Comitato “No biomasse”, un sit-in sul terreno dove potrebbe sorgere la centrale

Hanno partecipato numerosi cittadini contrari al progetto, dai residenti delle villette della zona tra Calendano e l’Oasi di Nazareth, agli agricoltori che coltivano i terreni circostanti
Dopo tanta pioggia, una bella giornata di sole ha accolto il sit-in organizzato ieri mattina dal comitato “Salute & Ambiente No Biomasse Corato-Ruvo” in contrada San Cristoforo, proprio sui luoghi in cui è prevista la costruzione di un impianto di produzione di energia elettrica da biomasse.
Alla manifestazione hanno partecipato numerosi cittadini contrari al progetto, dai residenti delle villette della zona tra Calendano e l’Oasi di Nazareth, agli agricoltori che coltivano i terreni circostanti, da alcuni cicloamatori sino a semplici cittadini che hanno affermato di ritenere un simile impianto «un oltraggio ad un paesaggio tra i più belli dell’agro coratino e ruvese».
I rappresentanti del comitato ed i cittadini intervenuti hanno parlato alle telecamere di TeleNorba, evidenziando «le conseguenze negative che un tale impianto avrebbe, al di là delle affermazioni dei committenti (il Molino Casillo, ndr), sul territorio, sulle persone residenti e, non ultimo, sugli interessi economici di una vasta platea di cittadini».
Il comitato ha voluto precisare che «centrali di questo tipo, dall’appeal così industriale, possono essere realizzate in qualsiasi zona agricola, proprio in un territorio, quale è il nostro, fortemente connotato da una vasta distribuzione abitativa. Rinnoviamo l’impegno ad allargare l’area dell’informazione e del consenso a questa protesta a tutta la popolazione coratina e ruvese, coinvolgendo le Istituzioni locali, le associazioni, le rappresentanze politiche.
Per aderire all’iniziativa e per qualsiasi informazione -ha sottolineato il comitato- è possibile consultare il sito web http://comitatocoratoruvo.weebly.com, contattare l’indirizzo di posta elettronica comitato.corato@gmail.com oppure rivolgersi al numero di telefono 389.4660998».
Ricordiamo che l’impianto, della potenza nominale di circa 3.2 mw, potrebbe essere realizzato dal Molino Casillo nella contrada coratina “San Cristoforo”, nei pressi della rotonda che interseca la Corato-Altamura e la cosiddetta “Rivoluzione”.
Secondo quanto affermato dall’amministratore dell’azienda, Francesco Casillo – che non per ora non ha inteso esprimere ulteriori commenti sulla vicenda, «le crusche derivanti dalla macinazione del grano -ovvero le biomasse- saranno sottoposte a digestione anaerobica, per la produzione di biogas, utilizzato per alimentare gruppi elettrogeni. Tale processo non comporta operazioni di combustione e garantirà produzione di energia ad impatto ambientale nullo».
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