Conto alla rovescia per “Neanche con un fiore”, stop alla violenza sulle donne

L'iniziativa è organizzata dall'associazione Apuliae Terrae con il contributo del comune di Ruvo di Puglia, Daniela Clitorosso e Michele Pinto. Il flash mob coinvolgerà anche le scuole
Manca solo un giorno al flash mob che si terrà in piazza Matteotti alle 10, una iniziativa che punta a celebrare la giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Anche Ruvo di Puglia vuole dire basta ai gesti di violenza che aumentano ogni giorno di più. E’ sufficiente sfogliare i giornali o guardare la televisione per rendersi conto di quanto questo argomento sia all’ordine del giorno.
Il flashmob è stato organizzato dall’associazione Apuliae Terrae coordinata da Laura Pellicani con il supporto del Comune di Ruvo di Puglia, la collaborazione di Daniela Clitorosso Raffaele e Michele Pinto e vedrà protagonisti circa cento ragazzi provenienti dai tre istituti superiori ruvesi (Itc “Tannoia”, liceo scientifico “O. Tedone” e liceo linguistico “D’Arezzo”) che metteranno in scena una coreografia dedicata.
Il fine dell’associazione è quello di parlare del sociale, toccando quello che ormai è diventato un argomento clou.
L’associazione Apuliae Terrae, Daniela Clitorosso e Michele Pinto credono fortemente nel dover accrescere la sensibilità su questi argomenti. L’evento sarà possibile grazie anche all’impegno di molti commercianti che hanno apportato un aiuto a livello economico per poter mettere in moto questa macchina. E non solo: con grande gioia e meraviglia di tutti, i primi ad essere pronti a dare una mano sono stati i commercianti di sesso maschile i quali hanno sostenuto di “non voler essere accostati a certe bestie”.
Molto importante è la partecipazione delle scuole: il loro apporto sarà fondamentale per la buona riuscita del flash mob che riserverà molte sorprese.
Alle 12 in sincrono sia da piazza Castello che da alcuni istituti scolastici saranno lanciati in tutto 650 palloncini rossi, colore simbolo della giornata.
L’invito è rivolto a tutti quanti: maggiore sarà il numero dei palloncini rossi presenti in cielo, maggiore è l’apporto simbolico dato a tutte coloro che sono vittime di uomini, o per meglio dire “bestie” che conoscono ed utilizzano nella loro vita una sola parola: la parola “violenza”.
«Spesso – ha detto l’assessore alle politiche sociali, Elisabetta Altamura – la violenza esplode nell’ambito delle relazioni affettive e tra le pareti domestiche, proprio dove l’incolumità della donna dovrebbe essere maggiormente garantita. Per questo credo sia indispensabile mettere in campo una seria attività di prevenzione e informazione per sensibilizzare la società civile su un fenomeno che sembra essere una vera piaga sociale. Domani diremo no alla violenza di genere animando il territorio con un’inniziativa culturale che coinvolgerà i più giovani a testimonianza dell’impegno pubblico e privato sul tema della prevenzione e del contrasto al femminicidio. Inoltre abbiamo istituito un equipe integrata multidisciplinare anti-violenza che mette in sinergia il servizio sociale professionale con i consultori familiari per offrire un sostegno e assistenza alle vittime di maltrattamenti, violenze e abusi».
Il 2013 è stato l’anno nero per il femminicidio nel nostro Paese, con 179 donne uccise, il più cruento degli ultimi sette, con un più 14% rispetto al 2012. È uno dei dati contenuti nel secondo Rapporto Eures sul femminicidio in Italia, secondo cui l’anno passato ha presentato la più elevata percentuale di donne tra le vittime di omicidio mai registrata in Italia, pari al 35,7% delle vittime totali. Sempre nel 2013, quasi il 70% dei femminicidi è avvenuto in famiglia, il 92,4% per mano di un uomo.
L’Unione Europea e il Consiglio d’Europa hanno lavorato per favorire il superamento di questa emergenza sociale e, nel 2011, è nata la Convenzione di Istanbulper la prevenzione e la lotta contro la violenza sulle donne e la violenza domestica. Si tratta di uno strumento che vincola giuridicamente gli stati in materia. L’Italia ha ratificato la Convenzione nel giugno 2013.
La stessa Regione Puglia ha appena approvato il 4 luglio 2014 la legge per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promozione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne evidenziando la volontà di intraprendere sul territorio delle politiche di salvaguardia per le donne che subiscono violenza.
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