Bimbo salvato da una coppia di Mariotto

Mariella Vitucci

Il piccolo era finito nella piscina di un agriturismo a Molfetta. Antonello Savoia, in servizio nella sezione di Ruvo della Polstrada, e sua moglie Marilena Piscopo hanno praticato il primo soccorso

0 commenta

«Attraverso le vostre mani Dio ha salvato la vita del nostro bambino». È la frase che i genitori del piccolo che ha rischiato di morire per annegamento nella piscina di un agriturismo di Molfetta hanno fatto scolpire su una targa, spedita da Latina a Mariotto. I destinatari sono i due angeli custodi, marito e moglie, che hanno prestato i primi soccorsi al bambino attraverso il massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca.

I fatti   

Sabato 30 luglio, ore 17.15. Pomeriggio di relax e giochi a bordo piscina per una famiglia laziale in vacanza in Puglia. Uno dei bambini scivola e si fa male. I genitori si precipitano a soccorrerlo e perdono di vista per qualche secondo l’altro figlio, che gioca con un secchiello. In pochi momenti si consuma la tragedia: il piccolo finisce in acqua, lo vedono galleggiare a pancia in giù. La gente comincia ad urlare, la madre si tuffa e lo riporta a bordo piscina. Un brivido percorre le decine di persone che assistono impotenti. Qualcuno grida “è morto”. La frase si ripete di bocca in bocca e arriva alle orecchie di Antonello, poliziotto. Chiama sua moglie Marilena, infermiera, e la trascina a bordo piscina facendosi largo tra la gente. Allontana tutti. La madre del bambino perde i sensi.

Il piccolo è in posizione supina, cianotico, non respira. I due soccorritori capiscono che non c’è un istante da perdere e prendono in mano la situazione: s’inginocchiano, Marilena comincia a praticare il massaggio cardiaco, Antonello le insufflazioni. Secondi lunghi un’eternità, finché il piccolo non ha un accenno di rigurgito. Il poliziotto gli gira la testa di lato per fargli espellere l’acqua che ha ingerito. Lo mette a testa in giù per liberargli i polmoni finché non arrivano i sanitari del 118. La tensione si scioglie in un applauso liberatorio collettivo. C’è chi grida al miracolo.

Il piccolo viene trasportato in ambulanza all’ospedale pediatrico Giovanni XXIII di Bari e rianimato. Resta in ossigenoterapia per due giorni. I valori rientrano e il martedì mattina viene finalmente dimesso.

La gioia dopo la tragedia sfiorata

Dieci giorni dopo lo choc, i genitori del bambino salvato hanno voluto esprimere l’immensa gioia ma soprattutto la profonda riconoscenza verso le persone che hanno strappato il loro piccolo alla morte: «Antonello e Marilena meritano di essere ringraziati pubblicamente. Sono stati splendidi. Non ci hanno lasciati soli un attimo, sono venuti a trovare il bambino in ospedale tutti i giorni e ci hanno offerto ospitalità e supporto. Ci hanno dato prova di un’umanità che non avevamo mai ricevuto in tutta la nostra vita».

Antonello e Marilena. Due angeli custodi, due eroi. Antonello Savoia, originario della provincia di Matera, è in servizio nella sezione di Ruvo di Puglia della Polstrada. Vive a Mariotto dal 2008, da quando ha sposato Marilena Piscopo, infermiera 33enne che lavora nel presidio sanitario territoriale di Bitonto.

«Il loro intervento è stato un dono del cielo. Hanno ridato la vita al nostro bambino e a noi. Non finiremo mai di ringraziarli».

avatar

Nessun commento ancora. Scrivi il primo!