Bimbi e papà in bicicletta

La redazione

bambini curiosi, vivaci, hanno vissuto la loro personale avventura con il loro più grande eroe: il papà

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Per chi ieri mattina si fosse chiesto cosa stesse succedendo per i corsi della città ecco la risposta: un colorato corteo di bambini e genitori, con forte prevalenza di papà ha attraversato il paese per concludere la pedalata in un cerchio gioioso a piazza Dante. La scuola materna Peter Pan, ha potuto così festeggiare con un mese di ritardo la festa del papà con una passeggiata tra padre e figli, ritardo dovuto al mal tempo delle settimane scorse, che non ha tolto gioia e energia a questo simpatico gruppo domenicale. Il cielo nuvoloso non ha impedito infatti a papà e bambini di saltare sulle due ruote della propria bicicletta e di trascorrere una mattina in famiglia.

E così passeggiando per Ruvo che è una bella città, vivibile, fatta bene, si gode dei quattro grandi corsi spaziosi e ci si accorge che le persone la domenica mattina sono più pazienti e  civili: nessuno davanti al corteo ha ostentato fretta o stizza e una banda di bambini curiosi, vivaci, hanno vissuto la loro personale avventura con il loro più grande eroe: il papà

L’inivito non banale, è quello di trascorrere più tempo con i propri figli, di ottimizzare i tempi e immergersi con i bambini curiosi nelle loro favolose esperienze,
La Scuola Materna Peter Pan, forse più di altre, tiene a seguire i piccoli alunni nelle vicissitudini familiari, senza essere invadente e indiscreta. C’è un lavoro che viene fatto per passione e spesso al di fuori delle ore lavorative: questa è una cosa encomiabile ed eccezionale, che purtroppo è difficile riscontrare in una scuola statale. La creatività e il desiderio dei bambini di fare emergere le proprie abilità innate e di consolidare le proprie competenze, non vengono limitate alla sola attività scolastica, ma vengono estese a laboratori all’avanguardia, atelier e progetti in rete con il territorio. 

Si vive allora una scuola partecipata che chiama i genitori a diventare parte attiva di iniziative, di proposte e di esperienze formative legate alla genitorialità.
Una scuola attenta alle problematiche del territorio, pronta ad intervenire per la tutela dell’ambiente, del diritto alla cittadinanza e alla legalità.
Una scuola dove i diversi linguaggi (musicale, artistico, teatrale, ludico, linguistico, logico-matematico, motorio) contribuiscono alla formazione della “persona”. Panegirico più che meritato per persone qualificate, competenti e affezionate a bambini per i quali durante e anche dopo questa fase fondamentale della loro vita,diventano punto di riferimento, insegnanti e anche un po’ mamme di quelli che sono i nostri beni più preziosi: i figli.

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Commenti

  • Mulan (utente non verificato)

    Articolo pessimo per una serie di motivi.1)La giornalista,che non si firma,(ma è facilmente intuibile)non sa che va bene pubblicizzare un qualcosa sottolineandone i pregi, ma non per questo è corretto sparare a zero sul lavoro altrui.2.Quell’altrui è la scuola pubblica,che forse la stessa dimentica,essere oggetto di tagli,tagli,tagli…

  • Mulan (utente non verificato)

    Per quanta creatività e voglia di fare si abbia,se mancano i fondi,ci si auto-castra,perchè i progetti hanno dei costi notevoli. 3.Ci sono nuclei monoreddito,magari con due bambini che non possono permettersi il pagamento di una cifra mensile,forse non esorbitante,ma comunque sostanziosa!Quindi W la Peter Pan che lavora così bene,ma anche un plauso alle insegnanti”statali” che devono destreggiarsi ogni giorno tra 100 difficoltà.

  • merlino (utente non verificato)

    Mi piacerebbe immaginare una scuola senza pregidizi dove si possa operare, con “buone prassi” o perchè pubblici o perchè privati, per un fine comune: educare. E se non è troppo utopico: maestri esperti e volenterosi che collaborano insieme a questo fine, riconoscendo gli uni agli altri le proprie qualità, il proprio impegno, le proprie attitudini, senza innalzare barriere o muri. Non è sempre utopia, per alcuni è già realtà.

  • lgb_4 (utente non verificato)

    L’esperienza della scuola dell’infanzia Peter Pan, è una semplice e bella esperienza come tante altre,che si svolgono nelle scuole statali e che non sono publicizzate. La scuola è un ambiente educativo, dove il confronto con le altre scuole statali o parificate, deve essere costruttivo e competitivo per migliorare professionalmente.

  • lgb_4 (utente non verificato)

    Nelle scuole statali,ci sono insegnanti che lavorano con competenza e passione anche oltre l’orario scolastico e che alle spalle hanno una lunga gavetta in scuole private e non, e che hanno lavorato sodo anche quando i progetti,miseramente retribuiti,non esistevano. Se per sentirsi migliori e farsi propaganda si offendono professionisti che svolgono con dignità e consapevolezza il proprio lavoro, vuol dire che si è arrivati “alla frutta”!

  • lgb_4 (utente non verificato)

    La publicità si fa dimostrando il proprio valore. L’offesa fatta alle insegnanti ,o agli insegnanti ,della scuola statale non fa onore a chi ha scritto l’articolo e a chi lo condivide “il paese è piccolo e ci conosciamo un po’ tutti…”

  • altea (utente non verificato)

    Al tuo posto non mi preoccuperei più di tanto! Piccole iniziative come la biciclettata che non costa niente se non tempo, fanno bene ai bambini e alle famiglie che purtroppo in questa era, dove il tempo per stare insieme non si trova mai, la scuola proprio insieme alla famiglia riesce a trovare quell’intesa che solo in tandem si può fare.Saper fare e saper essere! Allora non lamentiamoci noi della statale o delle paritarie ma tanti di questi eventi!!!

  • caoscalmo (utente non verificato)

    Il tempo per stare insieme con i nostri figli,se vogliamo lo troviamo.bella la biciclettata,ma come sarebbe più bello se un padre la domenica invece di guardarsi le partite o andarsene a giocare con gli amici organizzasse la sua biciclettata personale,se una mamma invece di sclerare per le pulizie le mandasse al diavolo e prendesse la bici anche lei.

  • caoscalmo (utente non verificato)

    nel nostro tempo ci si giustifica troppo,questo è il vero problema. Comunque concordo con i commenti di chi invita a non denigrare il lavoro altrui solo perchè non pubblicizzato.