Bonadies: “Non vogliamo poltrone, ma tornare a parlare di politica”

Elio Tedone
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“E’ ormai da tempo che a Ruvo non si parla più di politica, ma si spostano solo simboli e persone da un partito all’altro, da uno schieramento all’altro”. Esordisce così, Salvatore Bonadies, candidato per le elezioni comunali nella lista che comprende Alternativa Sociale e il Movimento per le autonomie. Il riferimento è, molto esplicito, agli ex sindaci Saverio Fatone e Matteo Paparella. “Non è la discesa in campo di un pazzo – dice l’avvocato – ma la battaglia di un gruppo di persone che credono ancora in alcuni principi e vogliono portare avanti un progetto a medio-lungo termine”.

Una candidatura che va soprattutto contro le imposizioni dall’alto, dalle segreterie, e che cerca, invece, il confronto e il dialogo con la base, con gli elettori in prima persona. “Sia Allenaza Nazionale che Forza Italia non hanno approvato il modo di selezione del loro candidato. Perché, poi, sono lì compatti ad appoggiarlo? Perché Forza Italia, in 15 anni di storia ruvese, non ha mai espresso un suo candidato? E che fine ha fatto la candidatura di Franco Catalano, appoggiata da tutti i partiti della coalizione?”

Domande precise, che Boandies rivolge ai suoi ex compagni di partito e da loro attende risposte esaurienti. “I fatti dimostrano il mio modo di agire e di fare politica:i provvedimenti da me proposti con l’amministrazione Fatone sono stati sempre approvati all’unanimità. Questo succede quando si fanno delle proposte serie e si ascoltano tutti, maggioranza ed opposizione”.

In quanto al programma, ancora in fase di perfezionamento, la strategia è già chiara. “Visto che partiamo da principi chiari anche il nostro programma non potrà che seguire questa linea. Poche proposte concrete nel campo dell’urbanistica, della cultura e del sociale. Tre o quattro idee tecniche, non vincolate da questioni di potere. Non ci interessano poltrone, sia chiaro, altrimenti ci saremmo potuti schierare da una parte o dall’altra come hanno fatto quasi tutti. Se andremo in Consiglio comunale nelle nostre decisioni non terremo conto del colore politico, ma appoggeremo, sempre, chi lavora bene e ci opporremo, sempre, a chi non farà gli interessi del paese”.

Il netto rifiuto dei giochi di potere e della corsa alle poltrone non si cancella davanti all’idea del ballottaggio e alla possibilità di schierarsi con uno o con l’altro candidato. “Non possiamo appoggiare nessuno in caso di ballottaggio, perché tutto quanto detto finora diventerebbe falso. Diremo alla gente come stanno le cose e cercheremo di far capire loro i nostri sani principi. Saranno loro a premiarci, se lo vorranno, e non certo delle logiche di schieramento dell’ultim’ora”.

Nello suo schieramento figurano soprattutto persone che hanno preso le distanze da Forza Italia e Alleanza Nazionale, che hanno voluto dare un segno forte circa le modalità di selezione del candidato. Un’azione, questa, che danneggia e indebolisce, in modo neanche troppo occulto, lo schieramento di centrodestra. “La Destra si è già fatta male da sola con la scelta fatta. Tengo a sottolineare che non ho assolutamente nulla contro Antonello Paparella, persona che stimo molto. La nostra opposizione va contro le modalità di selezione e contro tutto ciò che si è creato intorno a questo nel centrodestra”.

 Un centrodestra ruvese che, secondo Bonadies, non ha ancora capito come ripartire dopo la sconfitta che ha portato all’attuale periodo di commissariamento. “Ciò che è mancato è stato discutere di ciò che è successo a Ruvo negli ultimi 15 anni. Bisogna capire perché si è caduti per potersi rialzare. Bisogna capire le motivazioni di questi salti da uno schieramento all’altro di persone che a Ruvo hanno sempre avuto un grande consenso. In quanto a questo aspetto ancora le motivazioni dell’Udc in merito alla caduta della Giunta Fatone, visto che i protagonisti fattivi di questo sono stati loro. Motivazioni che, ad oggi, non ho ancora ricevuto. Credo che solo se si affrontano questi argomenti si possa ripartire e tornare ad avere credibilità fra i cittadini ruvesi”.

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