«Basta con le strade chiuse al traffico veicolare ed aree pubbliche detenute da privati»

La Redazione

Dopo l’iniziativa consiliare respinta dalla maggioranza, il consigliere comunale Felice Di Modugno e il responsabile cittadino Idv Raffaele Pellegrini tornano sull’argomento con alcune proposte. A par

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Felice Di Modugno, Consigliere Comunale del Comune di Ruvo di Puglia e Raffaele Pellegrini, Responsabile del locale Circolo IDV Italia dei Valori di Ruvo hanno scritto al Sindaco per riproporre il problema di alcune strade chiuse al traffico ma utilizzate da privati, in particolare via Morandi.

La scorsa estate i consiglieri Matteo Paparella, Vito Cantatore, Giovanni Mazzone e Antonello Paparella presentavano formale interrogazione e successiva proposta di deliberazione sull’argomento.

La proposta è stata discussa nell’ultimo Consiglio comunale ed era intesa ad acquisire al demanio comunale “a titolo gratuito” l’area ricadente “sul suolo denominato Via Morandi”, ma è stata respinta con voto contrario espresso dai Consiglieri di maggioranza (PD – SEL – Federazione della Sinistra).

«Sta di fatto -denunciano Di Modugno e Pellegrini- che Via Morandi, da quasi un anno, è chiusa al traffico veicolare e tutte le azioni poste in essere, a dire dell’Amministrazione, non hanno sortito alcun effetto».

Una sentenza del Tribunale di Ruvo, nell’assolvere il privato dal reato di occupazione abusiva di suolo pubblico a proposito di via Morandi, aveva evidenziato l’impegno da parte dei chiamati in causa a cedere al Comune le aree di circolazione stradale e a realizzare a proprie spese le reti di servizi pubblici e lavori di pavimentazione stradale. Ma nulla di tutto questo, è stato fatto. Anzi, le azioni di ostacolo e di impedimento alla pubblica fruizione della strada si sono intensificate fino alla installazione di un cancello che ostruisce definitivamente il passaggio alla libera circolazione.

«Ci chiediamo: dato il tempo trascorso, in che clima hanno operato i funzionari e i dirigenti che si sono susseguiti all’Ufficio Tecnico del Comune per questa ed altre vicende? Gli amministratori, nel corso degli anni, hanno sempre operato nel rispetto delle norme e a tutela del bene comune? Gli atti omissivi sembrano innumerevoli», concludono i due responsabili politici.

«In particolare -fanno notare Di Modugno e Pellegrini-, gli iter amministrativi riguardanti i due fabbricati fronteggianti su “Via Morandi” appaiono carenti ed incompleti. A titolo esemplificativo, per quanto ovvio, il fatto che una certa collettività di persone transiti su una determinata strada produce il sorgere, con il protrarsi del tempo, dell’usucapione di un diritto di uso pubblico da parte dell’ente territoriale (nella fattispecie il Comune di Ruvo di Puglia), il quale potrà, o avrebbe dovuto conseguentemente, esercitare i poteri di autotutela.
Con il posizionamento del cancello avvenuto a febbraio di quest’anno che preclude all’uso pubblico “Via Morandi”, perché non è stata emessa l’ordinanza di rimozione del manufatto? E’ stato dato seguito a tutte le azioni di rigore che la Legge prevede in questi casi?
».

Sulla base di queste considerazioni viene chiesto di «effettuare una ricognizione di tutte le cosiddette “strade private”, “parcheggi privati”, “strade chiuse arbitrariamente” (es. Via Stella, Via Eroi di Cefalonia, ecc.) con relazione a cura del dirigente UTC; accertare le cause ostative all’apertura e/o al libero godimento da parte dei cittadini delle predette strade ed alla cessione formale in favore del Comune di Ruvo di Puglia; acquisire la documentazione di rito, caso per caso, il parere del dirigente UTC e di un legale esterno, e avviare tutte le azioni opportune per il ripristino della legalità violata; per i casi più eclatanti, procedere con l’occupazione d’urgenza e successivi espropri per pubblica utilità, ove ne ricorrono i presupposti».

Per il “caso Via Morandi”, Di Modugno e Pellegrini ricordano che il Comune è ancora in tempo ad avanzare le proprie pretese ricordando l’articolo del codice civile in materia di usucapione che recita: “l’usucapione è interrotta quando il possessore è stato privato del possesso per oltre un anno. L’interruzione si ha come non avvenuta se è stata proposta l’azione diretta a ricuperare il possesso e questo è stato recuperato”. La citata sentenza 12 emessa dal Tribunale di Ruvo di Puglia risale al 17 gennaio 2011.

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Commenti

  • memoriastorica (utente non verificato)

    QUALCUNO MI AIUTA A CAPIRE. LA PROPOSTA DI UNA PARTE DELLA OPPOSIZIONE ERA QUELLA DI ACQIUSIRE AL PUBBLICO LA STRADA DI VIA MORANDI, CIOE’ QUELLO CHE IL RAPPRESENTANTE DELL’IDV E DI MODUGNO CHEDONO. MA FELICE DI MODUGNO NON E’ LA STESSA PERSONA CHE SVOLGE IL RUOLO DI CONSIGLIERE COMUNALE E CHE HA VOTATO CONTRO IL PROVVEDIMENTO? mA DI MODUGNO SA DI COSA SI PARLA E SI DECIDE IN CONSIGLIO COMUNALE?

  • linzard (utente non verificato)

    ma come pretendete che si possa aprire via Morandi se il proprietario della strada è il dittatore incontrastato di Ruvo di Puglia?

  • GuyFawkes (utente non verificato)

    …. bravo linzard!