Condanna a sei mesi per molestie
E’ accaduto ad un ruvese che aveva perso la testa per la donna del suo amico
Uno cosiddetto “di famiglia” o presunto tale, s’infatua della moglie del suo migliore amico. L’infatuazione diventa ossessione, poi molestia.
Così, dopo 6 annni, Maurizio, questo è il nome del molestatore, è stato condannato dal tribunale di Ruvo a 6 mesi di reclusione, con obbligo di risarcimento pari a 700 euro.
La storia “a luci rosse” è cominciata nel 1998. Secondo le dichiarazioni rilasciate dalla donna, pure nei dettagli, nel corso dell’udienza, le molestie sarebbero durate diversi mesi, “connotati anche da altre azioni perniciose diverse dalla molestia”.
La deposizione della signora contro l’assenza di prove da parte del “pervertito”, utili a confutare la tesi accusatoria. Ogni particolare raccontato dalla donna è stato ritenuto dalla Suprema Corte, attendibile e ogni offesa ricevuta credibile. Nessuno scampo per l’uomo: netta la responsabilità penale.
Per l’uomo dai bollenti spiriti sarebbe scoppiata una pervicacia ossessiva – spiega la sentenza- scaturita dal desiderio irrefrenabile di “avere una relazione sentimentale con la donna, senza che la stessa, per altro sposata, dimostrasse alcuna disponibilità in merito”.
Una passione, dunque, rivolta attraverso molestie, con telefonate scabrose, a forte contenuto “hard” che prospettavano prestazioni sessuali offensive. E, poi, e, qui arriva il colpo di grazia, tante lettere anonime rivolte alla madre e al marito della vittima, che volevano lasciar intendere l’effettivo coinvolgimento della donna in questa pseudo-relazione.
Tanta immaginazione, che ha comunque comportato la diffamazione di una persona, effettivamente estranea ai fatti, come il Tribunale stesso ha dimostrato e confermato.
In tutta questa storia, per altro, nessuno sembra essere stato esentato da rogne, moglie del molestatore compreso. Infatti, insieme a tutti i componenti delle famiglie coinvolte, sono stati interrogati anche altri due testimoni vicini, all’epoca della storia.
Ci sono voluti anni, ma alla fine la verità è venuta a galla e la giustizia ha fatto il suo corso.
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