C’è qualcuno che rivendica antiche proprietà…

Ci informa dunque che una bella parte dei beni archeologici privati della nostra città sono dislocanti in altre parti dell’Italia che non è il nostro museo.
Che sia un cittadino zelante o l’inizio della campagna elettorale alle regionali o magari alle comunali del 2011 è abbastanza relativo. Francesco Paolo Paparella, ci ha inviato un’altra mail per informarci della “situazione della collezione archeologica già di proprietà della famiglia Caputi Jambrenghi, che fu rilevata in via privata anni orsono dall’ex gruppo bancario denominato banca Intesa oggi Intesa Sanpaolo SpA ed attualmente allocata a Vicenza in un dignitoso contenitore museale.” nonchè della “collezione archeologica già di proprietà della famiglia Lagioia – Jatta, che fu rilevata in via privata anni orsono dalla Regione Lombardia ed attualmente allocata nel Museo Archeologico di Milano in corso Magenta 15”
Ci informa dunque che una bella parte dei beni archeologici privati della nostra città sono dislocanti in altre parti dell’Italia che non è il nostro museo.
“Infatti per tale importante ed antichissima raccolta composta da vasellame e reperti vari, e visti dati attendibili in possesso di questo movimento politico, risulta che non fu assolutamente espletato il criterio del diritto di prelazione-statuito dalle apposite Leggi del 1927 e del 1939 ed integrate nel 2004 “legge URBANI”- che avrebbero potuto conferire al Comune di Ruvo di Pglia ed ai vari Enti Superiori la possibilità di giungere al possesso materiale della suddetta raccolta per il tramite del cennato canale legislativo” Continua il coordinatore cittadino della fiamma tricolore.
Paparella, invita le “parti interessate a trovare un punto di composizione bonario in merito, atteso che Intesa Sanpaolo S.p.A. e la regione Lombardia si trovano a dover possedere tali reperti archeologici in modo assolutamente improprio, considerato che l’atto di vendita originario, privo della notifica per l’esercizio del diritto di prelazione, è da considerarsi nullo.”
Cosa dovrebbe fare il Comune, in questo caso?
L’idea dello zelante cittadino è quella che il Comune riacquisti i reperti archeologici dal gruppo bancario e dalla regione Lombardia.
Con quali risorse?
Il Comune ha proprietà immobiliari che neanche conosce. Dovrebbe sacrificarne qualcuna per la cultura e il bene della città.
Commenti
-
condivisibile l’invito del sig.Paparella. è giusto che si proceda a riappropriasi dei beni storici del ns. comune. pertanto cara amministrazione, si attivi affinchè torni tutto dov’era….
-
Sono daccordo, atteso che gli stessi dovranno essere poi il risultato di un importante movimento economico e culturale. Sveglia e si vada avanti.
-
Ho un paio di domande:
1) Visto ke i reperti sn posseduti in modo improprio, xké dovrebbero essere riacquistati?
1bis) E se x riacquistarli serve vendere delle proprietà del comune, nn puo’ essere questa una manovra x vendere ad amici proprietà del comune a prezzi di favore?
2) Paparella dovrebbe rivolgersi anke al British Museum di Londra x faresi restituire i reperti presi a Ruvo?








Sanb, accertate tre violazioni per abbandono di rifiuti