Condotta sottomarina di Torre Calderina, la Regione ha avviato una consultazione pubblica

La Redazione

Inchiesta per la valutazione dell’impatto ambientale dell'eventuale scarico dei reflui depurati dei Comuni di Bisceglie, Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi

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Il Servizio Ecologia dell’Area Politiche per la Riqualificazione, la Tutela e la Sicurezza Ambientale e per l’Attuazione delle Opere Pubbliche della Regione Puglia ha convocato ieri le Amministrazioni comunali, le associazioni ambientaliste, i sindacati e le organizzazioni imprenditoriali per una “inchiesta pubblica” nell’ambito della procedura per la valutazione dell’impatto ambientale della condotta sottomarina di scarico dei reflui depurati dei Comuni di Bisceglie, Corato, Molfetta, Ruvo e Terlizzi. L’impianto dovrebbe sorgere in località Torre Calderina, nel territorio di Molfetta.

L’inchiesta pubblica, così come definita dal dirigente regionale responsabile, è disposta per l’esame dello studio ambientale, dei pareri forniti dalle pubbliche amministrazioni e dalle osservazioni dei cittadini.

La consultazione, precisa ancora il dirigente regionale, si concluderà con una relazione sui lavori svolti e un giudizio sui risultati emersi, da acquisire e valutare ai fini del provvedimento di verifica di assoggettabilità a valutazione dell’impatto ambientale.

Alla condotta sottomarina nella località Torre Calderina si è da sempre opposto il Movimento 5 Stelle, che ha accompagnato il suo no alla contro-proposta di adeguare gli impianti di depurazione per il riutilizzo agricolo o industriale delle acque reflue, «così da recuperare la preziosa risorsa idrica – hanno dichiarato i pentastellati in una delle tante iniziative sulla vicenda – e mettendo fine all’inquinamento irresponsabile e criminale del suolo e del mare con reflui non correttamente trattati e, quindi, nocivi per l’ambiente e la salute».

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