Catalano: le cooperative sono un problema ma possiamo risolverlo

Quel che e ‘ certo e’ che la mia coalizione politica ha proposto l’unico serio e realistico modo di risolvere i problemi degli assegnatari e delle cooperative edilizie
E’ inutile sottolineare quanto sia importante il piano urbanistico, le cooperative, l’urbanizzazione in ogni città. A Ruvo soprattutto su questo verte la campagna elettorale. Correggere passati errori, proporre soluzioni valide farà pendere l’ago della bilancia per uno o un altro candidato. Di seguito una dichiarazione di Franco Catalano.
E’ assai singolare che si debba essere invitati – a richiesta di un candidato sindaco – a partecipare ad un incontro / dibattito di tutti i soci di tutte le cooperative dei comparti edificatori A/B/C, senza ricevere un invito scritto. Ed addirittura si legge in un volantino e sul web, che si chiede di “sollecitare la partecipazione degli altri candidati sindaci”.
E’ pure singolare che nonostante le ripetute sollecitazioni fatte all’addetto stampa della coalizione che sembra organizzare tale incontro, questi si sia rifiutato – accampando speciose scuse – di chiarire modalità, tempi e modi di questo “confronto”.
Delle due, l’una: se e’ un incontro con piu’ opinioni, magari un moderatore e serio, allora qualcuno che si sottoscrive firmando inviti tutti i candidati sindaco, che saranno ben lieti di partecipare… Se invece, e’ solo una trovata propagandistica ed a consumo di fedelissimi, si lasci pure circolare un volantino – specchio delle allodole….
Quel che e ‘ certo e’ che la mia coalizione politica ha proposto l’unico serio e realistico modo di risolvere i problemi degli assegnatari e delle cooperative edilizie. In maniera chiara e che contempli tutte le parti, come e’ necessario sia….
E quel che è ancor più sicuro è che a breve tutti i cittadini, tecnici, legali, operatori, potranno saggiare la bontà delle nostre proposte in un confronto realmente aperto a tutti i candidati-sindaco e teso a dare soluzioni, non rinvii od inviti al ricorso giudiziario continuo.
E’ nel nostro costume, infatti, dare soluzioni ai problemi, non strumentalizzarli od irretirsi in sterili polemiche.
Francesco Catalano
(Candidato Sindaco PDL,UDC, UDEUR,
LA PUGLIA PRIMA DI TUTTO, FIERI E LIBERI, LA DESTRA)
Commenti
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gentilissimo candidato sindaco DOTT. CATALANO, sono sinceramente sconcertato da ciò che in questi giorni sto sentendo. come può un sindaco trovare soluzioni per le cooperative e per l’indennità di espoprio quando tutto questo è sotto l’analisi della corte di cassazione di ROMA? NON DIAMO PER FAVORE ILLUSIONI SOLO PER LA CORSA AI VOTI. NON RIEMPIAMOCI LA BOCCA SU PROBLEMI PIù GRANDI DI NOI. PECCATO CHE NON SI INTERPELLA CHI CONOSCE VERAMENTE LA MTERIA E CI SI FA GRANDI, ONNIPOTENTI TRA GLI IGNORANTI. SALVE.
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Incuriosito e sollecitato dal documento del Comune di Ruvo di Puglia del 16 aprile 1998, a firma del sindaco Paparella, postato da “ciattellina” da WEB della Rete Civica del Comune di Ruvo di Puglia, anch’io mi sono andato a leggere i verbali dei lavori del Consiglio Comunale del 23 luglio 2010, maturando alcune riflessioni sui seguenti lavori:
(“Il Consiglio Comunale, UDITA la relazione svolta dal Sindaco Ing. Michele Stragapede; UDITI gli emendamenti proposti dai diversi consiglieri e preso atto dell’esito delle votazioni; PREMESSO che: – nel periodo temporale ricompreso fra il 24 ottobre 2001 ed il 28 novembre 2003, vennero emessi otto decreti di espropriazione dei suoli ricadenti nei subcomparti di E.R.P., individuati nei comparti edificatori:“B” – “C” – “I” – “L” – “M” – “Y” – “X” – “K” ”). -
All’attenzione dell’amministrazione Ruvolive, a seguito dei post 2 3 4, iero ho postato altri 4 articoli, avete applicata la censura?
