire: è a caccia di querele? Non conosce proprio i limiti delle parole che scrive con animo così rancoroso? La smetta di seccarmi altrimenti se ne assuma le conseguenze legali. Io non mi sono MAI candidato al ruolo cui lei ambiva ( ma non ci è riuscito): la Crifo sa sin troppo bene che la mia candidatura è rivolta esclusivamente al ruolo guida, giammai quella di consigliere come da riscontro della stessa Crifo. A lei non devo dare alcuna risposta, anche perchè non parlo con chi manca di rispetto. Pertanto la diffido dall’usare ulteriormente toni offensivi. Non voglio risponderle usando il suo stile: non scendo mai allo stesso livello di chi considera Educazione e Rispetto come optionals.








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti