Consiglio comunale live. Ottombrini: «Ho bisogno di parlare con la città»

La Redazione

Quasi tre ore di preliminari dedicati alla vicenda dei 92 avvisi di garanzia. Alle 12.45 la seduta si aggiorna a data da destinarsi. Restano da discutere gli ultimi quattro punti all'ordine del giorno

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Alle 8 di questa mattina è fissata la convocazione del consiglio comunale. Visto le recenti questioni relative ai 92 avvisi di garanzia, tutto lascia supporre che diverso tempo verrà speso per gli interventi preliminari.

RuvoLive.it garantirà la diretta testuale degli interventi dei consiglieri comunali.

Di seguito l’ordine del giorno completo:

1. Approvazione verbale di seduta del  consiglio comunale del  29 gennaio 2014.

2. Approvazione verbale di seduta del  consiglio comunale del  07 febbraio  2014.

3. Servizio di spazzamento, raccolta e trasporto rifiuti solidi urbani – approvazione carta dei servizi.

4. Integrazioni al protocollo d’intesa con la soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per la provincia di Bari in merito all’applicazione del nuovo regolamento per l’occupazione temporanea e pluriennale  del suolo pubblico, mediante l’allestimento di dehors annessi ai pubblici esercizi di somministrazione e di strutture per l’esposizione di merci.

5. Adesione all’iniziativa “dichiariamo illegale la povertà”, argomento rinviato nella seduta dello scorso 29 gennaio.

6. Ordine del giorno presentato dal consigliere comunale Francesco Summo,  del partito democratico in ordine all’adesione al manifesto dei sindaci a contrasto del gioco d’azzardo.

7. Interrogazione dei consiglieri comunali Giovanni Mazzone e Matteo Paparella, prot. n. 1396 del 21 gennaio  2014  per conoscere quali siano le motivazioni del ritardo della messa a disposizione del parere di competenza del collegio dei revisori dei conti sulla delibera di consiglio comunale n.64 del 12/12/2013.

8. Interrogazione dei consiglieri comunali Giovanni Mazzone e Matteo Paparella, prot. n. 1397 del 21 gennaio  2014  per conoscere: le motivazioni poste a base della sospensione dei lavori della villa di piazza Dante; la norma invocata nel verbale di sospensione; quale attinenza abbia tale norma con il patto di stabilità.

9. Interrogazione dei consiglieri comunali Giovanni Mazzone e Matteo Paparella, prot. n. 1420 del 22 gennaio  2014  per conoscere in riferimento al contenuto delle note datate 24 e 27 dicembre 2013 ed inviate al collegio dei revisori dei conti così come richiamate nelle delibere di giunta comunale n.335-336-337-338-339-340-341 del 27 dicembre 2013 di approvazione degli schemi accordo inerenti gli espropri, il motivo della consultazione espressa dal presidente del collegio dei revisori dei conti in luogo del parere obbligatorio e preventivo.

10. Interrogazione dei consiglieri comunali Cantatore Claudio e Paparella Antonio prot.  n. 3197 del 13 febbraio  2014  per conoscere quali iniziative intende intraprendere l’amministrazione comunale circa l’installazione delle antenne di telecomuniucazione mobile umts.

 

La diretta:

Ore 8.45: La sala consiliare è ancora deserta.

Ore 9.20: Il presidente del consiglio Francesco Catalano inaugura la seduta con un minuto di silenzio in ricordo dei martiri delle foibe.

Si prosegue con l’appello. In aula 14 presenti. Assenti: Claudio Cantatore (Forza Italia) e Vito Cantantore (indipendete).

Ore 09.23: Si dà lettura alla lettera di dimissioni del revisore dei conti che ha scelto di svolgere il suo incarico in comune a lui più vicino territorialmente. Al momento quindi il comune di Ruvo non ha il revisore dei conti.

Ore 9.25: Inizia il dibattito prelimiare. Il primo a chiedere la parola è il capogruppo del Pd che esprime la sua fiducia nei confronti della magistratura: «Questa vicenda ha una valenza politica l’opinione pubblica ha avuto diverse reazioni. Il presupposto è che siamo persone per bene che mai hanno anteposto l’interesse personale a quello pubblico.

