Centro raccolta sangue a rischio chiusura. Il sindaco: «Ho chiesto chiarimenti alla Asl»

La Redazione

Il sindaco Ottombrini alla Asl: «la struttura trasfusionale ruvese sarà accreditata e funzionante il primo gennaio 2015?». Occorre una risposta per «programmare le azioni di tutela»

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Il centro di raccolta sangue dell’ex ospedale ruvese rischia la chiusura. A fine ottobre l’Avis di Ruvo aveva lanciato l’allerta sul tema e a sostegno delle associazioni di volontariato e dei cittadini si è mosso anche il sindaco Ottombrini.

Con una missiva indirizzata al capo dipartimento di medicina trasfusionale Asl Ba, Michele Scelsi e al direttore generale Asl Ba, Angelo Domenico Colasanto, il primo cittadino mira a verificare se «la struttura trasfusionale dell’ospedale cittadino sarà accreditata e funzionante il primo gennaio 2015 alla luce delle visite pre-audit già effettuate così come previsto dalle normative europee».

La risposta che Ottombrini chiede sarà – come lui stesso scrive – funzionale a «programmare tutte le azioni a tutela dei cittadini e dei donatori di sangue».

Tutte le strutture trasfusionali pugliesi il 31 dicembre prossimo dovranno risultare in linea con gli standard strutturali tecnologici e di qualità richiesti da una serie di normative europee (a partire dalla Direttiva 2002/98/CE) e previsti dall’accordo Stato Regioni n. 242 del 16/10/2012. Se tale obiettivo non dovesse essere raggiunto, il sangue raccolto non potrebbe essere più utilizzato a fini trasfusionali.

E’ per questo motivo «che – sollecita l’Avis – c’è da essere seriamente preoccupati. Da un lato per le inevitabili ripercussioni sull’erogazione dell’assistenza sanitaria e dall’altro per la conseguente vanificazione di decenni di lavoro da parte delle associazioni di volontariato impegnate nella diffusione della cultura della donazione del sangue».

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