C’era una volta una Ruvo pulita

Maria Tedone

I ruvesi confidano nell’operato della nuova azienda sperando che vengano raggiunti i tanti agognati obiettivi della raccolta differenziata

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“C’era una volta Ruvo città pulita” molto invidiata dai paesi limitrofi, decorata con un verde urbano ben curato e da una invidiabile manutenzione stradale. Poi il degrado che, col passare degli anni, ha preso sempre più il sopravvento fino a consegnarci una città invivibile da un punto di vista igienico. Gli appelli formulati nel corso di questi anni da tanti cittadini circa la istituzione delle cosidette “Isole ecologiche” sono andati sempre a vuoto. Bastava, infatti, collocare in prossimità dei cassonetti per la raccolta dei rifiuti solidi urbani dei contenitori realizzati con materiali ecocompatibili che raccogliessero rifiuti differenziati (vetro, carta, plastica) perché le tante buste depositate per strada non fossero sbranate da cani randagi o spazzate via dal vento. E’ mancata, quindi, una serie politica di interventi da parte della impresa appaltatrice condizionata, a volte, da un serio e mancato controllo da parte degli amministratori. Così la città è andata sempre più degradando dal punto di vista estetico e anche urbanistico a causa dello spettacolo poco gradevole offerto da quei rifiuti giacenti, a volte per lungo tempo, nelle adiacenze di cassonetti ormai insufficienti.

Ultimamente è stato sottoscritto un schema di contratto di servizio con l’A.S.I.P.U. di Corato chiamata ad espletare quei servizi di igiene urbana che ridiano alla città quel decoro che è proprio. Conoscendo i buoni risultati conseguiti nella città confinante, i ruvesi confidano nell’operato della nuova azienda sperando che vengano raggiunti i tanti agognati obiettivi della raccolta differenziata, ma devono essere gli stessi cittadini a coadiuvare l’operato dell’azienda osservando i più elementari fondamenti dell’educazione ambientale. Se a  questo si aggiunge un più rigoroso controllo da parte dell’amministrazione comunale sarebbero evitate azioni non proprio regolari come quella effettuata anche da certi operatori ecologici di liberare lo spazio adiacente ai cassonetti dalle buste contenenti plastica o vetro buttandole negli stessi in barba allo sforzo dei residenti di assicurare una, seppur minima, raccolta differenziata.

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Commenti

  • jagorione (utente non verificato)

    Dirò di più.
    -Da almeno un mese, accanto ad un cassonetto giace un mucchietto d’intonaco frantumato e pezzetti di laterizi. Incivile chi ve l’ha scaricato, colpevoli tutti coloro che ancora ignorano quell’esempio di ciò che è possibile fare im.pu.ne.men.te! Ricordo sempre con vergogna il commento di un’inorridita amica londinese, quando vide un materasso abbandonato accanto al cassonetto, all’inizio di via A. Moro. Chi controlla i controllori?

  • joe99 (utente non verificato)

    già che di pulizia parliamo, un quesito: l’isola ecologica??

  • Gate21 (utente non verificato)

    UNA FRASE DELL’ARTICOLO MI FA RIFLETTERE MOLTO “sbranate da cani randagi” COME MAI SE SI PARLA DI BUSTE DI PLASTICA SI USA QUESTO LIGUAGGIO E INVECE QUANDO E’ L’ESSERE UMANO AD ESSERE ATTACCATO DA QUESTI SIMPATICI ANIMALI VENGONO USATE FRASI DIVERSE, COME SE FOSSE UN PIACERE ESSERE ATTACCATI DA UN CANE?

  • rimbambito (utente non verificato)

    i buoni risultati conseguiti nella città confinante? ma scherziamo? ma per favore andateli a vedere i risultati.. immondizia abbandonata nelle periferie, cassonetti sporchi e fetosi, strade piene di cartacce, topi di fogna che ormai sono come e molto di più degli abitanti e che ti accompagnano per strada,….! ma per piacere……

  • cinghialotto (utente non verificato)

    gate21, ti stringo la mano virtualmente! a ruvo i cani (e tutto quello che gira intorno a loro) sono tabù, non si toccano e non se ne deve parlare nemmeno…