“Coronavirùss”, i versi “sdrammatizzanti” di Fabio Iosca

Il poeta: «Chi mi conosce sa che si tratta di un modo ilare per sdrammatizzare quello stiamo vivendo un po’ tutti. Spero di essere di esempio per tutti i ruvesi»
Fabio Iosca, trentenne barman ruvese conosciuto da tutti con il suo nome d’arte stoktrang, ha deciso di sdrammatizzare, con la sua ilarità, il momento che stiamo attraversando, postando poesie in dialetto ruvese.
Lo abbiamo contattato per parlarci di questa sua vena artistica e per fare una riflessione su Ruvo di Puglia ai tempi del Coronavirus.
Come ti è venuto in mente di creare poesie in dialetto, in questo periodo particolare per tutti?
F. I.: «Quest’idea è nata in base al fatto che mi è sempre piaciuto modificare i testi delle canzoni a modo mio, creando delle rime e quindi, essendo una persona anche molto solare, ho pensato di far uscire la mia vena poetica, a scopo benefico, trasmettendo un po’ di allegria alle persone che sono sole, sdrammatizzando il periodo negativo che stiamo vivendo».
Sei una persona molto conosciuta dai ragazzi ruvesi, cosa ti senti di dire a loro?
F. I.:«Dico ai ragazzi ruvesi e non, di approfittare di questo periodo per far emergere la propria vena poetica o altre qualità nascoste».
Da commerciante, come stai vivendo questo brutto periodo a causa del Coronavirus?
F. I.: « Come tutti i commercianti non sto attraversando un buon periodo, ma sono convinto che ci rialzeremo più forti di prima.
Auspico che anche noi commercianti, attingendo alle nostre risorse interiori, siamo in grado di pensare a qualche idea innovativa per rilanciare il nostro paese».
Vuoi lanciare l’appello di restare a casa?
F. I.: « Certo! Anch’io invito tutti a rimanere a casa, con la speranza che, in due settimane, la situazione migliori. Le mie poesie sono un monito per rimanere a casa a leggerle. Continuerò a scriverne altre, con la speranza che, se hanno successo, diventino un libro. Il ricavato dalla vendita dello stesso sarebbe destinato alla realizzazione di un evento».
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