Coppa del Mondo 2025, altre due medaglie per Luca Mazzone

Nella tappa di Maniago, la seconda, svoltasi dal 15 al 18 maggio

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Ancora medaglie per Luca Mazzone alla Coppa del Mondo di Paraciclismo 2025.

Nella tappa di Maniago – la seconda, svoltasi dal 15 al 18 maggio – il campione ha conquistato un bronzo nella gara in linea, categoria MH2, preceduto dal francese Florian Jouanny (secondo) e dallo spagnolo Sergio Garrote Muñoz (primo).

Nulla per la crono: «Dispiace per Luca Mazzone – ha commentato il ct Pierpaolo Addes -. È stato tratto in inganno dal percorso e ha mancato l’ingresso nello stadio dove era posizionato l’arrivo. È dovuto tornare indietro e questo errore gli è costato un bronzo che era assolutamente alla sua portata».

Nel Team Relay Mh2 con Davide Cortini e Mirko Testa ha vinto un argento, collocandosi tra Francia e Spagna.

«Giunta al termine la seconda e ultima prova di Coppa del Mondo di Paraciclismo in quel di Maniago – commenta Mazzone -. Era il 2015 quando da esordiente della nazionale ho fatto la mia prima gara nella accogliente cittadina friulana.

La prima giornata di gare a Monreale non è andata bene (secondo i punti di vista) – prosegue – mi sono piazzato al quinto posto dove per un errore di calcolo e fidandomi della moto di scorta, non ho fatto in tempo a girare nel corridoio che portava all’interno del campo sportivo evitando conseguenze peggiori. Pertanto ho dovuto fare “retromarcia” e andare all’arrivo: l’esperienza e lo sport mi hanno insegnato che siamo umani e pertanto l’errore non è da escludere. L’importante è pensare a fare bene alle prossime senza abbattimento mentale alcuno.

Due giorni dopo ho fatto la gara in linea sempre in contatto con i due migliori avversari di sempre, terzo gradino sul podio, ma al di là della medaglia mi interessava la prestazione per dire a me stesso “Luca c’è”.

La settimana prossima i campionati italiani e poi testa bassa e pedalare per la preparazione ai mondiali di fine agosto.

Grazie Maniago e medaglia (d’argento, ndr) del Team Relay, dedicata a Fabrizio Di Somma».

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