Breve consiglio comunale con polemica: seduta sciolta per mancanza di numero legale

Al centro il mancato riconoscimento del debito fuori bilancio di 7.495,60 euro, già bocciato in altre due assise. Un commento del presidente del consiglio comunale Michele Scardigno ha sollevato molte polemiche

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Breve ed esplosivo il consiglio comunale celebratosi ieri, con gli scanni dell’opposizione “vuoti” fino al momento dell’approvazione dell’atto di indirizzo per individuare altro sito temporaneo del mercato settimanale che sarà spostato per i lavori di rifacimento del corso A. Jatta, passato con 13 voti favorevoli (9 di maggioranza, 4 dell’opposizione, un’astensione del consigliere Vito Cantatore).

Approvati con i 9 voti della maggioranza i punti odg n. 1 (approvazione verbale di seduta del consiglio comunale del 13 settembre 2024); n. 2 (ratifica della deliberazione di giunta comunale n. 250 dell’ 11/11/2024 avente a oggetto: “variazione di bilancio n. 6/2024 in via d’urgenza ai sensi dell’art. 175, comma 4, del d. lgs. n. 267/2000 e s.m.i.”); n. 3 (variazione n.7 al bilancio di previsione finanziario 2024/2026 (art.175, comma 2, del d. lgs n.26/2000 e s.m.i.); n. 4 (approvazione programma degli interventi per il diritto allo studio anno 2025).

Al punto n. 6 ex n. 5 – sul riconoscimento del debito fuori bilancio di oltre 7mila euro, bocciato due volte, per mancanza di numero legale (riconoscimento, ai sensi dell’art. 194, lett a), d.lgs. n. 267/2000, della somma di 7.495,60 €, a favore dell’avv. [omissis], quale debito fuori bilancio riveniente dalla ordinanza del 23.05.2023 pronunciata dalla Corte suprema di cassazione – I sezione civile sul ricorso iscritto al n. 14393/2022 r.g) –  si allontana dall’aula il consigliere di maggioranza Giovanni Turturro (Pd) che, come nelle altre sedute, dichiara di assentarsi nella fase della discussione e votazione del punto unicamente per questioni di opportunità  legate agli eventuali conflitti di interesse nella materia. Con lui, ma per motivi di opportunità politica già ribaditi, anche i consiglieri di opposizione. A questo punto, il presidente del consiglio Michele Scardigno, rivolgendosi al sindaco Pasquale Chieco, commenta in dialetto e sottovoce ma non tanto da non essere colto dal microfono: «Non chiedono neanche la verifica del numero legale. Chiss capriun» a cui fa seguito l’ilarità di tutta la maggioranza e lo sconcerto dell’opposizione (a partire dal minuto 27 della diretta della seduta consiliare).

Essendo presenti in aula otto consiglieri e, quindi venendo meno il numero legale (perché i consigli comunali siano validi devono esserci 9 consiglieri), la seduta si scioglie dopo mezz’ora dall’inizio dei lavori, con il rinvio della discussione degli altri punti ad altra assise. A conclusione dei lavori, il presidente Michele Scardigno ringrazia tutti coloro che hanno consentito i lavori consiliari nonostante la giornata “incandescente” per l’indizione dello sciopero generale. Secondo Scardigno, per alcuni era importante, per altri meno «ma questo è il sale della democrazia». La polemica scaturita, tuttavia, dal suo commento prosegue.

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