Cento anni fa nasceva Domenico Cantatore

Tania Cantatore
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Il 16 marzo del 1906 nasceva a Ruvo di Puglia Domenico Cantatore.

Si festeggia oggi quindi il centenario della sua nascita. Certamente il modo migliore per festeggiare questo evento, sarebbe ad esempio risolvere una volta per tutte la questione “Pinacoteca Cantatore “ e quindi avere finalmente a disposizione uno spazio espositivo che accolga la collezione Cantatore donata dallo stesso alla città (ed ora conservata presso Palazzo Caputi).Si spera quindi nella prossima amministrazione.

Il primo incontro con la pittura avviene per Cantatore attraverso un pittore di stanze, un vero e proprio imbianchino.
A 14 anni il primo viaggio a Roma, i primi musei, le mostre: nomi fino ad allora quasi irreali (Tiziano, Raffaello ..) cominciano ad acquistare una propria fisionomia nella sua mente.

Nel 1924 si stabilì a Milano dove cominciò la sua formazione vera e propria ed entrò in contatto con Carrà, Quasimodo, Gatto.
Fondamentale per la vita artistica di Cantatore, il suo soggiorno Parigino (tra il 1932 e il ’34) e l’incontro con l’opera di Cèzanne, Modigliani, Picasso.

Nel 1934 torna a Milano ed espone le opere del periodo Parigino: i soggetti che Cantatore dipinge dall’inizio della sua carriera le donne, i contadini, i paesi, le nature morte, che fanno parte della Puglia che Domenico ha vissuto fino all’adolescenza e che da allora porta con sé, dopo Parigi, dopo Cèzanne, vengono letteralmente invasi dalla luce che timbra il colore e lo accende.

Le donne che stanno sedute nelle stanze o sugli scalini, portatici della consapevolezza lo scorrere della vita è il risultato di un progetto che ci viene quasi imposto dall’alto, perdono gli scialli d’ombra che le aveva avvolte nelle prime opere, grazie ad una luce che sembra scurire dai corpi stessi.
Dopo una serie di Personali in varie Gallerie (Barbaroux, Genova, Annunciata, Gianferrari) nel 1940 ottiene la Cattedra di figura disegnata al liceo Artistico di Milano e nel 1950 la Cattedra di pittura all’Accademia di Belle arti di Brera.

Nel 1956 Cantatore compie un viaggio in Spagna. Davanti ai suoi occhi si ripresenta il paesaggio del Mediterraneo che lo aveva accompagnato durante tutta la sua infanzia e l’adolescenza.Risalgono quindi dal fondo della sua memoria i paesi della Puglia nella controra, i muri di gesso, le porte verdi, le donne, i braccianti.Lo spazio si apre: le figure escono dalla casa per riversarsi nei vicoli.

Uno degli elementi che colpisce soprattutto nelle ultime opere è il colore: rossi, verdi, gialli, accesi come in nessun altro artista.Un colore che è sogno, immaginazione, ma mai fuga: è invece un tentativo di portare la realtà a livelli d’esperienza poetica.

Negli anni ’60 Cantatore tiene alcune grandi mostre tra le quali una a Ruvo nel 1965, accanto a quella di Palazzo Flangini Biglia, Sacile nel 1966, Museo Civico di Monza nel 1967, alla rotonda di Via Besana, Milano nel 1976.

Cantatore ha continuato dipingere fino per molto tempo ancora, quasi fino alla sua morte nel 1998 nella sua amata Parigi.

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