Calcio a 5: il Gm Savi risponde alle critiche

Elio Tedone

“Abbiamo dato belle soddisfazioni ai tifosi ed adesso è ora che siano loro a darle a noi in questo momento di passaggio fra la vecchia e la nuova era del calcio a 5”

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Serie B o serie C1, brasiliani o ruvesi, spettacolo e imprevedibilità oppure efficacia e grinta, continuità o rinnovamento.

Parole che da un paio di mesi si sono abbattute come veri e propri tormentoni sul Ruvo calcio a 5. E come sempre accade dopo le parole sono arrivate le critiche e le richieste di chiarimenti da parte di tifosi ed appassionati.

Chiarimenti che sono subito arrivati con le parole e poi con i fatti del direttore generale Luciano Savi. Scelte che si possono contestare, ma che almeno hanno fatto di chiarezza nel polverone che si era sollevato e che rischiava di risucchiare e far planare quell’aquila che da anni è il simbolo dei biancoazzurri.

A proposito, per ufficializzare e rendere più palese il cambiamento, è stato lanciato il nuovo logo della società, che ricalca un po’ il precedente ma che lo svecchia un po’ nei colori e nello stile. Proprio l’immagine è uno dei punti cardine da cui il giemme Savi vuole ripartire dopo un ciclo splendido che prima o poi doveva finire.

“Quando parlo di fondamenta mi riferisco all’immagine, per cercare di attirare quell’attenzione che manca da parte di sponsor, istituzioni e pubblico. Poi l’impianto tecnico, con l’inserimento nei quadri di elementi  possibilmente attaccati alla società ed alla squadra, così come si è fatto tre anni fa, all’inizio di quello che poi è stato un meraviglioso ciclo.

Elementi che, seppur privi oggi di garanzie tecniche ottimali riescono a sostituire le eventuali lacune con “buona volontà” e dedizione nell’apprendimento, anche attraverso corsi e studi. E per finire i quadri dirigenziali, con l’ inserimento di elementi di valore per l’organizzazione  e la  ricerca  di giovani da inserire nel calcio a 5.

Basta con la dirigenza improvvisata, i factotum e i fantomatici direttori sportivi o vicepresidenti. Di solito agli amici-dirigenti che contornano una società, a cui và un eterno ed enorme grazie, si affibiano quelle cariche che rimangono vuote e così facendo sarà sempre vuota anche la società. Ci vuole coraggio anche in questo”.

Fedele a questa logica, la società ruvese ha introdotto queste nuove figure per la seconda stagione di B. Nello staff medico sono entrati Vincenzo Pellicani, preparatore atletico certificato come tale a Coverciano, e Biagio Ribatti, fisioterapista specializzato in vari rami della disciplina.

Lo staff tecnico, invece, si avvarrà della preziosa collaborazione di Saverio Lorusso, ex calciatore professionista, che da anni segue il calcio a 5 e che avrà il compito di rifondare il settore giovanile, oltre ad essere il responsabile dell’Under 21 e dei portieri.

Accanto a lui ci saranno due ex di tutto rispetto: Giuseppe Rutigliani, con un passato in B a Ruvo e a Bisceglie che farà da vice allenatore, e Giuseppe Cascione, che dal ’98 ha difeso la porta ruvese. Quest’ultimo sarà allenatore dei portieri e dell’Under 21, considerata l’esperienza avuta con la squadra femminile in C1.

 Il nocchiero di questa barca sarà Diego Iessi, responsabile tecnico della prima squadra. Per lui un passato importante nella sua Giovinazzo e poi un anno come direttore tecnico a Ruvo, oltre che come fido consigliere e collaboratore del duo Bellarte-Fracchiolla.

A via di parlare dei quadri dirigenziali viene spontaneo chiedere cosa ne sarà della rosa.

“In questo momento – commenta Savi – la squadra non è importante. Sono stati confermati tutti i giocatori che vinsero la C1 e la Coppa Italia e che comunque lo scorso anno erano in prima squadra e sono stati convocati per la preparazione anche quei ragazzi che lo scorso anno furono dati in prestito perché ritenuti non idonei al campionato di B, oltre a qualche elemento proveniente dall’under”.

Alle polemiche nate da un mesetto a questa parte fra i tifosi circa l’allestimento della rosa, Savi risponde in maniera perentoria.

“Non sarà un grosso problema se si dovesse perdere qualche partita. Sono oltre tre anni che il Palacolombo conosce quasi esclusivamente vittorie e in Coppa Italia, nazionale o regionale, siamo imbattuti in casa. Abbiamo dato belle soddisfazioni ai tifosi ed adesso è ora che siano loro a darle a noi in questo momento di passaggio fra la vecchia e la nuova era del calcio a 5”.

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