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Il mio commento ovviamente non si pubblica… Non devo stare particolarmente simpatico a questa redazione…. 🙂
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Infatti,…Qualche decennio dopo, non tenendo in alcun conto le insistenti voci di corridoio, nel Web della Rete Civica del Comune di Ruvo di Puglia viene Pubblicata la delibera del Consiglio Comunale n.28 del 23 luglio 2010 ad oggetto :”DETERMINAZIONI IN ORDINE ALLE CONSULENZE TECNICHE D’UFFICIO PER LA RIDETERMINAZIONE DELLE INDENNITA’ DI ESPROPRIO DEI SUOLI UTILIZZATI PER INTERVENTI DI E.R.P., NONCHE’ ALLE CORRELATE SENTENZE EMESSE TUTTE DALLA 1^ SEZIONE CIVILE DELLA CORTE DI APPELLO DI BARI. ATTO DI INDIRIZZO”
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“Fin qui tutto bene, pensavo in qualità di Presidente della cooperativa edilizia, avendo la stessa cooperativa edilizia ossequiato al pagamento nei termini e nella quantità indicati nella nota Istituzionale del Sindaco Paparella, prot. 8906, del 16/04/1998, relativo al costo di costruzione quantificato in Lire 20.635.008 (ventimilioniseicentotrentacinquemila/008) al n.ro 4652, per non saper né leggere nè scrivere e come dicono gli Inglesi: “I NOW my chicchen” conoscendo il valore dei nostri politici, mai più immaginando che a posteriori, qualche decennio dopo, decantato le responsabilità politiche, sarebbe accaduto un fatto paragonabile, con le dovute proporzioni e diversità, al TERREMOTO/TSUNAMI GIAPPONESE del 2011”.
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“Per una migliore comprensione della questione si allegano in copia tutte le note e gli atti richiamati nella presente. Si rappresenta infine che le determinazioni in merito dovranno essere rappresentate nel più breve tempo possibile e che comunque le due opzioni (pagamento del costo di costruzione ovvero atto unilaterale d’obbligo) devono essere formalmente definite fino al sessantesimo giorno dall’ultimazione dei lavori delle palazzine e prima del rilascio del certificato di abitabilità”)”.
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Pertanto alla luce di quanto innanzi si invita la S.V. a far conoscere gli orientamenti dei soci della cooperativa da Lei Presieduta in ordine al pagamento del costo di costruzione nei termini di cui all’art.3 della legge 10/77, ovvero alla stipula di un atto unilaterale d’obbligo con il quale la cooperativa assume gli impegni propri della convenzione previsti dall’art.8 della legge 10/77 cosi come approvata dalla Regione Puglia e fatta propria dal C.C. con Delibera n.122 del 17/12/96.
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Ad avvenuta comunicazione due cooperative hanno inviato una nota con la quale da un lato confutavano la determinazione della Civica Amministrazione e dall’altro prospettavano soluzioni legali e procedurali. Le due predette note sono state tempestivamente rimesse al Prof. Avv. Vincenzo Caputi Jambrenghi, legale di fiducia del Comune, che ha espresso il relativo parere.
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(“In data 20/02/98 con nota prot. 4652 è stato comunicato alla S.V. l’importo relativo al costo di costruzione quantificato in Lire 20.635.008 (ventimilioniseicentotrentacinquemila/008).
La questione come è noto era da tempo all’attenzione dell’Amministrazione che è pervenuta a tale conclusione dopo gli opportuni approfondimenti finalizzati ad evitare problemi presenti e futuri di qualunque fattispecie ricadenti in capo all’Amministrazione Comunale oltre che ai soci delle cooperative. -
Con una dovuta premessa chiedo sia al dott. Catalano sia al dott. Matteo Paparella amministratore dell 90 al 2000, sia agli amministratiri nuovi, sia ai cittadini tutti, se possono aggiungere tasselli alla discussionein data 16 aprile 1998, i PRESIDENTI delle sottostanti cooperative edilizie dei suoli ricadenti nei subcomparti di E.R.P., individuati nei comparti edificatori:“B” – “C” – “I” – “L” – “M” – “Y” – “X” – “K”, suoli concessi, in diritto di superficie ricevono, con nota prot. 8906, avente per oggetto “costo di costruzione per le palazzine nel sub comparto “C”, la lettera del sequente tenore a firma del Sindaco Paparella Matteo e dell’Assessore all’Urbanistica Nicola Amenduni, che integralmente si riporta:
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(“CONSIDERATO che serie preoccupazioni hanno creato le ultime pronunce della 1^ Sezione Civile della Corte di Appello di Bari, basate sulle fuorvianti risultanze di inesatte, incomplete ed approssimative CTU tecniche che hanno indotto in macroscopico errore la Corte di Appello di Bari, in quanto dette CTU sono erronee tanto nei presupposti tecnici quanto nel non aver tenuto in alcun conto che i decreti di esproprio, tutti emanati nel termine dei cinque anni dalla data di occupazione dei suoli, prevedevano e prevedono, in capo a ciascun proprietario ablato, non solo il riconoscimento dell’indennità di espropriazione fissata in £. 44.000/mq (circa € 22/mq), ma anche il diritto a realizzare, nella porzione del comparto destinato alla edilizia privata, volumetria in misura pari al 50% dell’estensione del suolo espropriato”);








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