Congresso Ds: Michele Scardigno è il nuovo segretario

Il nuovo direttivo caratterizzato dal rinnovamento generazionale e dalla rilevante presenza femminile.
Importanti novità nei Democratici di Sinistra di Ruvo, a seguito del congresso cittadino celebrato lo scorso fine settimana. Luca Crispino ha lasciato la segreteria del partito per sopraggiunti impegni istituzionali (è Assessore nella Giunta Stragapede) e per meglio ricoprire l’incarico di responsabile della zona Bari-nord in seno alla segreteria provinciale della Federazione di Bari dei DS.
Il congresso dopo un intenso e costruttivo dibattito impostato sulla relazione del segretario uscente, e concluso dall’autorevole intervento del segretario provinciale dei DS in Terra di Bari, on. Giuseppe Rossiello, ha eletto li nuovo direttivo e il nuovo segretario nella figura del consigliere comunale Michele Scardigno.
Il direttivo si compone di 21 membri elettivi più due di diritto (Crispino e l’assessore Basile) e si è caratterizzato su due elementi distintivi: rinnovamento generazionale (forte presenza di under 30) e presenza femminile rilevante (7 componenti). Un dato storicamente rilevante per la sezione di Ruvo che testimonia il lavoro fatto in questi anni per aprire la sezione a nuova militanza.
Iscritti e dirigenti si sono trovati concordi sul fatto che quella appena eletta, si tratterà di una segreteria di transizione che traghetterà la sezione verso il congresso nazionale che si consumerà nei prossimi mesi e che riguarderà come noto la discussione sul partito democratico.
Sono stati molti gli spunti di dibattito offerti dalla relazione di Luca Crispino. Abbiamo scelto di riportarvi per intero la parte relativa all’analisi sull’attuale Amministrazione comunale.
«L’amministrazione della città nella quale siamo impegnati da pochi mesi raccoglie pesantissime eredità determinate non solo da una brutta amministrazione di centro-destra ma anche da un lungo periodo di commissariamento che ne è seguito. La città si è fermata, la cosa pubblica è stata gestita con improvvisazione e nell’ottica dell’interesse immediato che spesso sottintendeva interessi di tipo particolare. Questo modo di concepire l’azione amministrativa ci mette oggi in una difficoltà aggiuntiva. Non dobbiamo solo attuare un programma ambizioso e per il quale abbiamo chiesto il voto dei cittadini ma dobbiamo anche correggere gli “errori” commessi nel passato, errori che spesso hanno lasciato pesanti ipoteche e ingenti cambiali che puntualmente vengono messe all’incasso. Per fare questo è indispensabile concentrarci su un metodo nuovo di governo.
Nel nostro programma scrivevamo “Siamo convinti che per governare Ruvo è necessario, in primo luogo, amarla e comprenderla. Ruvo è una città particolare, ha un’identità forte ed originale che si è formata nel corso dei secoli”. Questo rivendicare la nostra preziosa eredità civica e culturale deve essere, a mio avviso, considerata come risorsa necessaria per aprirsi al confronto ed alla collaborazione in primo luogo con le altre realtà territoriali e locali con i quali condividiamo affinità progettuali, culturali e di sviluppo. Scontiamo oggi una politica di individualismo conservatore che ha generato un pericoloso isolazionismo. Non è chiara difatti la collocazione di Ruvo nei piani e nei programmi di sviluppo che negli ultimi anni hanno caratterizzato la programmazione negoziata e la conseguente catalizzazione dei fondi europei sul nostro territorio.
Abbiamo raccolto le briciole perché non abbiamo saputo essere protagonisti del nostro sviluppo e del futuro. I pilastri della nostra azione di governo sono scritti nel nostro programma e sono in grossa sintesi:
Il diritto alla casa connesso ad una sviluppo edilizio sostenibile.
Il ripristino di una rete sociale in grado di prevenire il disagio in una logica di intervento integrato.
Il miglioramento della macchina amministrativa e il suo ammodernamento.
L’attivazione di un percorso in grado di innescare meccanismi virtuosi per valorizzare le risorse turistiche e ambientali a vantaggio di uno sviluppo sostenibile ed eco-compatibile.
Sinergia e lavoro in rete sono a mio avviso l’unica ricetta vera per attuare le nostre priorità programmatiche.
Sinergia territoriale per recuperare il terreno perso negli anni passati e una attenzione particolare ai meccanismi di aggregazione di area vasta sono lo strumento in grado di favorire lo sviluppo del nostro territorio agganciando il programma comunitario 2007-2011: l’ultimo treno verso la competitività che la comunità europea ci metterà a disposizione. Sinergia tra i settori e multidisciplinarietà, solo se saremo in grado di pensare all’amministrazione come in termini di programmazione intersettoriale potremo vincere la sfida del buon governo.»
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