Benedetta Gentile e Vanna Vannuccini al centro della seconda gara di lettura di “Confabulare”

Francesca Elicio e Dino Martinelli

Il libro al centro della gara è stato “Suonare il rock a Teheran”, che, come hanno potuto felicemente constatare le autrici, ha particolarmente colpito l'animo dei giovani lettori

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Si continua con il progetto “Confabulare” e non cessano le gare di lettura tra le diverse classi di scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado.

Come già annunciato precedentemente, la presenza di autori illustri a livello nazionale ha aumentato la qualità del progetto, che sta avendo riscontri del tutto positivi.

Protagonista della gara di lettura che si è tenuta lo scorso venerdì è stato il libro “Suonare il rock a Teheran”, scritto dalle giornaliste Benedetta Gentile e Vanna Vannuccini.

Abbiamo avuto modo di rivolgere alle due giornaliste e scrittrici qualche domanda in merito al mestiere del giornalista e ai motivi ispiratori che hanno permesso la redazione del libro.

Prima di essere autrici, siete giornaliste. Come pensate che sia cambiato il giornalismo in tuti questi anni? Notate differenze tra il giornalismo che c’è all’estero e il giornalismo che c’è in Italia?

Vannuccini: La tendenza è la stessa: il giornalismo è cambiato perché i mezzi sono cambiati. Internet è allo stesso tempo una grande di notizie ma anche portatore di notizie pericolose e incontrollate. Notavo ad esempio che tutte le notizie trovate in rete non hanno mai la data, perchè il tempo su internet si azzera; qualcuno ad esempio ha postato la morte di uno scrittore nigeriano morto due anni fa e tutti quelli che l’hanno letto pensavano fosse morto il giorno stesso. Tra questi tutti c’era Susan Rice, la consigliera di Obama per la sicurezza che inesorabilmente è stata protagonista di una gaffe, ma ci fa capire comunque quanto sia vera questa cosa. Tutto ciò cambia il giornalismo perché con tutta la concorrenza accade che prima scrivi la notizia e dopo vedi ciò che è successo.

Gentile: Non hai il tempo di pensare. Un altro pericolo è dato dal fatto che le testate ormai sono senza soldi, mandano sul posto sempre meno persone e gli uffici di corrispondenza chiudono praticamente tutti. Da una parte quindi abbiamo questa serie di notizie incontrollate e dall’altra troviamo la stessa tipologia di notizia.

Vannuccini: Posso fare un esempio che è capitato a me in Iran: c’era da seguire una manifestazione di cui da tempo ormai si parlava ma ho visto con i miei occhi che la manifestazione quel giorno non si tenne. E lì le testate ti chiedono di scrivere qualcosa e a stento credono al fatto che non ci sia nulla. Perché ormai tutte le testate ne stanno parlando e quindi bisogna farlo per forza.
B.G. l’invito che faccio da anni è quello di nutrire dubbi in continuazione e dico che nulla va preso per oro colato, tranne ciò che si è visto con i propri occhi. Sono poche le persone di cui puoi davvero fidarti.  

La vostra professione e professionalità vi hanno portato a viaggiare spesso e in diversi paesi, però il protagonista in questo caso è l’Iran. Qual è il vostro rapporto con questo paese?

Gentile: D’amore. Non è un paese chiuso e bloccato nella propria mentalità, è sempre stato ben allacciato con l’occidente mantenendo un rapporto di continuo scambio con esso. Purtroppo, troppo spesso, in occidente ci si sofferma troppo sui lati negativi, alle volte travisando la realtà. L’Iran è un paese di cui è facile innamorarsi .

Vannuccini : Da quando ho messo piede per la prima volta in Iran , ho capito subito che c’erano molti punti di contatto tra di esso e il nostro paese. L’occidente conserva in se l’idea che ci sia un enorme distacco fra le due realtà non sapendo che anche molti scritti di storia italiana sono stati tradotti in lingua persiana , da Elsa Morante alla Divina Commedia. Per non parlare della loro poesia che racchiude grandi valori .

La donna e la musica insieme all’Iran sono i protagonisti del libro. Perché la donna è così importante? La musica rappresenta la salvezza a tutto?

Vannuccini: Per quanto riguarda la donna, ci si deve render conto che dappertutto, e soprattutto nelle società islamiche dove la donna non ha avuto un ruolo, l’emancipazione è il fattore determinate dello sviluppo culturale e civile della società. In paesi come l’Iran e l’Egitto che sono molto simili dal punto di vista della formazione e cultura, la differenza è data proprio dall’emancipazione.

Gentile:  La musica è stata indispensabile in tutte le civiltà. In questo caso per i ragazzi è una forma di passione proibita, ora però molto meno vietata. Diciamo che queste arti non sono state esplicitamente permesse ma non sono neanche negate; c’è sempre questo fattore di rischio che porta ad un amore maggiore.

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