Avis Ruvo, 40 anni e non sentirli

In concomitanza con l’importante traguardo raggiunto dall’associazione, siamo andati a trovare il presidente Luciano Lorusso, i volontari e alcuni donatori di sangue. Ecco cosa ci hanno raccontato
È da sempre una grande famiglia, quella dell’Avis Ruvo. Lo è da 40 anni ormai. Eppure, nonostante l’età avanzi, l’associazione si mantiene sempre giovane. Perché i più assidui frequentatori di quelle poltrone scure al secondo piano dell’ospedale cittadino sono proprio i ragazzi, ventenni o poco più. Parola di chi è volontario «dal 1982» e ora, per raggiunti limiti d’età, si dedica con affetto paterno «al ristoro e al conforto dei donatori di sangue».
Nonostante le difficoltà strutturali e la mancanza di uno spazio adeguato e soprattutto riservato all’interno del nosocomio, «Ruvo – dice con orgoglio il presidente della locale sezione Luciano Lorusso – è una città virtuosa, che con oltre 1000 soci ogni anno raccoglie un numero di sacche che va ben oltre i quantitativi di cui necessita la nostra comunità. I donatori ruvesi sono estremamente generosi».
E per dimostrarvelo, una domenica mattina siamo andati a trovarli. Sentite cosa ci hanno detto.
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