Consorzio tra Comuni per l’Ufficio del Giudice di Pace. Ottombrini: «Ci stiamo già lavorando»

Il Consiglio comunale di Terlizzi ha deliberato per questa soluzione. Il Sindaco di Ruvo: «La nostra proposta al Ministero della Giustizia sarà presto deliberata dalla Giunta. Stiamo aspettando una risposta anche da Corato»
«Ci stavamo lavorando da tempo, accolgo con favore la notizia che il Comune di Terlizzi stia perorando questa soluzione». A parlare così è il Sindaco di Ruvo Vito Ottombrini, raggiunto telefonicamente da Ruvolive per richiedere un parere sulla soluzione prospettata dal Comune di Terlizzi per il mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace di Ruvo, prossimo al “taglio” deciso dal Governo nazionale per effetto del decreto che riorganizza gli uffici giudiziari sul territorio italiano.
Il Sindaco di Terlizzi Ninni Gemmato ha dichiarato ieri al Consiglio comunale della sua città: «Noi sosteniamo la ferma opposizione alla soppressione della figura del Giudice di Pace di Ruvo poiché si tratta dell’unico presidio di giustizia della nostra zona. L’intenzione, perciò, è quella di richiedere al Ministro della Giustizia di rivedere tale decisione». La soluzione? Una collaborazione fra i Comuni “serviti” dalla giurisdizione del Giudice di Ruvo, che potrebbero, in consorzio, mantenere l’Ufficio dividendosi le spese relative al funzionamento delle strutture. «Ho sempre pensato che la nuova frontiera nelle Pubbliche Amministrazioni, sia quella di erogare servizi in compartecipazione di più Comuni in modo tale che i servizi siano comunque garantiti ma con costi abbattuti», ha dichiarato Gemmato.
Il Comune di Ruvo sta procedendo spedito su questa strada. «Presto delibereremo in Giunta la nostra proposta che presenteremo al Ministero della Giustizia», ha annunciato il sindaco Ottombrini. Mantenere l’Ufficio non comporterà solo la suddivisione di costi: «Dovremo anche mettere a disposizione il personale -puntualizza il primo cittadino di Ruvo-, questioni organizzative che comunque siamo pronti ad affrontare».
Il consorzio potrebbe avere un socio in più. «Stiamo aspettando una risposta da Corato alla soluzione che abbiamo prospettato -conclude Ottombrini-. Noi comunque continuiamo su questa strada»
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