Calcio a 5: parola a Massimo Bellarte

Intervista all’ex allenatore della squadra del Ruvo C/5
Fa un certo effetto per chi l’ha sempre avuto come compagno e consigliere, ma soprattutto come amico al di fuori dell’ambito sportivo, vedere Massimiliano Bellarte con quella polo bianca che porta la scritta Modugno C/5.
Può sembrare un calcio, o se preferite un “calcetto”, all’amore che Ruvo gli ha regalato per tanti anni. Ma d’altronde questa è la legge del mercato, anche nello sport e nel calcio a 5. Per un tifoso ruvese l’incontro con i rossoneri del presidente Zizzari è un tuffo nei ricordi più che una semplice partita o un allenamento.
Scavassa, Gumiero, Bortoletto, Coco, Bellarte e Fracchiolla: non dei semplici cognomi, ma delle firme autorevoli sui successi biancoazzurri degli ultimi due anni. Soprattutto per Massimiliano, il “Windows Xp” della panchina ruvese, da tutti ritenuto troppo giovane per lanciare questa scommessa e ora rimpianto dagli stessi che prima lo criticavano.
D’altronde si sa, nemo profeta in patria. E poi molte volte si viene apprezzati quando tutto è finito, quando tutto è solo un ricordo, un dolcissimo ricordo per chi con questo ragazzone di 28 anni ci ha vissuto e lavorato.
Ce lo troviamo di fronte, al termine dell’amichevole che il Modugno disputa a Bisceglie. Per la cronaca i ragazzi di Bellarte perdono 5-4 contro una neopromossa in A1. Questa succursale ruvese, però, sembra già sulla strada giusta. Lui urla, come al solito si sbraccia, alterna parole in portoghese a frasi in italiano o in perfetto dialetto ruvese, sapendo che chi l’ha seguito lo capisce, lo conosce, sa già cosa pensa in quei momenti.
Dopo il fischio finale, lo aspettiamo nel tunnel degli spogliatoi: un sorriso, “come stai”, la stretta di mano e poi un abbraccio. Gli chiediamo della sua squadra, di come procedono i lavori e di come vede questa serie B.
“A motori spenti vedo un campionato cadetto diviso in due tronconi, molto equilibrato sia in vetta che in coda. Vedo molte squadre che si sono apprezzate per vincere il campionato e diverse che sono destinate ad essere relegate in coda”.
Ci tiene a sottolineare che questa è la sua “modesta opinione” e che può assolutamente essere smentita dai fatti quando la palla comincerà a correre. Gli chiediamo di sbilanciarsi un po’, visto che, agosto, è per eccellenza il mese dei pronostici e delle speranze, quello in cui tutti sono autorizzati a sognare.
“Oltre al Modugno credo che Giovinazzo, Polignano e Martina abbiano allestito degli ottimi organici. Poi ci sono squadre come Isernia e Termoli che potrebbero essere arbitri di molti verdetti. In coda credo che Vasto e tutte le altre partite per salvarsi lotteranno ad armi pari”.
E il Ruvo? “Mi auguro che si trovi nella parte alta della classifica e che possa essere arbitra di verdetti, sperando che siano sempre verdetti che non danneggino la mia nuova squadra”.
Una specie d’accordo, potrebbe pensare qualcuno, Qualcuno che non conosce Bellarte e il suo modo di lavorare. E infatti nella successiva risposta la precisazione è chiara, senza alcun tipo di allusione.
“L’ultima giornata di andata, quando si gioca Modugno-Ruvo e l’ultima in assoluto, quando verremo al Palacolombo, saranno due battaglie come tutte le altre, si lotterà dal primo all’ultimo minuto per prendersi i punti che serviranno a tutte e due le squadre”.
Cattiveria? No, solo stile Bellarte: un mix fra carattere, professionalità e voglia di non regalare mai niente a nessuno. Che non ci sia niente contro il suo paese ce lo conferma anche lui, quando prima di lasciarci risponde così alla nostra richiesta di fare un in bocca al lupo ai suoi ex compagni.
“Non ce n’è bisogno di farlo così. Quelli che erano i miei compagni fuori dal campo restano sempre i miei amici. Li vedo ogni giorno, ci parlo, ci scherzo e l’in bocca al lupo preferisco farglielo di persona”.
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