Cambiate tre province in quattro anni, l’odissea degli investimenti di un’azienda ruvese a Minervino

La Redazione

I progetti per quattro impianti eolici che dopo essere passati dagli uffici di Bari a quelli della Bat, ora rischiano di mettersi in coda a Foggia.

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L’accorpamento delle province non farà saltare solo alcune poltrone ai politici locali. Potrebbe verosimilmente provocare molti disagi a quelle imprese che per effettuare degli investimenti sul territorio, necessitano di autorizzazioni di carattere ambientale che fanno parte delle competenze di una Provincia. Quando però il territorio su cui impiantare l’attività, cambia nel giro di quattro anni per tre volte la provincia di appartenenza, allora si fa tutto più difficile. L’esempio concreto di questo percorso burocratico accidentato lo racconta Vincenzo Rutigliani su “Il Sole 24 Ore” prendendo ad esempio ciò che è accaduto e sta accadendo aall’azienda ruvese Guastamacchia srl.

La Guastamacchia aveva progettato la realizzazione di quattro impianti eolici da 200 Mw complessivi a Minervino murge e Spinazzola. Era il 2008 e le autorizzazioni furono richieste alla Provincia di Bari. Nel 2009 però nasce la Bat, Minervino e Spinazzola ricadono nella nuova provincia. La documentazione, dunque, deve materialmente traslocare in altri uffici.

Intanto si aggiunge l’ulteriore disagio dovuto al cambiamento della normativa, perchè sugli impianti di energie rinnovabili arrivano le linee guida nazionali che rendono superate le norme regionali in base alle quali Guastamacchia aveva redatto i progetti. Tutto da rifare.

Il balletto delle province però non è finito. Se Minervino e Spinazzola, insieme a tutta la Bat, saranno inglobate nella provincia di Foggia, i progetti di Guastamacchia potrebbero andare tutti in coda a quelli già presentati in terra dauna.

«Sinora -ha raccontato Pasquale Guastamacchia, responsabile aziendale della divisione energie rinnovabili, al Sole 24 Ore- abbiamo speso 3-4 milioni di euro in progetti, studi, consulenze, rilievi, sopralluoghi, anche ricorsi al Tar contro la Regione. E poi c’è il danno di alcune decine di milioni perché c’è il rischio di perdere gli incentivi». Oggi, infatti, occorre partecipare alle gare del gestore del servizio elettrico per aggiudicarsi l’incentivo a valere sul budget nazionale, pari a quasi 127 euro a Mw. «Importo nettamente inferiore -spiega Guastamacchia- ai 150 euro medi, anche 180, del vecchio sistema. Quindi ora sono penalizzato, potrei non aggiudicarmi l’incentivo e corro anche il rischio di subire altri ritardi se tutto passerà a Foggia».

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Commenti

  • Luigi Franchi (utente non verificato)

    E pensare che i nostri cosiddetti amministratori si dannerebbero(ebbero!) l’anima per attirare capitali ed investimenti stranieri. Fra burocrazia monstre e rogne sindacali, per non dire altro, intraprendere nello Stivale è da dissennati. A contorno del tutto, i soliti illuminati onniscienti sempre bravi a smantellare criticando, con tanti ossequi anche ai posti di lavoro.