Caso Tajani, Rifondazione comunista Ruvo: «Un ministro non deve riproporre stereotipi»

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Sotto accusa la visione, pregna di luoghi comuni sulle donne e sugli uomini, che anima il vicepremier e ministro degli esteri
«Una ragazza magari affascinante? Ma sì certo, con una ragazza affascinante è bello sposarsi. Ma quella ragazza affascinante che carattere ha? Dice, no, sai, ha cambiato più fidanzati, ha mollato il fidanzato, se n’è andata, insomma è portata un po’ a mettere qualche cornetto.
E poi c’è un’altra ragazza che è più seria, magari meno appariscente, però è più affidabile, è più seria, è una che sarà una buona madre di famiglia, che manterrà fede all’amore che conferma con il matrimonio. E allora io a mio figlio dico: scegli la seconda che quella che magari ti può apparire affascinante e poi ti tradisce… mmhhh… non va bene. Quella che magari è carina, ma meno vistosa, però quella è una persona stabile, che ti garantisce la stabilità della casa, la stabilità della famiglia. Ecco io scelgo sempre quella carina, seria, credibile, che ti mantiene la famiglia, che sta là, che sai che dà delle risposte sempre, che quando la chiami c’è».
Così il vicepremier e ministro Antonio Tajani, lo scorso venerdì, durante “Itaca”, evento organizzato dal vicepresidente del consiglio regionale del Lazio Giuseppe Cangemi a Formello, paragonando il voto alle elezioni politiche alla scelta sentimentale, cadendo in stereotipi sessisti che hanno coinvolto anche l’uomo (per Tajani un uomo in giacca e cravatta che va in ufficio è più serio e affidabile del fusto con tante fidanzate). Per il ministro degli Affari esteri, la donna seria è figura del centrodestra.
Dura la condanna da parte dell’opinione pubblica e della politica. In particolare, la sezione ruvese del Partito di Rifondazione comunista diffonde una nota in cui si stigmatizza una visione delle donne e degli uomini pregna di luoghi comuni.
«Grazie per il consiglio, Tajani, ma potevi risparmiartelo»
«Nel 2026 siamo ancora costrette ad ascoltare – si legge – un Ministro della Repubblica spiegare che la donna “affascinante” potrebbe tradire, mentre quella meno appariscente sarebbe più seria, affidabile e adatta a essere una “buona madre di famiglia”.
Il problema non è un consiglio sentimentale dato a un figlio. Il problema è l’idea di donna che quelle parole raccontano. Non esistono donne più affidabili perché meno appariscenti, né donne meno serie perché affascinanti o perché scelgono liberamente come vivere le proprie relazioni. Fedeltà, responsabilità e valore di una persona non si misurano sulla base di questi stereotipi.
Da un Ministro ci aspettiamo parole capaci di superare gli stereotipi, non di riproporli. Le donne non devono essere “meno appariscenti” per meritare rispetto. Non devono dimostrare di essere buone mogli o buone madri. E soprattutto non devono essere divise tra quelle “da sposare” e quelle di cui diffidare.
Anche perché in questo racconto manca un particolare fondamentale: le donne non aspettano di essere scelte. Scelgono. Scelgono come vivere, se sposarsi, se avere figli, con chi condividere la propria vita e quando interrompere una relazione. Scelgono liberamente chi essere, senza dover corrispondere al modello che qualcun altro considera più rassicurante, rispettabile o adatto a una famiglia.
Per troppo tempo le donne sono state raccontate attraverso lo sguardo, le aspettative e i desideri degli uomini. Come donne da conquistare, da giudicare, da sposare, da considerare più o meno rispettabili.
Noi vogliamo una società che parta dal principio opposto, che non oggettivizzi i corpi e riconosca ciascuno come soggetto autonomo, non come un ruolo da assegnare. La parità tra i sessi passa anche dal riconoscere alle donne ciò che agli uomini è stato riconosciuto per secoli: il diritto di essere persone prima che mogli, madri o compagne, di compiere le proprie scelte senza essere giudicate e di vivere senza dover corrispondere alle aspettative altrui.
Non ci può essere vera uguaglianza finché donne e uomini continueranno a essere giudicati con metri diversi».
Commenti
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Sinistroidi sempre criticoni e mai concludenti in nulla. Non avete argomenti e idee e non fate altro che attaccare un pensiero e nulla di più. Ruvo ha 1000 problemi e perdete tempo a commentare un pensiero del tutto personale!!!! Svegliatevi !!!!
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Che altro possono commentare se non sanno nemmeno cosa dire? Partito insignificante che ogni tanto parla per dare aria ai propri denti e far vedere che esistono ancora in questa “valle di lacrime” . saluti








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