Concluso “se una sera d’estate… un viaggiatore”.

A colloquio con con Rosangela Bellifemine.
Si è parlato molto, in questi giorni, dell’andamento di questa estate a Ruvo. Tra apprezzamenti e critiche non sempre costruttive, siamo arrivati a metà agosto.
Volgendo lo sguardo indietro analizziamo una delle iniziative più originali e riuscite di questo anno: “se una sera d’estate… un viaggiatore”.
Con nudosceno si è concluso il tour nei bar e pub più noti del centro storico, di un viaggio culturale per le strade del nostro paese.
Il 3 agosto, presso la libreria l’Agorà e il bar Il Monello, l’ultimo incontro ha avuto davvero un forte riscontro, sarà perché dopo cinque romanzi dai generi più vari, è questo l’unico libro di poesie, sarà perché c’era la voce di Francesco Tammacco che recitava le liriche di Vincenzo Mastropirro, sarà perché il connubio tra musica e poesia, unione arcaica e dal forte impatto emotivo, ha saputo affascinare gli astanti.
Infatti Silvia Mastropirro all’arpa celtica, Gianluigi Caldarola al clarinetto e lo stesso Vincenzo Masropirro che nasce musicista e che approda successivamente alla poesia, allietano la serata accompagnando con le note, le parole.
Parlando un po’ con Rosangela Bellifemine…Com’è andata l’iniziativa nel suo insieme? Cosa ne pensi?
E’un’esperienza sicuramente positiva. Certo essendo la prima volta sia per noi libreria l’Agorà che per la città di Ruvo ci sono tante piccole cose che avremmo potuto strutturare meglio, ma sai, con il senno di poi… sicuramente abbiamo raggiunto l’obbiettivo principe che era quello di avvicinare gente estranea alla libreria nel mondo particolare dei libri.
Un mondo di nicchia?
No! Non sono del parere che questo sia un mondo di nicchia, o meglio, l’evento sicuramente non è stato di nicchia, perché molta gente era incuriosita da ciò che abbiamo realizzato per strada. Fare questa iniziativa nei pressi dei bar ci ha resi meno inavvicinabili, sicuramente più raggiungibili. Giocava a nostro favore l’estate e un paese molto bello. Ruvo è bella tutta quanta. Non abbiamo cercato posti o scorci particolari. I marciapiedi grandi, i viali alberati, le chianche… tutto ha fatto da cornice naturale.
Ma la libreria ha un po’ la nomea di essere un posto esclusivo,diciamo quasi “d’èlite”, da intellettuali.
Viene concepito così solo perché la gente parte con i pregiudizi e gli schemi mentali. Io credo che sia solo un fatto di preconcetto. È questa la cosa bella di “se una notte d’estate… un viaggiatore”; essendo per strada si fermavano un po’ tutti, incuriositi, e la curiosità porta alla conoscenza!>>
Parliamo di ciò che non è andato, di quello che c’è da migliorare
L’informazione. È necessaria. Bisogna trovare dei modi innovativi per promuovere le iniziative. Buone sono state le risposte mandando e-mail, e anche gli articoli su RuvoLive.it hanno avuto un certo riscontro. Poco invece funzionano i manifesti. La gente non li legge. Più efficaci abbiamo trovato i segnalibri con il programma stampato. C’è bisogno di informazione precisa e diretta. C’è bisogno di maggiore visibilità.
In definitiva non possiamo che migliorare, e si pensa ad una seconda edizione per l’anno prossimo, con i dovuti miglioramenti e accorgimenti. Gli autori invitati sono stati molto entusiasti e soddisfatti. Desidererei coinvolgere e rendere più partecipi gli stessi bar che ci hanno ospitato, ci vuole collaborazione da parte di tutti. Molto abbiamo ricevuto dalle associazioni che hanno partecipato all’avvenimento, ma di certo si può fare di più.
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