Bagno di folla e commozione per il testamento artistico del prof. Lovino

La rappresentazione di Evita è una lunga dedica, un ringraziamento e un commosso saluto al docente promotore di un’attività teatrale quasi decennale presso il LIceo “Tedone”.
Sabato 14 aprile, ore 18,20: in un Auditorium stracolmo, come forse mai prima d’ora, l’emozione è palpabile e il silenzio assoluto. Sul telo bianco calato sul palco scorrono le immagini dell’operato teatrale quasi decennale del prof. Lovino Elicio presso il Liceo “Tedone”, prima che la malattia lo portasse via all’affetto di chi l’aveva conosciuto e inevitabilmente amato. Affetto che però non ha perso d’intensità, a giudicare dall’applauso che accoglie la foto conclusiva e la relativa scritta CIAO ROCCO. La rappresentazione di Evita messa in scena dai suoi alunni è una lunga dedica, un ringraziamento e un commosso saluto.
Le luci si accendono sulla scenografia egregiamente costruita da Giuseppe Altamura, l’adorato “Pinuccio”. L’ambientazione crea un’atmosfera molto evocativa dell’Argentina della prima metà del ‘900, l’interpretazione dei ragazzi è convincente e sentita, seppur a tratti un po’ enfatica. Spicca uno strepitoso “Che” Guevara, portato in scena da un Domenico Scaringella rabbioso, perfettamente calato nella parte e anche fisicamente somigliante. Stessa somiglianza che è impossibile non notare in Antonella Amenduni, splendidamente a suo agio nel difficile ruolo della protagonista Eva Duarte de Perón (che già fu di Madonna), la quale compensa il lieve calo di voce con l’intensità e la partecipazione emotiva che mette sia nel canto che nella recitazione.
Di grande impatto e tecnicamente perfetti gli intermezzi dei due ballerini Anna Lorusso e Giuseppe Pagano. Dopo circa due ore di spettacolo, che ha tenuto sempre sveglia l’attenzione, tra sventolio di bandiere, ceri accesi e cast tra il pubblico, arriva il momento dei ringraziamenti, dei saluti e, di nuovo, della commozione.
Dopo il Preside e il coordinatore del progetto prof. Vincenzo Stragapede, sale sul palco anche Nicola Nocella, ex studente del Liceo e ora attore più volte visto sugli schermi nazionali, che chiede per questi ragazzi “l’applauso più grosso che abbiate mai fatto”, perché se lo meritano tutto.
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