Comparto K, il centrodestra: «Democrazia chiusa a chiave»

I consiglieri comunali denunciano la mancata convocazione del consiglio comunale, entro i termini del relativo regolamento, per discutere e votare sulla proposta di deliberazione presentata lo scorso 30 aprile

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I consiglieri comunali di centrodestra tornano, attraverso una nota, sull’annosa vicenda del comparto K.

«Sono scaduti i 20 giorni previsti dall’art. 10, comma 14, del Regolamento di funzionamento del Consiglio Comunale, entro i quali il Presidente del Consiglio avrebbe dovuto convocare la massima assise cittadina per discutere e votare la proposta di deliberazione presentata il 30 aprile dai Consiglieri Comunali di centrodestra sulla questione riguardante il Comparto K. Un obbligo, non una facoltà discrezionale!

Ad oggi, però, nessuna convocazione. Nemmeno della Conferenza dei Capigruppo. Segno dell’ennesima violazione regolamentare chiara, grave e politicamente indecorosa. L’ennesima pagina di arroganza istituzionale e di totale disprezzo delle regole democratiche.

Del resto, comprendiamo il disagio di questa maggioranza dinanzi alle 29 pagine della sentenza TAR Puglia n. 438/2026, che rappresentano un atto durissimo e inequivocabile sulla gestione degli ultimi 10 anni della vicenda del Comparto K. Ma il Consiglio comunale non può essere “chiuso a chiave” per evitare il confronto politico-istituzionale e la risoluzione di una problematica che riguarda cittadini, famiglie, proprietà private e il futuro urbanistico della città.

Speriamo che ci sia, almeno da parte di qualche consigliere di maggioranza, un sussulto democratico insito, almeno a loro dire, nella loro cultura politica che possa nel breve periodo assicurare il normale confronto democratico. A costoro vogliamo ricordare che Statuto e Regolamento Consigliare rappresentano la nostra piccola Costituzione. Purtroppo chi dovrebbe farle rispettare, il Presidente del Consiglio, sia nelle parole, sia nei fatti che negli atti, si comporta in questa circostanza in maniera inadeguata, vestendo una maglia anziché essere arbitro.

La città merita trasparenza, serietà e rispetto delle istituzioni. E soprattutto merita amministratori che abbiano il coraggio di assumersi le proprie responsabilità».

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