Mettere il comune nelle mani di un commissario prefettizio significherebbe lasciare il comune in balia delle onde  andiamo avanti a testa alta sicuri della nostra buona fede è stata offesa la dignità di una intera comunità e prodotta una ferita sociale difficilmente rimarginabile.

Renderemo pubblici tutti gli atti di cui saremo in possesso affinché ognuno possa farsi la propria idea sulla questione».

Ore 09.30: Prende la parola Paparella: «Il consiglio comunale che esprime il volere del popolo non può dipendere da altri poteri è garantito dalla costituzione è giusto che chi sbaglia paghi, tra i politici così come tra i magistrati.

Mi aggrego all’unitarietà del consiglio comunale perché se ci sono delle responsabilità, queste dovranno riemergere. Propongo un incontro con i capigruppo per affrontare la questione.

La nostra città non può passare alla storia per un intreccio di malaffare che non ci appartiene.
Vorrei evidenziare che chi si candida come amministratore non lo fa per raggiungere un obiettivo di carattere economico, ma per passione ed assiduità politica  e per lavorare nell’interesse della città.

Passo poi ad un altro punto, quello della qualità dell’azione governativa. Questione debito relativo al pagamento di fatture arretrate: oltre 240mila euro di debito fuori bilancio. Se sono state impegnate delle somme è perché ci sono state delle determine fatte in precedenza dai dirigenti.

Questa spesa poteva essere utilizzata ad esempio per la copertura delle buche stradali. La politica deve assumersi delle proprie responsabilità  ma se queste vanno attribuite ad altri ordini, è giusto che se ne parli in consiglio. Diamo il tempo al nuovo assessore per occuparsi della chiarezza di questo provvedimento».

Ore 9.53: Il presidente Catalano si complimenta per i due interventi e plaude all’iniziativa di un incontro dei capigruppo.

Ore 9.57: Prende la parola il consigliere Di Modugno che chiede che venga letta la lettera scritta a sua firma.

Ore 10.00: A leggerla è il presidente del consiglio. Nel testo si fa riferimento ad una gestione politica non trasparente del territorio e si chiede di tornare al voto. Di seguito parte della lettera:

«Noi non vogliamo né additare colpevoli prima degli esiti demandati alla Magistratura, né sminuire i fatti. Ma le responsabilità politiche che emergono non si possono evitare o nascondere.

Chiediamo invece, a partire da una autocritica sia dei rappresentanti istituzionali che del Partito nelle proprie relazioni con la maggioranza dell’amministrazione Ottombrini e per il rispetto che abbiamo per il principio di rappresentanza democratica, che tutte le forze politiche presenti in consiglio comunale esprimano un atto di coraggio e di responsabilità e rimettano il loro mandato nelle mani dei cittadini elettori ai quali devono rispondere. 

Chiediamo pertanto a tutti i consiglieri di concordare lo scioglimento di questo Consiglio comunale e che al più presto si arrivi alla convocazione di un Consiglio straordinario e monotematico – che richiederemo formalmente al Presidente – per discutere di questa proposta, previo accordo tra i capigruppo – entro e non oltre la prima settimana di marzo nelle ore pomeridiane».

Ore 10.05: Riprende la parola Di Modugno che si rivolge al segretario generale e chiede «perché è stata concessa la raccolta delle olive ad una cooperativa non autorizzata».

A seguire la sua attenzione si sposta «sulla questione dell’asilo Walt Disney in cui ci sono condizioni igieniche che non tengono in sicurezza i bambini che lo frequentano.

Come genitore mi sento in dovere di denunciare se non si procede alla riqualificazione dei luoghi. E sono consapevole che questo potrebbe anche comportare la chiusura della scuola».

