Continua il dibattito sulla presentazione del libro della Balzerani

Ncd: «Avevamo pensato che si fosse trattato dell’ennesima disattenzione, ma gli interventi che si sono succeduti sui media e in Consiglio Comunale da parte degli esponenti di maggioranza hanno dimostrato la consapevolezza della scelta »
Continua il dibattito riguardo la presenza il prossimo 5 aprile dell’ex brigatista e scrittrice Balzerani. A parlare è nuovamente l’ ncd che giudica inappropriata la presenza in paese di un’assassina e considera questo una enorme scivolone da parte dell’amministrazione comunale.
«Sinceramente: sul riconoscimento del Civico Patrocinio da parte dell’Amministrazione Comunale alla presentazione del libro della Balzerani, avevamo pensato che si fosse trattato dell’ennesima disattenzione, ma gli interventi che si sono succeduti sui media e in Consiglio Comunale da parte di autorevoli esponenti di maggioranza hanno evidenziato e dimostrato la consapevolezza della scelta.
Ci consenta Assessore, sappiamo la differenza tra la Cittadinanza Onoraria e il Civico Patrocinio.
Quest’ultimo rappresenta un importante riconoscimento con cui l’Amministrazione esprime la sua adesione ad un’iniziativa di carattere generale e rilevante per la Città e il suo territorio perché ritenuta meritevole di apprezzamento per le sue finalità. Con esso la manifestazione si pregia del logo del Comune, che rappresenta il nome, la tradizione e la storia della Città. Non riteniamo che la presentazione del libro della Balzerani meritasse tanto, per l’appunto per la storia che ha reso celebre la protagonista.
Noi alcune certezze le abbiamo: quando si arriva, come nel caso della Belzerani, a fare paragoni con Che Guevara, il disprezzo diventa disgusto, perché i brigatisti sono degli assassini che hanno devastato un Paese, che hanno servito su un piatto d’argento ad una parte deviata dello Stato le opportunità necessarie per dare vita alla cosiddetta “strategia della tensione”. Abbiamo disgusto per chi ha ucciso senza pietà e a sangue freddo e non si è mai pentito. E non parliamo solo di uomini di potere (atto in ogni caso ingiustificato), ma di persone appartenenti a quel popolo che i brigatisti dicevano di voler difendere.
La Balzerani ha avuto modo di affermare che per lei il diritto di esistere coincide con il diritto di parlare: peccato però che le persone che lei ha ucciso, in nome di un ideale folle, che mentre sublimava il suo ego e quello dei suoi compagni, ha creato ferite profonde ancora ben lontane dall’essersi rimarginate, una voce non l’abbiano più. Dovrebbe iniziare a parlare quando lo potranno fare anche le sue vittime e la smetta di fare l’intellettuale che cerca di spiegare cos’è la vita. Piuttosto: si ritiri in un dignitoso silenzio, lei che condannata a sei ergastoli ha scontato solo 25 anni»
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