Consiglio Comunale, Pina Picciarelli aderisce a “Italia in Comune”

L’ex Consigliera AppDem: «Sosterrò solo provvedimenti discussi collegialmente, anche con il partito che oggi rappresento, e non già decisioni monocratiche o giuntali di rilevanza politica»
La consigliera comunale di maggioranza Pina Picciarelli dice addio ad App Dem- Appartenenza Democratica, la fronda nata in seno al Partito Democratico: un atto che conferma la “non sintonia” con Largo San Giovanni.
Si affianca alla sua ex sodale di partito, Irene Turturo, consigliera dimissionaria, eletta nelle file del Partito Democratico e poi confluita in AppDem. Anche lei aderisce al partito “Italia in Comune”, ma non lascerà lo scanno: rappresenterà lo stesso partito in assise.
Tutto questo è stato comunicato ieri, nei preliminari del Consiglio Comunale da cui Picciarelli si è allontanata per impegni politici. Ma non prima di aver ascoltato la replica del sindaco Pasquale Chieco che ha piena fiducia nella Giunta tecnica, pur rammaricandosidell’evoluzione politica di questi ultimi tempi in seno al Consiglio.
«Ho deciso di porre fine alla mia esperienza nella formazione politica App Dem, nata all’interno del Partito Democratico, le cui istanze ho cercato di rappresentare anche in qualità di capogruppo, perché ritengo che oggi le vicende interne al Pd locale si siano evolute in una direzione che non consente più la realizzazione degli obiettivi che il gruppo si poneva o quanto meno non ritengo che ci siano più percorsi che ci possano accomunare.
App Dem nasceva anche come gruppo consiliare per rappresentare all’interno della maggioranza una visione critica e costruttiva rispetto all’azione amministrativa, con l’ambizione di provare a riportare la politica all’interno delle scelte amministrative, alla luce del totale tecnicismo dell’esecutivo, che ha relegato la politica e i suoi rappresentanti eletti a un ruolo subalterno e puramente formale.
Un tecnicismo il più delle volte solo formale – prosegue Picciarelli – visto che, nel tempo, la Giunta tecnica ha assunto una connotazione sempre più politica, ma di certo non rappresentativa della collettività ruvese perché non espressione dell’esercizio del libero voto esercitato dalla comunità ruvese. Più volte abbiamo provato come App Dem a suggerire percorsi di connessione con la politica, ma sino a oggi, chi dal primo momento ha assunto il ruolo di leader della coalizione non è ancora riuscito a fare sintesi, non da ultimo il percorso politico avviato e mai concluso scaturito dalle dimissione della consigliera Turturo, come se ignorare o cancellare chi a questa esperienza politica ha contribuito sin dalla fase gestazionale, servisse a ricomporre».
A questo proposito, un esempio è il mancato coinvolgimento nella predisposizione di azioni di contrasto al gioco d’azzardo, in discussione nell’assise di ieri. Picciarelli ricorda come abbiano già affrontato questo tema sin dal 2016. Non solo: avendo molti contatti nel settore per ragioni professionali, ha saputo che le associazioni di categoria, tra cui la Sapar presieduta da Domenico Distante, hanno chiesto incontro con l’Amministrazione, ma molti consiglieri non ne erano a conoscenza. Si tratta di materia delicata tanto che auspica una discussione approfondita sul Regolamento che presenta criticità.
«Esattamente il contrario, lunghi silenzi e rinvii delle questioni in politica sono estremamente dannosi. Mi auguro di non dover assistere a una ulteriore mortificazione di natura politica.
In questi anni abbiamo vissuto la condizione di ingabbiamento e immobilismo, tra la legittima volontà di libera espressione e pensiero di ciascuno e il dovere politico di sostenere una maggioranza che spesso non ci ha visti coinvolti perché non allineati alla visione proposta dall’attuale tecnocrazia oligarchica.
Conosco bene quanto arduo e faticoso sia il compito di comporre visioni per averlo vissuto e attuato negli anni in qualità di coordinatrice locale della sezione del Pd, cercando sempre di anteporre l’interesse del collettivo a quello del singolo o di singoli gruppi. Per questo ho tentato negli anni di questa esperienza amministrativa, in tutti i modi, di offrire il mio contributo al raggiungimento di una composizione leale e critica della maggioranza.
Nonostante i mie sforzi avverto distanza tra una consistente fascia di ruvesi e l’Amministrazione Comunale, oltre che diversità di vedute, oggi incolmabili, anche all’interno di AppDem (il cui unico rappresentante consiliare è, ora, Francesco Summo, nda).
Tutto questo mi porta ad assumere una posizione di distacco dal gruppo consiliare che sinora ho rappresentato in questo contesto, aderendo, come dicevo in premessa, a “Italia in Comune”, una formazione politica che trae dall’esperienza sul campo la propria forza e che saprà sicuramente mettere a disposizione della locale sezione e del suo rappresentante in consiglio il bagaglio di esperienze che accoglie in sé.
Il mio senso di responsabilità mi porterà a discutere e ad approfondire con la forza politica che da oggi rappresento i provvedimenti che saranno posti nell’agenda politica. Sosterrò solo provvedimenti discussi collegialmente, anche con il partito che oggi rappresento e non già decisioni monocratiche o giuntali di rilevanza politica.
Sarà mia cura comunicare ai referenti politici rappresentati e non, in questa assise, il riferimento sul territorio di Italia in Comune».
Alla domanda provocatoria del consigliere Antonello Paparella (Forza Italia) se Picciarelli è in maggioranza o no, la Consigliera replica che sarebbe strano, per lei, sedersi dalla parte opposta a quella in cui si trova ora, per cui lei non contraddirà al proprio sentire politico.
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