In ultimo Di Modugno fa riferimento ad un’altra situazione di cui, dice, di essersi vergognato: «Non è possibili che non ci siano soldi per il carburante di un pulmino e lo straordinario all’autista per riportare i bambini dal teatro a scuola. Non è ammissibile che vengano messi a rischio facendoli andare a piedi su strade poco sicure»

Ore 10.15: Interviene il consigliere Olivieri (Pd): «Le indagini non cambieranno la nostra condotta politica. Saranno anzi uno sprone ad intensificare la nostra attività politica per il bene della cittadinanza. Direi a molti blogger che o sono capaci di portare migliaia di persone in piazza a chiedere le nostre dimissioni, o abbiano la bontà di tacere.

Ricordo la proposta di Paparella in merito ad una commissione di inchiesta: questa amministrazione si è opposta dando per scontata la buona fede di tutta la macchina amministrativa».

Ore 10.20: Chiede la parola il consigliere Mazzone (Patto per la città): «Vorrei dire a sindaco e segretario che ci sono richieste di accesso agli atti non soddisfatte da oltre 40 giorni. La riorganizzazione del sito è un’altra priorità. Chiedo l’elenco aggiornato settimanalmente delle delibere.

Siamo fiduciosi che nel giro di pochi giorni la magistratura faccia luce su questa brutta vicenda e che la verità verrà fuori: abbiamo le mani pulite e altro che scioglimento del consiglio! Siamo qui ad operare per il bene della città».

Ore 10.29: Interviene il consigliere Camerino (indipedente): «Mi auguro che questa storia arrivi alla sua conclusione il prima possibile. Dobbiamo riflettere sul grave danno d’immagine della nostra città. Per un attimo Ruvo mi è sembrata la Palermo amministrata da quel mafioso di Ciancimino.

Per i comuni limitrofi siamo sempre stati un comune modello. Non so per quanto potremo ancora vantarcene. A partire da stamattina dobbiamo mettere il piede sul’acceleratore per realizzare i punti programmatici per dare una svolta decisiva a questo comune».

Ore 10.40: Interviene l’ex sindaco Matteo Paparella (Patto per la città): «Dal 1985 Ruvo è sempre contraddistinta come un comune sano, dove non si pagavano tangenti e non se ne pagano tuttora, ma è a volte una comunità un po’ turbolenta, schizofrenica, ipocrita.

Ultimamente ho patito diversi episodi incresciosi. Il primo messaggio che voglio dare è che la verifica della magistratura fa bene alle persone per bene. Chi è ed è definita “persona per bene” non deve averne nessun timore. La verifica non è sinonimo di condanna.
Gli amministratori di entrambe le parti non devono avere alcun tipo di preoccupazione.

Mi sono prodigato per suggerire un’azione di coordinamento perché non basteranno pochi giorni. Ho avuto l’impressione che sia il segretario che l’ingegner D’Ingeo hanno rassegnato le dimissioni per evitare di essere coinvolti diversamente nella reiterazione di un determinato reato. Per questo noi ribadiamo la disponibilità a discutere seriamente.

È chiaro che il giudizio politico sarà dato dalla comunità. Se sarò chiamato dal magistrato dirò che quei consiglieri non c’entrano perché non tempestivamente allertati da chi ha il dovere di farlo.

C’è un brutto precedente che io dichiarerò, perché il compito del consigliere è molto delicato.

Chiudo dicendo che la maggioranza continua a sbagliare se dimostra di avere timore dei giudizi e del fango gratuito e fuori luogo, perché se il dialogo avviene nella sede giusta e con gli interlocutori giusti, effettivamente si può e si deve ripartire.

Ribadisco l’invito ad essere prudenti e ad aprire un vero dialogo che deve partire dalla riorganizzazione degli uffici perché la nostra comunità non può sopportare due anni e mezzo di inerzia che potrebbero rivelarsi devastanti».

Ore 11.07: Interviene Biagio Mastrorilli: «Mi sento tirato in causa ed emotivamente coinvolto perché quando si dedicano non meno di 19 ore al giorno per un certo tipo di lavoro, sentirsi accusato dall’opinione pubblica in un certo modo è disumano.

