Comparto A, firmato l’accordo transattivo

La Redazione

I proprietari dei suoli hanno accettato una riduzione dell’indennità e il Comune ha concesso alle cooperative la proprietà dei terreni. Caterina Montaruli: «Nel 2016 i ruvesi si sono svegliati con un milione di debiti in meno»

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Nei giorni scorsi è stato compiuto un importante passo avanti nella soluzione del mastodontico problema dei comparti, che da anni tiene il Comune di Ruvo di Puglia sull’orlo del dissesto. Una nuova transazione siglata tra l’Ente, i proprietari dei suoli e le cooperative edilizie ha infatti messo la parola fine ai contenziosi del comparto A. L’accordo, conclusosi con la soddisfazione di tutte le parti, ridurrà l’indebitamento del Comune di circa un milione euro.

La questione, particolarmente complessa, risale al 1997, quando si tentò di espropriare una superficie di poco più di21mila metri quadrati, pari alla metà dell’intero comparto e, a esproprio ancora sub judice, tre cooperative furono autorizzate a costruire otto immobili per complessivi 48 alloggi di edilizia residenziale pubblica. L’esproprio è stato annullato nel 1999 con una sentenza del Tar, confermata l’anno dopo dal Consiglio di Stato.

Nel 2012, l’attuale Amministrazione ha utilizzato l’articolo 42 bis del Testo unico degli espropri per sanare le irregolarità pregresse. E’ stato l’inizio di un difficile percorso per la definizione dell’indennizzo per i proprietari dei suoli espropriati e del rimborso dovuto dai soci delle cooperative assegnatarie al Comune.

Dopo una lunga e laboriosa trattativa, passata anche attraverso un’ulteriore sentenza del Tar, l’accordo si è concluso definitivamente e positivamente: i proprietari dei suoli hanno accettato una riduzione dell’indennità a loro spettante, mentre, per parte sua, il Comune ha concesso alle cooperative il diritto di proprietà dei terreni su cui sorgono gli immobili.

«Si tratta – ha detto la vicesindaco con delega ai Lavori pubblici Caterina Montaruli – di un risultato molto importante. Nel 2016 i cittadini ruvesi si sono svegliati con circa un milione di debiti in meno.

Questo accordo prova innanzitutto che il “mostro” (il gigantesco debito che incombe sulle teste dei ruvesi e che deriva dalla dissennata gestione di quegli espropri e dalla ostinazione di alcuni cittadini delle cooperative a non voler pagare quanto dovuto alla comunità) si può sconfiggere, basta avere determinazione e trovare interlocutori responsabili animati da spirito costruttivo.

Certo non abbiamo ancora disinnescato del tutto la bomba del dissesto, ma il rischio è ormai di molto ridotto e consegneremo alla prossima Amministrazione un debito ben più piccolo di quello che abbiamo dovuto gestire noi in questi anni, e risanabile attraverso il recupero dei crediti nei confronti dei soci delle cooperative. Il lavoro serio, tenace e paziente dei tecnici del Comune e di noi amministratori ancora una volta ha prodotto un risultato tangibile nell’interesse del paese: un altro regalo che lasciamo in dote a chi verrà dopo di noi».

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