Condotta sottomarina di Torre Calderina, i grillini: «C’è chi dice no e propone alternative»

La Redazione

I meetup di Bisceglie, Molfetta, Ruvo, Corato e Terlizzi vogliono informare la cittadinanza sui rischi e sulle problematiche legate al collettamento dei reflui delle cinque città

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È partita l’iniziativa #notubTorrecalderina, condivisa dai meetup di Bisceglie, Molfetta, Ruvo, Corato e Terlizzi per informare la cittadinanza sui rischi e sulle problematiche legate al collettamento, tramite condotta, dei reflui dei cinque comuni nel mare tra Bisceglie e Molfetta e, scrivono i grillini, «sulle valide alternative a questo disastroso progetto».

«Questa condotta – scrivono i cinque meetup – è un progetto totalmente enucleato dai programmi di misure di mantenimento e risanamento ambientale di cui alla legge 190/2010 che fra dicembre di quest’anno e marzo dell’anno prossimo pone importanti scadenze agli enti competenti. Enti che a questo punto dovranno ritenersi inadempienti nei confronti dell’intera cittadinanza dei Comuni coinvolti e di tutta la Regione che, puntualmente, risponde più volte con soldi propri, prima versando gli oneri in bolletta, poi impegnando risorse della collettività alle procedure di infrazione della comunità europea per la mancante e insufficiente depurazione dei reflui, senza trascurare i bagni di “salute” nei periodi vacanzieri».

Cittadini tra i cittadini, in forza dei principi di #precauzione, #prevenzione e #chiinquinapaga, torneranno sui temi della depurazione dei reflui urbani e industriali, delle potenzialità enormi di un loro riuso, dello stop agli scarichi abusivi in mare e dello stato di salute delle nostre coste e del nostro territorio, caratterizzato da scarsità d’acqua e aumento della salinità.

«Tutto ciò è necessario ad evitare che esploda un conflitto tra la realizzazione di grandi inutili opere pubbliche e la tutela di salute e ambiente che, invece, dovremmo soltanto migliorare – proseguono i grillini -. Non staremo a guardare un’opera progettata per convogliare in mare aperto ogni giorno 60mila tonnellate di reflui urbani senza render conto delle propedeutiche necessità di offrire alla cittadinanza le garanzie di un’eccellente depurazione, nè resteremo a guardare l’impatto drammatico sul territorio (dall’habitat marino a quello costiero, finanche alle insinuazioni in falda) con un’esposizione a danni tanto certi quanto inquantificabili alla salute pubblica, all’indotto turistico, alle attività di pesca e, indirettamente, anche a quelle agricole».

I numeri sono chiari: cinque Comuni, 210mila cittadini coinvolti, un costo stimato di 20 milioni di euro pubblici, 60mila tonnellate di reflui urbani al giorno, un sito di importanza comunitaria violato, e almeno dieci chilometri di aree costiere gravate dall’impatto ecoambientale.

«Si invitano i cittadini a tenere alta l’attenzione per le generazioni che verranno e a prendere parte alle numerose occasioni di incontro e confronto che gli attivisti dei meetup di Molfetta, Bisceglie, Corato, Ruvo e Terlizzi porteranno tra le strade nelle prossime settimane per una nuova operazione di #fiatosulcollo sulle “disattenzioni” (?) degli amministratori», concludono.

Per info sulle attività in programma si può inviare una mail all’indirizzo notubtorrecalderina@yahoo.com.

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