Avevo un’idea della magistratura molto prossima a quella di Antonio Paparella, perché per motivi professionali spesso opero nello stesso ambiente. Tuttavia, dopo aver letto l’avviso di garanzia, le prime note ed i motivi che hanno dato inizio a questa vicenda, mi sono reso conto che la magistratura non poteva far altro che iniziare ad indagare sulle cose che le venivano denunciate.

Spero che si accertino i fatti con pacatezza, serenità ed equilibrio. Se la magistratura avesse dato conto a ciò che le è stato riferito, i fatti contestati sarebbero rientrati sotto ben altri articoli del codice penale. Tutti i provvedimenti che ho portato in consiglio e in giunta sono stati pensati in assoluta buona fede.

Resto profondamente convinto della bontà e della legittimità degli atti che ho portato in consiglio comunale. Io sono una persona trasparente ed onesta. I suddetti atti sono a volte stati approvati all’unanimità del consiglio. Mi fa piacere che da tutte le parti politiche sia emersa la solidarietà.
D’ingeo è una persona estremamente scrupolosa e sono certo che se ha dato l’approvazione ad un progetto non ci può essere nulla di sbagliato.

Non si può etichettare come mafiosi gli amministratori di Ruvo di Puglia. Dico al sindaco che bisogna andare avanti a testa alta perché sarà il cittadino a giudicare la nostra attività di amministratori».

Ore 11.26: Arriva l’attesa risposta del sindaco Ottombrini: «Non avevo intenzione di intervenire, ma il dibattito sullo spiacevole argomento mi obbliga a farlo.

Quello che mi ha turbato maggiormente è l’idea che la nostra città possa essere infangata da accuse che non ammetto assolutamente. Non ho mai avuto l’intenzione di dimettermi perché sono una persona onesta al duecento per cento. In città si sta perpetuando un clima intimidatorio. Questo non lo ammetterò mai. Solo persone con la mente in tilt possono pensare queste cose.

A breve avrò la necessità di parlare davanti alla città.

Pubblicheremo tutte le denunce ricevute perché non abbiamo nulla da nascondere, non abbiamo mai pensato di avvantaggiare nessuno né di metterci qualcosa in tasca, anzi ci abbiamo rimesso.

Molte persone mi hanno manifestato la propria stima e mi hanno invitato a non demordere e a non cedere alle provocazioni di alcuni serpenti che offendono la dignità della nostra città. Non pensavo che qui si potesse arrivare a tali bassezze.

Diamo la nostra disponibilità alla magistratura perché sono convinto che la verità assoluta verrà a galla. Mi dispiace maggiormente per i consiglieri che con grande impegno si sforzano di offrire nuove proposte per i comparti più in difficoltà della nostra città».

Brusio in aula. Sentitosi chiamato in causa Matteo Paparella dice fuori microfono al sindaco: «Sono da sempre un tuo tutor».

Scusandosi per il malinteso, Ottombrini riprende: «Voglio esprimere la mia più sentita solidarietà nei confronti dell’intera città e vorrei che si allentassero i toni della politica che oggi superano i confini della regolarità e del rispetto. Senza rispetto salta la civiltà. Non c’è bisogno di trincerarsi dietro un blog.

Tutto ciò non fa male solo a Ruvo, ma anche all’intera società. Non dobbiamo agire in questo modo se vogliamo davvero cambiarla nel nome della concretezza. Concludo chiedendo di creare un clima di maggiore fiducia e augurando buon lavoro a tutti».

Alle 11.45 si avvia la trattazione dei punti all’ordine del giorno.

Ore 11.47: approvato all’unanimità il primo punto, il verbale di seduta del  consiglio comunale del  29 gennaio 2014.

A seguire, il punto 3 è stato approvato con 10 voti a favore e 4 contro. Passa anche il punto 4 con 9 favorevoli e 4 contrari. Ritirato il punto 5 e approvato all’unanimità il 6.

La seduta si aggiorna a data da destinarsi.

 

Nel pomeriggio ulteriori precisazioni al dibattito della seduta.

 

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