“Born Free”, il concerto del duo Livio Minafra-Louis Moholo in onda su Rai Radio3

«Suonare col grande Louis ha significato per me chiacchierare con un nonno arzillo, scontroso e saggio. Un pezzo d’Africa. Un profumo di corteccia e lo sguardo di un'antilope»
Martedì sera su Rai Radio3 alle ore 21:30 andrà in onda la registrazione del concerto “Born Free” con Louis Moholo-Moholo e Livio Minafra.
Louis Moholo-Moholo, alla batteria, e Livio Minafra, al pianoforte e alle cincaglierie, hanno dato vita il 14 settembre 2014 (durante il Talos Festival presso il Teatro Comunale Ruvo Qualibò di Ruvo di Puglia) ad un connubio artistico come pochi. All’indomani del doppio concerto di gennaio in Germania, Livio Minafra ha annunciato la produzione di un doppio disco, cd e dvd, dell’incredibile duo che lo ha visto protagonista insieme al batterista africano.
«Suonare con Louis Moholo –racconta il compositore ruvese– è come attuare una conversazione con un conoscente incontrato per strada. Si parla e ci si appassiona a dei discorsi senza essersi messi d’accordo sul cosa dire, come dirlo e soprattutto non ci si è dati appuntamento per incontrarsi.
Un’alchimia naturale per gli esseri umani se il mezzo è la parola. Se invece il mezzo è la musica, i suoni, allora è diverso? Dipende. L’improvvisazione in musica – quando non si stabilisce neanche la scaletta o che brani suonare – significa dialogare fortissimamente partendo da una qualsiasi cellula. La musica è secondaria, vien da sé. Primo ed unico elemento è aver voglia di raccontare. Se la musica è la tua vita le dita sanno dove portarti.
Dunque quando incontriamo un amico e scatta la chiacchiera spontanea è la stessa cosa. Suonare col grande Louis ha significato per me chiacchierare con un nonno arzillo, scontroso e saggio.
Un pezzo d’Africa. Un profumo di corteccia e lo sguardo di un’antilope».
Non sono mancate, a margine del concerto di Ruvo dello scorso settembre, anche le opinioni di nomi illustri del giornalismo Internazionale.
Scrive Enzo Fugaldi sulle colonne di Jazz Italia:
«Un incontro denso di emozioni è stato invece quello tra due musicisti diversissimi per età, storia, provenienza geografica, ma accomunati dall’amore per l’improvvisazione e il rischio: Livio Minafra e Louis Moholo. Lo spazio raccolto del Teatro comunale, stracolmo di pubblico, ha fatto da cornice all’evento, avviato dal pianista sulle note vibranti di passione politica di Canto General, che accoglievano il drumming dell’artista sudafricano attento a cogliere ogni sfumatura del brano. Destinato a una trasmissione radiofonica, o forse a una pubblicazione su cd, il concerto è poi sfociato in una improvvisazione marcatamente free, inframezzata da squarci melodici, in una costante ricerca di intese, convergenze, scontri dialettici, per chiudersi sulle note di una composizione di Dudu Pukwana, Angel-Nomali».
Un altro ospite della scorsa edizione del Festival aveva dedicato alcune commoventi righe sull’esibizione del duo in settembre. Il compianto Michael King scriveva così:
«Old lion Louis Moholo-Moholo met the extraordinarily talented young tiger, pianist Livio Minafra for an improvisation on built on a foundation of intimacy. Individually their creativity and technical wells were deeply resourceful, and the results of their meeting proved resplendent with dynamical drama and emotional joy».
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