“Cent’anni fa la grande guerra”, l’incontro al Liceo Scientifico “O.Tedone”

Marco Ciliberti

L'appuntamento è stato riservato alle sole classi quinte. Tra gli ospiti il Prof. Emilio Zanette capo editore della Pearson Italia

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Ieri mattina, nell’auditorium del Liceo Scientifico e Linguistico Tedone, si è tenuto un incontro rivolto alle classi quinte dal titolo “Cent’anni fa la grande guerra”.

L’ospite della mattinata, storico contemporaneo e capo editore della Pearson Italia Prof. Emilio Zanette, ha parlato della prima guerra mondiale, delle cause e dell’importanza che un evento di questo tipo ha a cent’anni di distanza. Il suo intervento ha chiarito le innumerevoli cause e combinazioni socio-politiche che hanno determinato lo scoppio della Grande Guerra, definendo marginale l’attentato di Sarajevo. Ed è proprio questo l’obiettivo delle sue parole e dello studio della storia in genere, dimostrare che tutto ciò che accade è una conseguenza di molteplici fattori e che nessun avvenimento storico è così semplice come sembra o come lo fa apparire la propaganda, creata proprio nei quattro anni della Prima Guerra Mondiale.

Gli eventi accadono perché “un pugno di uomini potenti” decide che devono accadere e perché vi sono ideologie e convinzioni che li determinano. La formazione scolastica e culturale della generazione che ha vissuto gli anni dal 14 al 18 è stata, ad esempio, un fattore essenziale sia per lo scoppio della prima guerra sia per la seconda, vedi Hitler e Mussolini.

In seguito l’intervento del professor Grosso e la lettura da parte di due alunne di alcune lettere dal fronte di soldati provenienti dalle nostre città volti a chiarire e sottolineare ed illustrare come vive la guerra chi la guerra la fa e la subisce passivamente: i soldati e la gente comune.

Grazie ad alcune domande rivolte ad Emilio Zanette, il discorso si è spostato su temi come il genocidio degli armeni, il ruolo delle donne durante la guerra e l’Unione Europea. Proprio l’Unione Europea permette oggi di vedere la guerra come qualcosa di lontano e distante favorendo la mediazione fra paesi che altrimenti sarebbero nazioni e nazionalismi. Proprio quello che è mancato nei giorni dello scoppio della Guerra: dialogo e mediazione.

La guerra ha preferito l’istinto dell’odio e la violenza alla diplomazia e alla risoluzione pacifica di problemi. La guerra ha preferito le armi alla pace.

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